MODERNISMO fumo di satana

SE ESISTE IL nwo TUTTO è UN SUO SOTTOPRODOTTO: OVVIAMENTE  ANCHE islam SHARIA IL NAZISMO ED IL SUO MEDIO-EVO DI ORRORE, SONO STATI PIANIFICATI DAI FARISEI!
King my SALMAN ] non riceverai nessun altro tipo di avviso: QUESTO AVVISO è L'ULTIMO! ] io ho bloccato, intenzionalmente, ogni tipo di lavoro in youtube da due giorni e questo non ha un precedente in 8 anni! [ King my SALMAN ] certo, IO non commetterò la ingenuità di avvisarti ulteriormente! QUESTO è IL MIO ULTIMO AVVISO! [ Holy my JHWH santo KADOSH, KADOSH, KADOSH, ADONAI TSEBAIOT ] OK, King my SALMAN ] se mi chiama Benjamin Netanyahu? IO SARò COSTRETTO A FARTI MORIRE CARBONIZZATO! tu mi devi chiamare: subito!
King my SALMAN ] se mi chiama Benjamin Netanyahu? IO SARò COSTRETTO A FARTI MORIRE CArbONIZZATO! tu mi devi chiamare: subito!

Questa storia che spiare sia un reato? DEVE FINIRE! ] SPIARE è UNA ATTIVITà ASSOLUTAMENTE LEGALE PER UNO STATO, TUTTI DEVONO SPIARE TUTTI: LEGALMENTE, ANZI QUANDO GOVERNERò IO? SARà DEL TUTTO INUTILE SPIARE! [ ROMA, 7 NOV - Ci sono anche l'Italia e il Vaticano, fra gli Stati amici della Germania che sono stati spiati dal Bnd, i servizi segreti tedeschi. L'informazione, che aggiunge dettagli rilevanti a quanto emerso il mese scorso, è stata rilanciata dal sito inglese del settimanale tedesco Der Spiegel. Ctando proprie fonti, la rivista scrive che quelle di Italia e Vaticano sono fra le "rappresentanze diplomatiche" di cui sono stati monitorati "indirizzi e-mail, numeri di telefono e fax" in Germania.
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[ King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] LE MIE conclusioni SONO DI TIPO razionale: INTUITIVO E DEDUTTIVO, PERCHé, NOI NON SIAMO DEI MISTICI O DEI PROFETI. e quando Gesù rese il suo soffio vitale sulla Croce, così, in questo modo: fu effuso lo Spirito Santo su tutto il Genere umano! IO NON SONO IL PADRONE DELLO SPIRITO SANTO, perché, nessun uomo potrà avere un suo alibi: di fronte al giudizio di Dio! LO SPIRITO SANTO COME è STATO DATO A ME, COSì è STATO DATO A TUTTI: da Gesù sulla Croce, fu effuso lo Spirito SANTO, E SE CAMMINO IO SULLA VIA VIA DELLA VIRTù? POI, TUTTI DEVONO CAMMINARE SULL A VIA DELLA VIRTù ANCHE
[ King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] ovviamente, noi tre, noi siamo tre uomini di fede! e a motivo della nostra funzione politica: la nostra è una fede strategica e creativa: per le esigenze del Regno di Dio!
King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] Gesù non ha chiesto a nessuno di essere vendicato: Lui è l'agnello di Dio, ed è venuto per morire al posto nostro! LUI è salito volontariamente sulla Croce: e non ha posto un confine al suo amore: non ha posto dei vincoli e delle condizioni al suo amore.. allora, ditemi voi: perché, il Suo Spirito SANTO dovrebbe avere dei limiti e delle condizioni? ecco perché, io mi sono sempre opposto, a che, le persone debbano cambiare la loro religione! no! le persone devono cambiare il loro cuore di pietra, ed avere un loro cuore di carne, e questo può essere soltanto, il lavoro dello Spirito SANTO! Quindi il TEMPIO EBRAICO aprirà l'ERA NUOVA della SPIRITO SANTO!
King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] se, io dico che voi siete innocenti e non siete degli assassini, chi potrebbe contestare il mio giudizio? ECCO PERCHé LA MIA AUTORITà DEVE ESSERE UNA MONARCHIA ASSOLUTA! QUINDI I SALAFITI, daranno la colpa ai FARISEI, i Farisei daranno la colpa a SATANA, ed in questo modo, io non sarò costretto ad uccidere nessuno! perché, se le strutture del mondo non vengono riformate, poi, tutto il Genere umano certamente verrà massacrato, e noi perderemo così, non meno di 5 miliardi di morti ammazzati! ed il mondo che nascerebbe dopo la guerra mondiale? sarebbe ancora di più un mondo per satana!

King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] questo mondo creato da Farisei e Salafiti deve cambiare! Sharia, e SpA Banche CENTRALI Rothschild si devono immolare per la salvezza del Genere umano: tutti gli altri problemi nel mondo? sono soltanto un dettaglio organizzativo! MA NON MI FATE ASPETTARE ANCORA! [ WASHINGTON, 8 NOVembre La Fbi ha acconsentito a collaborare con le autorità russe nelle indagini per fare chiarezza sull'aereo precipitato nel Sinai, in Egitto. Lo riferisce il New York Times citando fonti americane. In particolare Mosca cerca aiuto per le analisi sui resti dell'Airbus A321-200, nel tentativo di determinare cosa lo abbia fatto precipitare. I resti sono disseminati in un'area di almeno otto miglia quadrate nel deserto e parti del velivolo sono state trasportate in Russia.

07/11/2015 India, giudici di Delhi: No al bando sulla carne di vacca [ è MEGLIO FAR VIVERE UNA VECCHIA MUCCA, PER FAR MORIRE UN UOMO DI FAME? ma è propio in questo modo, che, si esaltà la sacralità di questo animale: come una fonte di benedizione per la INDIA!

02/11/2015 ASIA, auguri, AUGURI per i tuoi 12 anni di AsiaNews: ] NON POSSIAMO CONTINUARE A SPERARE NELLA BONTà DELLE PERSONE, LA POLITICA DEVE DARE DELLE RISPOSTE PERCHé QUESTO MONDO MALEFICATO DAI FARISEI E DAI SALAFITI NON PUò PIù ANDARE! [ la persecuzione e la speranza. di Bernardo Cervellera. Nonostante nel mondo aumentino ignoranza, indifferenza e superficialità i tanti segni di amore e speranza resistono anche nelle situazioni più cupe: la madre irakena che dà alla luce il bambino nel campo profughi e sorride anche se non ha niente; la madre musulmana indonesiana che benedice suo figlio divenuto cristiano e prete; famiglie cristiane cinesi che accolgono bambini gettati via a causa della legge del figlio unico.
Roma (AsiaNews) - Col primo novembre 2015, il sito internet AsiaNews.it ha compiuto 12 anni. La rivista AsiaNews su carta era cominciata molto prima, nel 1986. L’agenzia on-line ha aggiornato e potenziato il messaggio già presente nella rivista: annunciare la verità e l’amore di Gesù Cristo ai popoli dell’Asia e allo stesso tempo costruire ponti fra l’oriente e l’occidente.
Pur essendo un’agenzia specializzata, continuiamo a rimanere stupiti dai circa 15mila visitatori unici che ogni giorno si collegano al nostro sito, per non parlare di tutti gli altri siti che condividono e rilanciano le nostre notizie. E questo non solo in Italia e in Europa, ma anche in America e soprattutto in Asia. Molti giornali, radio e tivu del Medio oriente, del subcontinente indiano e dell’oriente estremo diffondono le notizie e le esperienze che raccontiamo, partecipando in qualche modo alla nostra missione.
Rimane un punto di onore per noi il poter offrire quasi in tempo reale alle Chiese e alle società dell’Asia le parole di papa Francesco in inglese, cinese, spagnolo. Questa speditezza e precisione con cui diffondiamo le parole del papa e la testimonianza della Chiesa sono un modo particolare e importante di vivere l’invito di Francesco, della Chiesa “in uscita”. Questo “uscire” e dilatarsi del nostro lavoro trova sempre nuovi operai e collaboratori: vi sono missionari, vescovi e fedeli laici che si ispirano ai fatti di AsiaNews per comporre le loro omelie, o per pregare ogni mese per i cristiani perseguitati di cui la nostra agenzia dà notizia.
La persecuzione è quasi un segno dei tempi e non vi è situazione in Asia che non assista alle sofferenze, alle torture, al soffocamento dei cristiani. La nostra agenzia è sempre pronta a dare voce ai cristiani dell’Iraq, della Siria, dell’India, della Cina. Ma non dimentichiamo nemmeno altri gruppi etnici e religiosi che subiscono violenze: musulmani sunniti o sciiti, ahmadi, bahai, tibetani, uighuri, tribali, montagnards…
Denunciare le violenze contro cristiani e non cristiani non è sterile vociare, o uso ideologico, ma preghiera e domanda di impegno. Siamo ancora commossi per la gigantesca risposta venuta dai nostri lettori e amici all’appello per “Adotta un cristiano di Mosul”. In un anno sono stati raccolti circa 1,5 milioni di euro e questa somma, consegnata a vescovi e sacerdoti del Kurdistan, non viene da potenti organizzazioni, o ricchi finanziatori: essa viene dal dono anche piccolo di ogni persona che ha voluto patire almeno per un poco per alleviare le sofferenze di questi nostri fratelli e sorelle.
Le occasioni di fraternità sono state tante: i terremotati in Nepal, aiutando a ricostruire almeno qualche casa; gli studenti cinesi, ai quali si offre la possibilità di studiare all’estero; giovani sacerdoti indiani che devono affrontare situazioni di miseria estrema. E ora AsiaNews e il Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) si stanno attrezzando per rispondere alla richiesta di papa Francesco accogliendo quasi 100 migranti, siano essi profughi politici o no, vittime della guerra o della fame.
In un mondo segnato da così tante ferite non è possibile rimanere inerti. La nostra gioia è vedere che attraverso AsiaNews l’ignoranza, l’indifferenza, la superficialità sono vinti, creando nuovi legami di fraternità. Questo sguardo attento e partecipe ci fa vedere e comunicare anche i tanti segni di amore e speranza che resistono anche nelle situazioni più cupe: la madre irakena che dà alla luce il bambino nel campo profughi e sorride anche se non ha niente; la madre musulmana indonesiana che benedice suo figlio divenuto cristiano e prete; famiglie cristiane cinesi che accolgono bambini gettati via a causa della legge del figlio unico. AsiaNews vuole essere anche un segno di speranza nel facile pessimismo e nell’immobilismo che ci circondano. Cari Amici, continuate a sostenerci e partecipate a quest’opera e a questa missione, fino a farla diventare la vostra vocazione. AsiaNews è già stata un aiuto per alcuni giovani a indirizzarsi nella via del sacerdozio missionario. Saremmo felici che sempre più giovani offrano non solo qualcosa, ma tutto se stessi perché la liberazione di Cristo sia annunciata.
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] [ 14/10/2015. INDONESIA. Aceh, islamisti attaccano le chiese: un morto e quattro feriti. di Mathias Hariyadi. La folla composta da fondamentalisti ha incendiato una chiesa, perché considerata irregolare e priva dei permessi di costruzione. Il tentativo di darne alle fiamme una seconda ha innescato gli scontri con la popolazione locale. Diverse famiglie cristiane in fuga nel timore di nuove violenze. Nei prossimi giorni è prevista la demolizione di altri 10 luoghi di culto cristiani. Jakarta (AsiaNews) - È di un morto, quattro feriti e una chiesa incendiata il bilancio degli scontri confessionali registrati ieri nel distretto di Singkil, provincia di Aceh, nell’ovest dell’Indonesia, la zona più “islamica” del Paese musulmano più popoloso al mondo e soprannominata “La porta della Mecca”. Testimoni locali riferiscono che centinaia di musulmani hanno attaccato un primo luogo di culto cristiano perché “illegale” (e privo dei permessi di costruzione), dandolo alle fiamme. In seguito, la folla si è diretta verso una seconda chiesa, dando vita a scontri violenti che hanno provocato la morte di una persona e il ferimento di diverse altre. Da qualche settimana si registra un incremento della tensione ad Aceh, nel contesto di una crescente pressione esercitata dalla frangia fondamentalista islamica locale. La scorsa settimana un gruppo di manifestanti ha organizzato una dimostrazione di piazza chiedendo la demolizione di quelle che definiscono “chiese prive delle licenze”. In risposta, il governo locale ha acconsentito all’abbattimento ma avrebbe posticipato "troppo" l’inizio delle operazioni provocando il risentimento dei movimenti estremisti. Sono almeno 10 i luoghi di culto cristiani considerati “irregolari” perché privi dell’Imb (Izin Mendirikan Bangunan, il permesso di costruzione); l’inizio delle demolizioni era programmato per il 19 ottobre e si sarebbe concluso nel giro di due settimane. Alle chiese risparmiate - 14 in tutto - vengono concessi sei mesi per regolarizzare la propria posizione. Husein Hamidi, capo della polizia di Aceh, riferisce che “dopo aver bruciato la chiesa, la folla - composta in maggioranza da membri del Muslim Youth Forum - ha cercato di attaccarne un’altra ma ha incontrato l’opposizione dei cristiani”. In seguito agli scontri fra estremisti e abitanti del villaggio di Dangguran (sotto-distretto di Gunung Meriah), aggiunge il funzionario, “un uomo è stato ucciso dopo aver ricevuto un proiettile in testa” e altri quattro sono rimasti feriti. Secondo alcune fonti la polizia avrebbe operato diversi arresti, ma non vi sono al momento conferme ufficiali; intanto la situazione nel distretto - una enclave cristiana in un contesto a larghissima maggioranza musulmano - è tornata alla calma, anche se la tensione potrebbe precipitare nei prossimi giorni quando è prevista la demolizione di altre 10 chiese “illegali”. Alcune famiglie cristiane sarebbero già fuggite, nel timore di una escalation delle violenze. L'Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, è spesso teatro di attacchi o gesti di intolleranza contro le minoranze, cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la legge islamica (shari'a), in seguito a un accordo di pace fra Jakarta e Movimento per la liberazione di Aceh (Gam), e in molte altre aree (come Bekasi e Bogor nel West Java) si fa sempre più radicale ed estrema la visione dell’islam. La scelta di inasprire leggi, regolamenti, norme e comportamenti non ha incontrato i favori di una larga fetta della popolazione locale, costretta a modificare in modo repentino abitudini e costumi radicati nel tempo. Fra le decisioni contestate dai cittadini di Aceh, vi sono tutta una serie di divieti rivolti in particolare alle donne: indossare jeans e gonne attillate, viaggiare cavalcioni a bordo di motocicli, ballare in pubblico perché "alimentano il desiderio”, festeggiare il San Valentino. L’ultimo caso riguarda la decisione di introdurre un “coprifuoco” per le donne, in via ufficiale per ridurre le molestie sessuali.
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] [ 21/02/2014 INDONESIA. South Sumatra, centinaia di islamisti bloccano la costruzione di una chiesa protestante
13/06/2013 INDONESIA. Surabaya, estremisti assaltano una conferenza per la pace fra musulmani e cristiani
23/07/2012 INDONESIA. Aceh, i cristiani protestano per una chiesa bruciata. L’inerzia delle autorità
03/10/2011 INDONESIA, West Java: estremisti islamici e autorità chiudono una chiesa protestante
19/06/2012 INDONESIA. Aceh, centinaia di estremisti islamici attaccano una casa di preghiera cristiana
http://www.asianews.it/notizie-it/Aceh,-islamisti-attaccano-le-chiese:-un-morto-e-quattro-feriti-35577.html
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] 11/02/2015. ASIA. AsiaNews marks 12 years: Persecution and hope. Despite a worldwide increase of ignorance, indifference and superficiality, many signs of love and hope resist even in the most gloomy situations: the Iraqi mother who gives birth to her child in a refugee camp and smiles even though she has nothing; the Indonesian Muslim mother who blesses her son who became a Christian and a priest; the Chinese Christian families that welcome children thrown away because of the one-child law.
Rome (AsiaNews) - November 1, 2015, marks the 12th birthday of AsiaNews.it online news site. AsiaNews magazine had begun much earlier, in 1986. The online agency has updated and enhanced the magazine’s main  message: to proclaim the truth and love of Jesus Christ to the peoples of Asia and at the same time build bridges between the East and the West.
Despite being a focus news agency, we continue to be amazed by the approximately 15 thousand single visitors to our website each day, not to mention all the other sites that share and republish our news. And this not only in Italy and Europe, but also in America and especially in Asia. Many newspapers, radios and TV’s the Middle East, on the Indian subcontinent and the Far East spread the news and the experiences that we report, thus in some way participating in our mission. One of our greatest sources of pride is how we offer real-time reports of Pope’s Francis’ words to Churches and societies in English, Chinese and Spanish. This promptness and accuracy with which we spread the Pope's words and witness of the Church are especially important  if we are to respond to Francis’ invitation to be a “Church that goes forth”. This "going forth" and expanding our work always involves new collaborators and workers: there are missionaries, bishops and lay people who are inspired by AsiaNews to compose their sermons, or every month to pray for the persecuted Christians whose plight our news agency brings to the fore. Indeed, Persecution is almost a sign of the times and few situations in Asia are devoid of suffering, torture, the suffocation of Christians. Our agency is always ready to give voice to the Christians of Iraq, Syria, India, China. But we do not forget the plight of other ethnic and religious groups who are victims of violence: Sunni or Shia, Ahmadis, Baha'is, Tibetans, Uighurs, tribal Montagnards ... Our denunciation of violence against Christians and non-Christians is not sterile shouting, or for ideological gains, but a call for prayer and commitment. We are still moved by the huge response from our readers and friends to our call to "Adopt a Christian from Mosul."
In one year we have managed to collect about 1.5 million Euros, and this amount has been given to bishops and priests of Kurdistan,  does not come from powerful organizations or wealthy donors: it is the fruit of the small gift from each person willing to go without a little to alleviate the immense suffering of our brothers and sisters.
The opportunities of fraternity have been many: the earthquake victims in Nepal, helping to rebuild at least some homes; Chinese students, who are offered the opportunity to study abroad; young Indian priests who face situations of extreme poverty. And now AsiaNews and PIME (Pontifical Institute for Foreign Missions) are gearing up to respond to the request of Pope Francis welcoming nearly 100 migrants, whether or not political refugees, victims of war or famine.  In a world marked by so many wounds we cannot remain inert. Our joy is in seeing how, through AsiaNews, ignorance, indifference, superficiality lose out to new bonds of fraternity. This attentive and involved gaze help us to see and communicate the many signs of love and hope that resist even in the most gloomy of situations: the Iraqi mother who gives birth to her  child in a refugee camp and smiles even though she has nothing; the Indonesian Muslim mother who blesses her son who has become a Christian and a priest; the Chinese Christian families that welcome children thrown away because of the one-child law.  AsiaNews also wants to be a sign of hope in the easy pessimism and immobility that surrounds us. Dear friends, continue to support us and participate in this work and this mission, so that it becomes yours too. AsiaNews has already helped some young people on their journey towards the missionary priesthood. We would be happy that more and more young people offer not just something, but everything, even themselves, in announcing Christ’s liberating love.
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06/11/2015 CINA [ presidente Xi Jinping ] TU HAI ENORMI DEBITI DI GRATITUDINE VERSO DI ME! NON TI PUOI METTERE ANCHE TU NELLA MERDA NAZISTA DELLA LEGA ARABA SHARIA [ NON MI SEMBRA CI SIANO CAPI DI IMPUTAZIONE VALIDI PER LA SUA DETENZIONE! LIBERALO, E TROVA UNA SITUAZIONE PIù IDONEA AL SUO CASO! NOMINALO SINDACALISTA: I FUNZIONARI NON DEVONO MAI DIVENTARE DISPOTICI E VIOLATORI IMPUNIBILI DELLA LEGGE: SE, IL POPOLO NON SI SENTE RAPPRESENTATO DAI BUROGRATI QUESTO DIVENTA UN PROBLEMA PER LA FELICITà DEI CITTADINI!! IO CREDO CHE UNA OPPOSIZIONE DEMOCRATICA E PACIFISTA: DEBBA TROVARE UNA LEGITTIMAZIONE GIURIDICA NELLE ISTITUZIONI: MAGARI CON LA FORMAZIONE DI UN PARLAMENTO DI TIPO CONSULTIVO, O CON ORGANISMI ED ELEMENTI DI RAPPRESENTANZA! TUTTI SI DEVONO SENTIRE RAPPRESENTATI: PERCHé CITTADINI PACIFICI E PRODUTTIVI NON DEVONO SENTIRSI DEI CRIMINALI:  A MOTIVO DELLA LORO VITA VIRTUOSA: COSì COME AVVIENE IN TUTTA LA LEGA ARABA! NON TI PUOI METTERE ANCHE TU NELLA MERDA NAZISTA DELLA LEGA ARABA SHARIA [ 11/06/2015 CHINA. Buddhist cleric gets life for criticising party corruption, Known for his activism in favour of democracy and human rights since 1989, Wu Zeheng has already spent 11 years in prison for writing an open letter criticising the government. For human rights activist, “He is the victim of both religious suppression and political persecution”. ] [ 11/06/2015 THAILAND - CHINA. Thai police arrest two Chinese activists, fears for extradition. Human rights groups have launched a petition for the release of two members of the Chinese democracy movement. They are activist Dong Guangping, already previously arrested, and the political cartoonist Jiang yefei. Recently, some members of Falung Gong were brought to Myanmar and handed over to Chinese police...  Condannato all’ergastolo un leader buddista, criticava la corruzione del Partito. Wu Zeheng, attivista democratico noto sin dal 1989 per le sue attività pacifiche a favore dei diritti umani, aveva già scontato 11 anni di carcere per aver scritto una lettera aperta di critica al governo. Attivisti per i diritti umani concordi: “Un oltraggio, il religioso vittima di persecuzione religiosa e politica”. 06/11/2015. THAILANDIA. CINA. La polizia thai arresta due attivisti cinesi, crescono i timori di rimpatrio. Gruppi pro-diritti umani lanciano una petizione per la liberazione di due esponenti del movimento democratico cinese. Sono l’attivista Dong Guangping, già arrestato in passato, e il vignettista politico Jiang Yefei. Di recente alcuni membri della Falung Gong sono stati condotti in Myanmar e prelevati da poliziotti cinesi.
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CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST. Middle East Council of Churches appeals for pluralism and interreligious dialogue by Fady Noun. Meeting at Saint Mark’s Coptic Orthodox Centre in Cairo, MECC leaders addressed Arab and Muslim heads of state and political and religious leaders. Pluralism, they say, is "one of the most precious treasures of the East." They called for prayers for peace, an end to anti-Christian persecution, the election of Lebanon’s president and a solution to the Palestinian cause. Cairo (AsiaNews) – At a meeting held at the Saint Mark’s Coptic Orthodox Centre in Cairo, the Middle East Council of Churches (MECC) called on "Arab and Muslim heads of state and religious and political leaders in the world to work for the preservation of religious pluralism," saying that it is" the most precious treasure of the East." They also called for action against "the forces of darkness, destruction and extremism." Orthodox Patriarch of Jerusalem Catholicos Aram I, Syrian Catholic Patriarch Theophilos III, Lutheran Church in the Holy Land president Youssef III Younan, Munib Younan, and MECC working team were present at the meeting. In its final communiqué, the Council said  that its agenda included "various activities in the regions, commissions and programmes; the situation of refugees and populations forced to leave by the circumstances they face in the Middle East as well as the situation of Churches and dioceses in Syria and Iraq, particularly in the areas emptied of their Christian populations, a difficult situation that has overwhelmed them.” The MECC, the communiqué said, discussed in particular "the Christian presence in the East as well as outflows, abductions and persecution to which Christians are exposed”. It called on “Arab and Muslim heads of state and political and religious leaders in the world to work for the preservation of religious pluralism because it is the most precious treasure of the East and has characterised the Christian and Muslim civilisation." The statement goes on to say that the Council "expresses its thanks to all the Middle East states that have taken it upon themselves to welcome families evicted from their homes, provided them with what they need, in particular, schooling for their children."
CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ] [ With respect to Lebanon, the MECC called for the election of the country’s president "because of the important role this country plays, especially since it is the only country allotted to Christians in Asia." The Council pleaded for the unification of the Easter date, and noted that Islamic-Christian interfaith dialogue is "the essential pillar of relations with our partners and compatriots." Participants also thanked Pope Francis for the attention he gives to the region’s Christians. At the end of the meeting, the Council members prayed for the end of the war in Syria and Iraq; for peace in the Holy Land, especially in Jerusalem; for a just settlement to the Palestinian cause; for the martyrs of the Armenian Genocide; and for the end of Turkey’s occupation of Cyprus.
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ERDOGAN DEVE CESSARE la occupazione turca dell’isola di Cipro ] [ CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ]  06/11/2015. MEDIO ORIENTE. Dal Consiglio delle Chiese mediorientali un appello al pluralismo e al dialogo interreligioso. di Fady Noun
Riunito a San Marco dei copti-ortodossi al Cairo, i vertici del Cemo si rivolgono a capi di Stato e vertici politici e religiosi arabi e musulmani. Il pluralismo, avvertono, è “uno dei tesori più preziosi d’Oriente”. Preghiere per la pace, la fine delle persecuzioni anti-cristiane, l’elezione del presidente libanese e una soluzione alla causa palestinese.
Il Cairo (AsiaNews) - Il Consiglio delle Chiese del Medio oriente (Cemo), riunito nel centro di San Marco dei copti-ortodossi al Cairo, ha lanciato un appello “ai capi di Stato e ai vertici politici e religiosi mondiali, arabi e musulmani, perché si adoperino a difesa del pluralismo religioso”. Secondo i capi cristiani della regione, esso è “uno dei tesori più preziosi dell’Oriente”. Essi hanno anche invitato “ad affrontare le forze delle tenebre, della distruzione e dell’estremismo” attive nell’area. L’incontro ha riunito il catholicos Aram I, il patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III, il patriarca dei siro-cattolici Youssef III Younan, il presidente della Chiesa luterana in Terra Santa Mounib Younan e il gruppo di lavoro che costituisce il nucleo centrale del Cemo.
Nel comunicato finale, il consiglio precisa che l’ordine del giorno comprendeva “le sue varie attività a livello di regioni, commissioni e programmi, la situazione dei rifugiati e delle popolazioni spinte all’esodo a causa delle vicende che hanno caratterizzato il Medio oriente, oltre che la realtà delle Chiese e delle diocesi in Siria, in Iraq”. L’attenzione si è concentrata in particolare “sulle regioni svuotate della loro presenza cristiana, in questi giorni difficili che affliggono i cristiani”. Il Cemo, precisa il comunicato, ha esaminato in particolare “la presenza cristiana in Oriente e gli esodi, i sequestri e le persecuzioni alle quali sono esposti i cristiani”. “E chiedono - prosegue il documento - ai capi di Stato e ai leader politici e religiosi del mondo, arabi e musulmani, di adoperarsi a difesa del pluralismo religioso, quale tesoro fra i più preziosi dell’Oriente e carattere distintivo della civiltà cristiana e musulmana”.
ERDOGAN DEVE CESSARE la occupazione turca dell’isola di Cipro ] [ CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ] Il comunicato aggiunge che il consiglio “rivolge i propri ringraziamenti a tutti gli Stati del Medio oriente che si sono adoperati per accogliere le famiglie cacciate dalle proprie abitazioni, e hanno assicurato loro il necessario e, in particolare, la possibilità di frequentare la scuola ai loro figli”. Inoltre, il Cemo ha rinnovato l’appello per l’elezione di un nuovo presidente della Repubblica in Libano “vista l’importanza della carica nel Paese, soprattutto perché è l’unica carica riservata ai cristiani in tutta l’Asia”. Il Cemo plaude inoltre all’unificazione della data in cui si celebra la Pasqua, e sottolinea che il dialogo interreligioso islamo-cristiano è “il pilastro essenziale nei rapporti fra i nostri partner e compatrioti”. Le personalità riunite nell’assemblea hanno infine ringraziato papa Francesco per l’attenzione che riserva sempre ai cristiani della regione. A conclusione dei lavori, il Consiglio ha pregato per la fine della guerra in Siria e in Iraq, per la pace in Terra Santa, e in particolare a Gerusalemme, per una giusta soluzione alla causa palestinese, per i martiri del genocidio armeno e per la fine dell’occupazione turca dell’isola di Cipro.



IN CUL0 A DARWIN











il MODERNISMO ERESIA, come il "fumo di satana" è entrato nella Chiesa di Cristo, la aggressione dei marrani! LA NATURA UMANA(EVOLUTA SENZA DIMOSTRAZIONE SCIENTIFICA) ASSOLUTAMENTE INADATTA ED INCOMPATIBILE, PER IL REGNO DI DIO, A MOTIVO DEL PECCATO ORGINALE è DIVENUTA "BUONA" RIDICOLIZZANDO IL SACRIFICIO DELLA CROCE, e RENDENDO INCOMPRENSIBILE LA VITA DELL'UOMO SPIRITUALE, E DELL'UOMO DIVINIZZATO. I CARNALI GENDER, SCIMMIE EVOLUTE, HANNO AVUTO IL LORO MOMENTO DI GLORIA: questo è il POTERE DELLE TENEBRE! ] Teologi e Pastori scellerati invece di fondarsi su San Tommaso e il concilio Vatino II, come sul"Fides et Ratio" il solido magistero della Chiesa, attingono alla schiuma del demonio: Cartesio, Hume, Kant, Schelling, Hegel, Heidegher, Husserl, ecc...


http://www.paginecattoliche.it/modernismo2.htm
 II. L'antimodernismo sotto Pio xX, Testo del prof. Roberto de Mattei. tratto dall'opera "Don Orione negli anni del modernismo",
edita da Jaca Book, Milano 2002, pp. 320, Euro 23, ISBN 8816-30386-7. http://www.jacabook.it/ricerca/schedalibro.asp?idlibro=2714,
e curato da Don Flavio Peloso dell'Opera Don Orione, http://213.156.45.144/m2wa/donorione/messaggi/articolo.asp?ID=129 ,
qui riprodotto per gentile concessione del curatore e dell'editrice. 1. Il Magistero antimodernista di san Pio X. La reazione antimodernista all'interno della Chiesa si riassume emblematicamente nell'opera di magistero e di governo di Pio X anche senza evidentemente esaurirsi in essa. Il numero dei collaboratori pienamente fedeli agli orientamenti del Pontefice fu tuttavia meno consistente di quanto si possa immaginare e gli antimodernisti costituirono, come i modernisti, una minoranza all'interno della Chiesa.

Quando, il 4 agosto 1903, cardinale Giuseppe Sarto, patriarca di Venezia, venne elevato al soglio pontificio, il padre Semeria ne apprese la notizia da don Minocchi in Russia. «Chi han fatto Papa?», domandò. «Sarto – rispose Minocchi – con il nome di Pio X». «Un reazionario! Siamo fritti», rispose Semeria1.
Il «reazionario» Pio X, «fu nel medesimo tempo – come ben sottolinea Roger Aubert – uno dei più grandi pontefici riformatori della storia»2. Il suo programma di restaurazione della società cristiana, riassunto dalla formula Instaurare omnia in Cristo, implicava, oltre alla ferma difesa dell'ortodossia della Chiesa minata dal modernismo, anche un vasto programma di iniziative pastorali e di riforme, a cominciare da quella della Curia pontificia. La reazione di Pio X contro il modernismo non fu d'altra parte, semplice repressione, ma profonda riflessione e fermo giudizio sui problemi che esso sollevava. Ciò risulta chiaramente dalla enciclica Pascendi3, l'atto più significativo del suo regno e uno dei documenti pontifici di maggior spessore teoretico del secolo XX. La Pascendi venne preceduta dal decreto Lamentabili4 che sta ad essa come il Sillabo alla Quanta cura e fu seguita dal giuramento antimodernista Sacrorum antistitum, che ne costituisce il compimento.
L'ampio ed elaborato documento è diviso in tre punti in cui vengono analizzate e ricondotte a unità le diverse personalità che si fondono nei fautori del modernismo: il teologo, lo storico, il critico, l'apologeta, il riformatore. Seguono le istruzioni disciplinari che i vescovi debbono attuare nella scelta dei professori nei seminari e per l'incremento degli studi filosofici, teologici e delle materie profane ausiliarie.
Per Pio X, l'agnosticismo, secondo cui la ragione umana è ristretta interamente entro il campo dei fenomeni e non può innalzarsi a Dio, né conoscerne l'esistenza, sia pure per mezzo delle cose visibili, costituisce l'aspetto negativo del modernismo5. La dottrina dell'immanenza vitale ne costituisce l'aspetto positivo6.
L'immanenza, come ogni fenomeno vitale, nasce per i modernisti da un bisogno che sorge a sua volta da un «movimento del cuore», un sentimento religioso, la cui specificità è la fede che non poggiando su alcune premesse razionali è in realtà fideismo. La fede per essi non è l'adesione dell'intelligenza ad una verità rivelata da Dio, ma una esigenza religiosa che per «vitale immanenza» si sprigiona dall'oscuro fondo (subcoscienza) dell'anima umana. L'immanenza postula l'equivalenza tra coscienza e rivelazione intesa come l'apparire di Dio all'anima: di qui «la legge che erige la coscienza religiosa a regola universale sullo stesso piano della rivelazione e alla quale tutto deve essere sottoposto, perfino l'autorità suprema, nella sua triplice manifestazione, dottrinale, culturale, disciplinare»7.
L'immanenza viene applicata dal teologo alle formule e verità di fede con la conclusione che le rappresentazioni della realtà divina si riducono a «simboli», espressioni di particolari situazioni di coscienza la cui «formula intellettuale» muta a secondo dell'«esperienza interiore» del credente. Le formule del dogma, per i modernisti, non contengono verità assolute: esse sono immagini della verità che devono adattarsi al sentimento religioso8.
Il modernismo respinge i concetti della trascendenza teologica di Dio rispetto al creato, della divinità di Gesù Cristo, considerata unicamente presente nella coscienza del credente e della divinità della Chiesa, prodotto dell'esperienza collettiva. In ultima analisi l'unica formula valida della verità religiosa si risolve nella struttura che la coscienza dà a sé stessa di fronte ai singoli problemi della fede. In questo senso viene capovolta la prospettiva tradizionale secondo cui l'esperienza religiosa può essere soltanto un valore secondario e indipendente dalla Rivelazione e dal Magistero ecclesiastico e si riprende il tentativo dello gnosticismo di abbracciare tutte le istanze della verità attraverso un principio unico, la soggettività della verità e la relatività di tutte le sue formule9.
Il nucleo del modernismo per Pio X non consiste tanto nell'opposizione all'una o all'altra delle verità rivelate, ma nel cambiamento radicale della nozione stessa di «verità», mediante l'accettazione del «principio di immanenza» che sta a fondamento del pensiero moderno10, come riassume la proposizione 58 condannata dal Decreto Lamentabili: «La verità non è più immutabile dell'uomo stesso, giacché essa si evolve con lui, con lui per lui». Dio stesso si fa in noi e non sarà mai attuato in pieno perché il divenire non può arrestarsi. La conseguenza di quest'errore è la professione dell'evoluzione dei dogmi: il significato e valore dei dogmi non proviene più dal loro immutabile contenuto, ma dall'«esperienza religiosa» del credente, dall'emozione soggettiva che il dogma può suscitare in lui. Contrariamente ai principi di identità, di contraddizione e di causalità, il divenire è a se stesso la sua ragione, senza una causa superiore, in un vortice evolutivo in cui l'essere si confonde con il non essere, il vero con il falso, il bene col male.
Considerata nella sua struttura fortemente teoretica ed anche nel suo inconfondibile stile, la Pascendi può essere considerata come un documento fondamentale del Magistero della Chiesa e fra tutti gli atti di Pio X resta «il monumento più insigne del suo pontificato»11. Essa, come sottolinea Poulat12, è lo sbocco logico dell'orientamento vigorosamente affermato da Pio X, circa mezzo secolo prima, nel Sillabo (1864): «Pio IX denunciava gli errori ad extra (all'esterno della Chiesa) che correvano nel mondo; Pio X, al contrario, colpiva un fenomeno ad intra (all'interno della Chiesa), colpendo quegli stessi errori che si erano infiltrati nella Chiesa, dove avevano preso forme e radici»13.
La Pascendi costituirà un riferimento anche per l'enciclica Humani generis di Pio xii14 e la Fides et Ratio di Giovanni Paolo ii15.
Il documento di Pio x fu inaspettatamente elogiato per la sua potenza filosofica e la sua coerenza dai due principali pensatori «laici» dell'Italia del tempo, Benedetto Croce e Giovanni Gentile. Croce, dopo la pubblicazione dell'enciclica, scrisse un articolo sul «Giornale d'Italia» del 13 ottobre 1907, dal titolo Insegnamenti cattolici di un non cattolico. Benedetto Croce a Salvatore Minocchi in cui concludeva ponendo ai modernisti l'alternativa: «o andare innanzi o tornare indietro. Ossia, o ricongiungersi ritardatari alle schiere dei pensatori non confessionali: o, dopo essersi dibattuti vanamente per qualche tempo, ricadere nel cattolicesimo tradizionale»16. Gentile da parte sua scriveva che «in verità l'enciclica Pascendi dominicis gregis è una magistrale esposizione e una critica magnifica dei principi filosofici di tutto il modernismo: e l'accusa di sfiguramento (secondo il termine tolto a prestito dall'enciclica stessa) che l'enciclica avrebbe fatto di esso modernismo, è gridio di paperi, come avrebbe detto il Carducci. L'autore dell'enciclica ha visto fino in fondo e interpretato esattamente, da critico enunctae naris, la dottrina giacente nelle esigenze filosofiche, teologiche, apologetiche, storiche, critiche, sociali dell'indirizo modernista»17.
L'opera antimodernista di san Pio x fu coronata dal Motu proprio Sacrorum antistitum del 1 settembre 191018 e dal giuramento che esso imponeva. «Questo giuramento, senza nulla aggiungere di essenziale agli atti precedenti, ne è quasi un solenne riassunto»19: esso costituisce una positiva e diretta riaffermazione delle dottrine cattoliche alle quali si oppongono le eresie moderniste.
In particolare il giuramento respinge «l'eretica invenzione della evoluzione dei dogmi, secondo la quale tali dogmi cambierebbero di significato per riceverne uno diverso da quello che è stato dato loro dalla Chiesa agli inizi»20 e rigetta la concezione modernista che vede nella dottrina cristiana una «creazione della coscienza umana» che si sarebbe formata poco a poco con lo sforzo degli uomini e dovrebbe perfezionarsi indefinitamente. La Chiesa ribadisce che la «dottrina della fede» è stata «trasmessa dagli apostoli e dai Padri ortodossi» come un «deposito divino» e non come un prodotto umano, frutto del pensiero o della coscienza dell'uomo. Infine l'ultimo articolo, fondendo la dottrina del concilio Vaticano i e quella della Pascendi ricorda che la fede non è «un cieco sentimento religioso che erompe dalle oscurità del subcosciente», ma che essa è «un vero assenso dell'intelletto» alla verità rivelata da Dio21.
Nel corso del suo pontificato, Pio x seguì personalmente l'esecuzione delle disposizioni dell'enciclica e quelle relative al giuramento antimodernista. Questi interventi e le sanzioni ecclesiastiche che colpirono i protagonisti, circoscrissero la portata e gli effetti del movimento ma non valsero ad arrestarne il corso né a frenarne la profonda influenza.

2. I collaboratori di Pio X nella difesa dell'ortodossia
De gentibus non est vir mecum (Is. 63,3), aveva confidato Pio x a mons. Archi che era stato suo metropolitano a Venezia22. La croce del suo pontificato fu la solitudine nell'affrontare la lotta, con pochi veri e devoti collaboratori all'interno dell'episcopato italiano e della stessa Curia romana. Oltre alla sua segreteria, diretta da mons. Giambattista Bressan (1861-1950), Pio x fu coadiuvato soprattutto da due cardinali23, il segretario di Stato Rafael Merry del Val24 (1865-1930) e il prefetto della Congregazione Concistoriale per i Vescovi Gaetano De Lai25 (1853-1928). Se De Lai rappresentò, secondo alcuni, «l'uomo forte del pontificato»26, Merry del Val fu realmente unito a Pio x «cor unum et anima una»27, in undici anni di aspre lotte su molteplici fronti. Una unione intima e costante tra due uomini di così diverse provenienze che si spiega solo, come ben sottolinea Orio Giacchi, se si pensa «all'altissima atmosfera in cui le due anime vivevano»28: canonizzato il Pontefice, in attesa di beatificazione il suo Segretario di Stato, i due personaggi illuminarono indubbiamente con le loro personalità un'oscura epoca nella storia della Chiesa.
Mons. Alfonso Archi (1844-1938), chiamato nel 1905 alla diocesi di Como che resse fino al 1925, e mons. Giovanni Volpi29 (1860-1931) vescovo di Arezzo dal 1904 al 1919, furono i due presuli più vicini a Pio x, rappresentando «le due punte più in vista dell'antimodernismo all'interno dell'episcopato italiano»30. Entrambi furono, oltre che zelanti pastori, insigni direttori di anime. Mons. Archi fu direttore spirituale della visitandina Benigna Consolata Ferrero31 (1885-1916), di cui è in corso il processo di beatificazione; mons. Volpi, già vicario e vescovo ausiliare della diocesi di Lucca, lo era stato della beata Elena Guerra (1835-1914) e di santa Gemma Galgani (1878-1903)32. I loro nomi non avevano tuttavia il prestigio e l'influenza di altri vescovi, come il cardinale di Pisa, Pietro Maffi (1858-1931) e il cardinale arcivescovo di Milano Andrea Carlo Ferrari (1850-1921), favorevoli alla cosiddetta «stampa di penetrazione», avversata dal Pontefice che appoggiava quei giornali che affermassero apertamente e senza compromessi i principi cattolici in tutti i settori della vita cristiana33.

Il quotidiano «L'Unità cattolica» fondato nel 1863 a Torino da don Giacomo Margotti (1883-1887), poi trasferito a Firenze nel 1892 e affidato alla direzione di Giuseppe Sacchetti (1845-1906) era il più importante quotidiano intransigente dell'epoca e il più vicino a Pio x34. Esso fu diretto da due giovani sacerdoti, don Paolo de Toth35 (1881-1965) e poi don Alessandro Cavallanti36 (1879-1917).
A Breganze, nella diocesi di Vicenza, uscì dal 1890 al 1915, la rivista «La Riscossa, Per la chiesa e per la patria» dei fratelli Scotton37, Jacopo (1834-1909), Andrea (1838-1915) e Gottardo (1845-1916). Nella rivista, voce ufficiosa dell'Opera dei congressi, più volte incoraggiata dalla Segreteria di Stato38, Paul Sabatier vedeva, con l'«Unità Cattolica», lo «specchio del pensiero di Pio x»39.
A Genova infine, nel 1908, l'«Eco d'Italia» divenne «La Liguria del Popolo» sotto la direzione di don Giovanni Boccardo40 (1877-1956), membro, per un certo tempo, del Sodalitium Pianum41, legato a mons. Volpi, che gli affidò la direzione del seminario di Arezzo.
Nei momenti delle più calde polemiche, Pio x manifestò la sua simpatia e benevolenza, «con gesti ed espressioni pubbliche ed inequivocabili»42, verso questi giornali che sussidiava, come ricorda il suo segretario particolare mons. Pescini, perché combattevano contro il modernismo43.

3. Mons. Benigni e il Sodalitium Pianum (1909-1921)
Mons. Umberto Benigni44 (1862-1934), entrò in scena qualche anno più tardi, con la sua agenzia di informazioni «Corrispondenza romana» (1907)45, prima pubblicata in italiano e poi in francese e poi con il Sodalitium Pianum, o Sodalizio San Pio v (1909), sotto il patrocinio del Papa che aveva istituito il Sant'Uffizio e ottenuto la grande vittoria di Lepanto contro i turchi (1571).
Nato nel 1862 a Perugia dove aveva completato gli studi ecclesiastici, Benigni aveva iniziato una duplice attività nel campo storico e in quello giornalistico nella redazione di quotidiani intransigenti come il ligure «l'Eco d'Italia» e il romano «La voce della Verità». Personalità di forte ingegno e di vasta cultura, con notevoli doti di organizzatore, il 24 maggio del 1906, su proposta di mons. Gasparri, fu chiamato alla Segreteria di Stato come sottosegretario della Congregazione degli Affari Ecclesiastici straordinari e il 28 agosto 1906 venne nominato prelato domestico di Sua Santità46. Rimase in quella carica fino al 7 marzo 1911 quando gli successe l'allora monsignor Eugenio Pacelli47.
Fu certamente questo il periodo più importante della sua vita. Grazie alla sua conoscenza delle lingue e alle sue relazioni internazionali, egli si occupava in particolare del servizio stampa della Santa Sede, svolgendo, per la prima volta nella storia, un ruolo che lo rese l'antesignano di quella che sarà la «sala stampa» vaticana48.
Nella sua testimonianza al processo di beatificazione di Pio x, il cardinal Gasparri riferendosi al Sodalitium Pianum sottolinea «con dispiacere che questo fu approvato da Pio x e dalla Concistoriale audito Pontifice»49. Pur non avendo mai ricevuto un'approvazione canonica formale, il Sodalitium pianum fu effettivamente conosciuto e incoraggiato dalla Santa Sede: in particolare dalla S. Congregazione Concistoriale, di cui era prefetto il card. De Lai e dallo stesso Pio x che inviò tre autografi papali di benedizione ed assicurò una sovvenzione annuale; costituito nel 1909, il Sodalizio fu sciolto dopo la morte di Pio x per essere riattivato nel 1915, d'intesa con la Congregazione Concistoriale. Venne definitivamente sciolto in data 25 novembre 192150.
Da quel momento in poi e fino alla morte, il 26 febbraio del 1934, mons. Benigni non esercitò alcuna carica ufficiale, al di fuori dell'insegnamento51.
La storiografia contemporanea ha ripreso le accuse di «delazione» e di «spionaggio» già lanciate dai modernisti contro il prelato romano: Benigni sarebbe stato, in una parola, «il peccato di Pio x»52. Si dimentica però il «multiforme e fervido lavorio segreto»53 del modernismo, svolto, come scrive Bedeschi, da un «un reticolo inafferrabile e variegato»54 diffuso nelle principali città italiane (a Napoli Avolio, a Milano Casciola, a Roma Genocchi, a Genova Semeria); in particolare si deve a Sabatier «la creazione di una controinformazione vaticana e modernista»55 attraverso un efficace collegamento coi corrispondenti dalle capitali europee di autorevoli organi di infomazione, dal «Times» al «Journal des Débats», dal «Temps» a «Le Siècle», dal «Daily News» al «Morning Post». Così, nel 1907, Sabatier che era alla ricerca di notizie su Benigni per passarle al giornalista Maurice Pernot56, si rivolge all'oratoriano Mattia Federici per conoscere notizie sul passato genovese del direttore di «Corrispondenza Romana»57: metodi non molto diversi da quelli «spionistici» attribuiti al suo avversario.
Attorno a mons. Benigni e al Sodalitium pianum si è creata una vera e propria «leggenda nera», in maniera tale da impedire un giudizio obiettivo sul personaggio che ebbe un carattere difficile58, ma intese, come scrive il card. Antonelli nella Disquisitio, «mettere sé stesso, le sue molteplici qualità intellettuali, le sue vaste esperienze, soprattutto nel campo storico-culturale e sociologico, al servizio della Chiesa»59. Va tenuta in conto la obiettiva ricostruzione dell'opera del prelato romano e dei suoi collaboratori di uno studioso come Poulat, così come sono di grande valore storico le conclusioni che scaturiscono dalla Disquisitio, che poté basare il suo esame sul prezioso incartamento della S. Congregazione Concistoriale60.
1) Il Sodalitium pianum, considerato in sé e sulla base del suo Statuto e Programma, era un'organizzazione buona e destinata a buon fine.
2) Il Sodalitium pianum voleva essere un organo di penetrazione (vita esemplare dei membri in conformità a tutte le direttive pontificie: vita cattolica «integrale»), e di informazione (raccolta personale, rapida e sicura, di notizie su tutti i campi della vita religiosa, politica, sociale, culturale) a servizio della Curia Romana.
3) Il Sodalitium pianum nella idea primitiva di Benigni, avrebbe dovuto essere una specie di istituto ecclesiastico «secolare» sottoposto alla S. Congregazione Concistoriale, così come vivono e agiscono gl'Istituti religiosi sotto la S. Congregazione dei Religiosi.
Il Sodalitium pianum servì effettivamente la Santa Sede offrendo regolari informazioni, facendo uso alle volte, per garantire la sicurezza della corrispondenza, di un apposito cifrario61. Il padre Jules Saubat62 (1867-1949), procuratore generale dei Padri di Betharram, che fu indirizzato a Benigni dal cardinale Merry del Val63 e divenne segretario del Sodalitium pianum, testimonia che «mai nella lotta furono usati mezzi illeciti o disonesti; però tutte le arti umane, anche le più scaltre, furono messe al servizio della verità»64. Ma, depone ancora lo stesso Saubat: «Spia no: la spia è il male al servizio del male e per il male. Qui c'è la vigilanza attraverso mezzi umani sufficientemente onesti, per il bene. Altrimenti bisognerebbe dire: spie sono i Nunzi che sono incaricati di informare; spia il Segretario di Stato a cui tutte le mattine il Papa domanda: Custos quid de nocte? Il Segretario di Stato passa per la scala regia: Benigni passava per la scala di servizio; è tutta qui la differenza»65.
«In conclusione, e considerando oggettivamente le cose – afferma il card. Antonelli nella Disquisitio – il segreto e il cifrario erano in un certo senso mezzi necessari, per lo meno utili, certo non immorali, dal momento che Benigni non ebbe segreti verso l'autorità competente della Santa Sede con la quale si teneva in contatto»66.

4. La Compagnia di Gesù al centro della tempesta
Al centro dell'acceso scontro tra modernisti e antimodernisti si trovò la Compagnia di Gesù la cui rivista «Civiltà Cattolica», fin dalla sua fondazione legata alla Santa Sede, esprimeva il tradizionale spirito di attaccamento al Papato dell'Ordine, al cui interno tuttavia si erano manifestate gravi defezioni, a cominciare da quella del padre Tyrrell, espulso dalla Compagnia solo dopo il 1906.
All'inizio del secolo, la «Civiltà Cattolica», che era stata un bastione delle posizioni intransigenti, si era piegata al vento delle novità, avvicinandosi a poco a poco, come scriveva l'oratoriano genovese Mattia Federici, amico di Loisy, «alla scuola esegetica che prima riteneva fosse suo compito combattere»67.
Accanto a Pio x, si schierarono tuttavia le menti più fortemente speculative della Compagnia di Gesù come i padri Louis Billot68 (1846-1931) e Guido Mattiussi69 (1852-1925). Scrittore, conferenziere, professore, promotore del movimento tomistico in Italia70, Mattiussi «fu veramente il propugnatore della verità cattolica. Col suo ingegno potente ed acuto, penetrava con tale facilità le verità più alte, da dare la sensazione che ne avesse piuttosto un'intuizione che una qualunque cognizione»71 scrive il padre (poi cardinale) Paolo Dezza ricordandone «l'irremovibile fermezza nel difendere la verità»72.
Billot, nel suo volume De inspiratione Sacrae Scripturae (1903), confutava non solo Loisy, ma gli scritti, ispirati alla metodologia storico-critica loisista, dei suoi confratelli Franz-Xavier Funk (1840-1907) Franz von Hummelauer (1841-1914) e Ferdinand Prat (1857-1938), ospitati tra il 1902 e il 1903 da «La Civiltà Cattolica» al cui interno esistevano, intorno al 1902, una tendenza «conservatrice» e una tendenza «progressista»73. Il padre Angelo De Santi (1847-1922), esponente dell'ala «progressista», dimostrava una sorprendente benevolenza nei confronti di Harnack, definendolo «un critico giusto, leale ed erudito»74 e tentando, la ambigua operazione di prendere «il buono che seppe darci il professore berlinese, lasciando a lui e ai suoi il cattivo»75, mentre il padre Prat teorizzava il «terzo partito», tra eterodossia e ortodossia, «quello dell'esegeta geloso di conciliare l'ortodossia più rigorosa con il desiderio di essere del suo tempo»76. Quando la rivista dei gesuiti arrivò al punto di pubblicare un articolo sostanzialmente elogiativo nei confronti del filosofo positivista ed evoluzionista Herbert Spencer, morto nel 1903, scese in campo lo stesso padre Mattiussi.
Tra i gesuiti vicini a Pio x vanno ricordati inoltre lo storico Ilario Rinieri77 (1853-1941), il sociologo Giulio Monetti78 (1874-1948) e il padre Giuseppe Chiaudano79 (1858-1915), superiore della Provincia piemontese della Compagnia dal 1903 al 1910. Quando nel 1913 il padre Salvatore Brandi (1852-1915) fu colpito da apoplessia, Pio x, che stimava la pietà e la dottrina del padre Chiaudano, lo nominò inaspettatamente rettore del collegio degli scrittori della «Civiltà Cattolica», ma il padre Chiaudano sopravvisse di poco a Papa Sarto. Gli successe il padre Enrico Rosa80 (1870-1938), allievo del padre Sante Schiffini81 (1841-1906), mentre ferveva la polemica sul sindacalismo cattolico.
Pio X non nascose la sua diffidenza verso la nuova linea della Compagnia di Gesù. Il padre Franz-Xaver Wernz (1842-1914), preposito generale della Compagnia, gravemente malato, il 31 luglio 1914 scrisse una lunga lettera protestando la fedeltà sua e dell'ordine e chiedendo direttive al Papa. Papa Sarto non rispose e in un colloquio confidenziale col nuovo «assistente d'Italia» manifestò le sue preoccupazioni per la linea delle riviste «Etudes» e «Stimmen aus Maria Laach» e per la persona del padre Wlodzimierz Ledochowski (1866-1942), «assistente» del padre Wernz e dall'11 febbraio 1915 suo successore come generale dell'Ordine82.

5. L'affermazione della «terza forza»
Tra modernisti e antimodernisti esisteva un «terzo partito»83 impersonata fino al 1913 dal cardinale Mariano Rampolla del Tindaro84 (1843-1913), Segretario di Stato di Leone XIII e mancato Papa nel conclave del 1903. Rampolla, nel 1901, aveva scelto come suoi collaboratori diretti mons. Giacomo Della Chiesa85 (1854-1922) e mons. Pietro Gasparri86 (1852-1934); il primo lo aveva nominato segretario della Congregazione per gli Affari ecclesiastici ordinari e Sostituto alla Segreteria di Stato; il secondo, segretario della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Pio X, dopo aver nominato segretario di Stato il card. Merry del Val, aveva allontanato dalla Segreteria di Stato entrambi i protetti del cardinal Rampolla, il primo sostituito da mons. Nicola Canali (1874-1961), il secondo da mons. Raffaele Scapinelli di Legniguo (1858-1933). Dopo il 1908, la Segreteria di Stato, diretta da un cardinale Segretario comprendeva due sezioni, alla prima delle quali, la congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari, vennero affidati i compiti propri della Segreteria di Stato, mentre la seconda si occupava degli Affari interni. Dal cardinale Segretario di Stato Merry del Val dipendevano monsignor Canali, sostituto della Segreteria di Stato, a cui erano affidati gli Affari ecclesiastici ordinari e monsignor Scapinelli di Legniguo, segretario della sezione degli Affari ecclesiastici straordinari, coadiuvato fino al 1911 dal sottosegretario Umberto Benigni; una terza sezione si occupava dei brevi pontifici.
Mons. Gasparri fu creato cardinale nel concistoro del 6 dicembre del 1907 per assumere il compito di stendere la nuova codificazione del diritto canonico; mons. Della Chiesa, nell'ottobre del 1907, fu nominato a sua volta arcivescovo di Bologna, dove attese per ben sette anni la sua elevazione al cardinalato, avvenuta il 25 maggio del 191487. Pio X morì il 3 agosto 1914; appena tre mesi dopo il conferimento della porpora, il 3 settembre 1914 mons. Della Chiesa venne eletto a sorpresa al soglio pontificio: «I retroscena del Conclave, ormai noti abbastanza nei circoli romani – scrive Buonaiuti a Houtin il 17 settembre 1914 – mostrano indubbiamente che l'elezione del card. Della Chiesa ha voluto rappresentare l'indicazione di un governo ecclesiastico che fosse l'antitesi perfetta del regime di Pio X»88.
Quattro mesi dopo la morte di Pio X, mons. Eudoxe Mignot (1842-1918), arcivescovo di Albi, fece pervenire al cardinal Ferrata, primo segretario di Stato del neoeletto Benedetto XV, un Memoriale in cui attaccava duramente il movimento di reazione antimodernista promosso da san Pio X e invitava la Santa Sede ad una politica di «riconciliazione» con i modernisti89. Il 13 ottobre 1914, nominando, dopo il cardinale Ferrata, il cardinale Pietro Gasparri suo Segretario di Stato90, Benedetto XV manifestò la sua decisa volontà di mutare l'orientamento del pontificato piano91, tornando alla linea di governo «rampolliana» abbandonata da Pio X.
Benedetto XV in accordo con il cardinale Gasparri smantellò il Sodalitium pianum92 e tese la mano, senza successo, a Buonaiuti93. Dopo la morte di Benedetto XV, l'ultima battaglia tra la tendenza ecclesiastica antimodernista che si richiamava a Pio X e la linea moderata impersonata dal card. Gasparri si svolse nel corso di un conclave che, secondo quanto avrebbe confidato lo stesso Gasparri, fu «uno dei più contrastati nella storia»94. Il cardinale arcivescovo di Milano Achille Ratti venne eletto Papa il 6 febbraio del 1922 con il nome di Pio XI. L'aspro dibattito che aveva contrapposto il modernismo all'antimodernismo andò estinguendosi. Si aprì una stagione di apparente tregua in cui il modernismo parve inabissarsi e l'antimodernismo dissolversi.
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Dialogo col modernismo – di P. Giovanni Cavalcoli, OP. By admin On 13 ottobre 2013. di P. Giovanni Cavalcoli, OP già commentato alcuni aspetti della nuova intervista rilasciata dal Papa a Scalfari a Casa Santa Marta ed avevo promesso di toccare altri due punti emersi in quell'incontro: la questione del modernismo e quella della coscienza. agenzia ZENIT del 1° ottobre scorso riporta, tra le parole del Papa, un accenno interessantissimo al "modernismo", che invece non compare nel testo pubblicato da Repubblica del medesimo giorno e da L'osservatore Romano del 2 ottobre, dove invece al suo posto appare l'espressione "cultura moderna", che è altra cosa, anche se non senza rapporto col fenomeno del modernismo, che è un approccio eretico alla cultura moderna a suo tempo condannato, come è noto, da S.Pio X, mentre i Papi del postconcilio hanno sempre – salvo rarissime eccezioni – evitato di usare la parola "modernismo", carica di drammatiche risonanze, ed hanno fatto presente molte volte come il confronto critico con la cultura moderna sia impellente dovere della Chiesa di oggi stimolata in ciò dal Concilio Vaticano II.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
 Il problema dell'assenza o presenza della parola "modernismo" appare all'interno di un brano delle parole del Papa riportato in modo diverso nelle fonti citate. Presento le due versioni parallele (ZENIT e Repubblica-OR), che non sono del tutto uguali; ma è difficile sapere quale è la fonte fedele. Si comprende altresì che entrambe intendono riferire la stessa sezione dell'intervista perché, al di là delle evidenti somiglianze, nei due casi l'ultima frase è addirittura la stessa, come possiamo vedere:
 Da Repubblica e da L'Osservatore Romano:
 I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare.
 Da ZENIT:
 Si rinvigorisce allora l'invito dei padri conciliari ad aprirsi al modernismo, nel senso di proseguire sulla via dell'"ecumenismo religioso" e del "dialogo con i non credenti". Dopo il Vaticano II – ha constatato – "fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare".
 Come si spiega questa differenza? Che cosa veramente ha detto il Papa? Io qui, prendendomi tutta la responsabilità e con modestia, avanzo un'ipotesi, che applica un principio ben noto ai critici: la cosiddetta lectio difficilior: proprio la lezione più difficile ed insolita è quella che ha maggior probabilità di essere il vero pensiero dell'Autore, perchè suppone nell'ascoltatore l'attitudine a recepire quanto di nuovo è venuto dall'oratore: la novità desta infatti l'attenzione in chi ascolta e stimola quindi di più a registrarla, che non le cose risapute o di carattere ordinario. Per questo la notizia di una novità sorprendente è più credibile di quella che riporta cose usuali o scontate.
 Per questo trovo più credibile il testo di ZENIT che non quello delle altre due fonti, le quali, per l'imbarazzo che può suscitare la parola "modernismo", possono aver ritenuto opportuno tralasciarla sostituendola con quella più innocua e scontata di "cultura moderna", per il vantaggio che può venire all'attuale modernismo, il quale per evidenti motivi, preferisce tenersi celato ed ha sempre avuto l'interesse a non riconoscersi tale, preferendo l'autonomina di "progressismo" assai meno compromessa ed anzi lusinghiera, e che tanto successo gli ha procurato.
 Ora non è da escludersi una forte presenza modernista in Repubblica, ed inoltre, per indizi in mio possesso, oserei avanzare l'ipotesi di un'infiltrazione modernista moderata persino ne L'Osservatore Romano.
 Ciò però che può giocare a favore del testo Repubblica-OR è che l'articolista di ZENIT sembra riferire solo ad sensum e mette tra graffette solo alcune espressioni del Papa, mentre la parola "modernismo" è fuori: il che può far pensare ad un'inesattezza dell'articolista o ad una sua arbitraria interpretazione delle parole del Papa, cose che purtroppo ogni tanto capitano nei giornalisti.
 Se tuttavia il Papa non l'ha pronunciata, resta finissima l'interpretazione dell'articolista, perchè coglie in modo straordinariamente intelligente l'impostazione pastorale dell'attuale Papa, lanciato in una formidabile impresa di recupero mediante il dialogo di quanto di valido c'è nella cultura moderna e quindi nello stesso modernismo, il quale, per quanto sia un'eresia, tuttavia, come avviene sempre nelle stesse eresie[1], non è privo di un aspetto di verità, che è appunto il tentativo, benchè fallito, di assumere nel cattolicesimo gli aspetti validi del mondo moderno.
 Che interesse potrebbero aver avuto i modernisti ad evitare il riferimento al modernismo? Il Papa aveva fatto una mossa abilissima e sorprendente col citarlo e nel modo col quale lo aveva citato: un modo rispettoso che ovviamente non potrà dimenticare S.Pio X. Questo non era accaduto nei precedenti Papi del postconcilio, i quali, quelle pochissime volte che avevano citato il modernismo, lo avevano fatto nel senso negativo di S.Pio X. Ma questo Papa, lo sappiamo, non cessa di sorprenderci. Analogamente egli ha citato positivamente la teologia della liberazione, ma senza dimenticare la condanna pronunciata dal Beato Giovanni Paolo II.
 Questa volta il riferimento al modernismo, se è autentico, è semplicemente favoloso e denota una improvvisa e geniale svolta nella pastorale del Papato nei confronti di questo pericolosissimo fenomeno, vera iattura della Chiesa di oggi, fenomeno del quale già il Maritain, seguìto poi da molti altri studiosi, si era accorto nel 1966 e contro il quale aveva messo in guardia, problema che i Papi finora non sono riusciti a risolvere. Si era adottata la misura di non parlarne, senza apprezzabili risultati. Ora Papa Bergoglio mette le carte in tavola e se anche non ha pronunciato la parola, ormai è chiara la sua linea, che ZENIT ha capito benissimo, vorrei dire profeticamente.
 Papa Francesco ha cominciato, a quanto pare, ad affrontare l'enorme problema del modernismo col suo stile caratteristico del dialogo. Come S. Francesco, Papa Bergoglio è capace di dialogare anche con i lupi, quei lupi che da decenni devastano l'ovile di Cristo, perché i pastori mercenari sono scappati, per non dire dei pastori che sono diventati lupi, quei lupi che hanno spaventato anche Papa Benedetto, il quale pure all'inizio del suo pontificato aveva chiesto preghiere affinchè non avesse avuto paura dei lupi. Non sono bastate le preghiere o siamo davanti ad un misterioso piano della Provvidenza che vuole vincere i forti con la forza dei deboli? Ricordiamoci la vittoria del Crocifisso. Ricordiamoci il Magnificat. Certo il cristiano è un agnello in mezzo ai lupi, ma, come diceva il Card.Biffi, "poveri lupi"!
 Anche i santi comunque possono fuggire in ritirata strategica: Gesù stesso forse non scappò quella volta che volevano gettarlo giù dal monte nella sua cara Nazaret? (Cf Lc 4 16-30). Se poi sono cacciati o danno le dimissioni, questo non depone contro il loro coraggio, anzi ne è una conseguenza. Papa Bergoglio non vuole pastori attaccati al denaro, ma soltanto al gregge di Cristo. Più che annusare i soldi, devono annusare le pecore.
 Una delle insidie più pericolose e fascinose che vengono dal modernismo, un'insidia "moderna", è la tematica dell'io e della coscienza. Al riguardo il Maritain, riferendosi alla cultura moderna, parlava dell'"avvento dell'io". E difatti Scalfari non si smentisce, parlando dell'io cartesiano, principio dell'immanentismo moderno, quell'i'io cartesiano, come riferisce lo stesso Scalfari, che gli fece perdere la fede. Ma avrebbe potuto citare anche Lutero.
 Papa Bergoglio è tornato sul tema della coscienza con espressioni che sanno apparentemente di relativismo e soggettivismo, ma che, bene intese, sono in perfetta linea con il realismo e l'oggettività dei valori tradizionalmente insegnati dalla Chiesa.
 Dice Scalfari al Papa: "Lei, Santità, l'aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa".
 Risponde il Papa: "E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo".
 Osservo che dire che ciascuno ha la sua idea del bene e deve seguire quella, non esclude che esista un'idea universale ed oggettiva del bene, che però dev'essere applicata e concretizzata in ciascun caso secondo il legittimo punto di vista e le esigenze proprie di ciascuno.
 Inoltre dovrebbe essere evidente che quando il Papa dice che bisogna seguire la propria coscienza, fa riferimento alla coscienza in buona fede, la quale, anche se oggettivamente sbaglia senza saperlo, resta innocente e deve essere seguita, come riconosce lo stesso S.Tommaso[2].
 Questo ha voluto dire il Papa e non altro. Egli si è già pronunciato contro il soggettivismo, che è invece la pretesa del soggetto o io individuale di essere il principio primo ed assoluto della propria o altrui condotta. Il cogito cartesiano, caro a Scalfari, è principio di soggettivismo. Ciò fa scomparire la nozione di bene comune, sulla quale tanto insiste il Papa, crea un bellum omnium contra omnes, viene fuori l'homo homini lupus di Hobbes, e alla fine si nega l'esistenza di Dio – l'io al posto di Dio – come sommo e saggio ordinatore della condotta morale.
 E' chiaro quindi che l'"autonomia" della coscienza, di tipo cartesiano, della quale parla Scalfari, non coincide affatto con l'autonomia come la intende Papa Bergoglio, autonomia che evidentemente non è assoluta, ma occupa cristianamente uno spazio limitato di azione e di iniziativa che gli è concesso dal Creatore.
 Il Papa non entra nella questione di una concezione giusta o sbagliata del bene, determinabile in base a un criterio oggettivo ed universale. Egli semplicemente suppone la percezione del bene e sostiene la libertà da parte di ciascuno di realizzarlo secondo il proprio punto di vista, le proprie preferenze e le proprie possibilità, diverse da individuo a individuo.
 Alla domanda di Scalfari se concepisce un'"unica idea del bene", il Papa si accorge che Scalfari non fa una questione metafisica sull'essenza universale del bene, ma entra nella questione pratica politico-morale se è legittima una pluralità di concezioni del bene.
 Il Papa risponde abilmente riconoscendo senza difficoltà l'esistenza e la legittimità di questa pluralità secondo le modalità sopra espresse. Come ho detto, Papa Bergoglio lascia qui nell'ombra, ma non esclude affatto l'universalità metafisica del Bene, e quindi l'unicità del Bene divino, grande lascito di Platone, fondamento del monoteismo, e la conseguente oggettività della legge morale, costante insegnamento della Chiesa, né quindi nega – come potrebbe? – un Bene sommo che sia il Bene unico per tutti, benchè fruito e goduto in modo diverso da ciascuno.
 Caratteristica del bene, però, è la concretezza e la singolarità, a differenza del vero, che è sempre universale ed astratto, come già notava Aristotele. Questo lo diceva con la massima chiarezza un S.Tommaso, campione dell'universalità, ma sommo realista. Una morale o un governo ecclesiale o politico che, in nome di un falso universalismo o una falsa unità (pensiamo al comunismo), misconoscesse questa autonomia o libertà della coscienza dei singoli, sarebbero disastrosi per la salvezza dell'uomo e il bene della comunità. Questo sottintende il Papa.
 Conclusione. Finora al termine modernismo si è dato un senso totalmente negativo, più o meno accentuato. S.Pio X, come è noto, lo chiamava la "somma di tutte le eresie". Da qui un certo alone di disagio e di tensione che circonda da quasi un secolo questa fatidica parola, che è diventata una specie di tabù anche per il triste ricordo di eccessi compiuti con zelo indiscreto e a volte crudele nell'operare la repressione del dannoso e traumatico fenomeno. Oggi i modernisti si rifanno contro i cattolici delle angherie subìte dai loro predecessori, con la differenza che se prima questi erano castigati dai cattolici, oggi sono i poveri cattolici a soffrire sotto i colpi degli eretici.
 Papa Francesco, con la sua evangelica semplicità, mette le carte in tavola e noi siamo invitati a trattare serenamente della grave questione con senso di responsabilità: raccogliamo il suo input sulla scia del Concilio e del principio del dialogo, senza per questo dimenticare gli errori condannati da S.Pio X.
 Occorre trovare il positivo anche nei fenomeni più aberranti, sull'esempio di Cristo che non spezza la canna fessa e non spegne il lucignolo fumigante o, se volete, mutatis mutandis, sull'esempio dei gatti, i quali trovano qualcosa di buono da mangiare anche nel bidone delle immondizie. Qualcosa del genere il Papa lo ha fatto con la teologia della liberazione.
 Sono convinto che i modernisti si stanno accorgendo della piega che stanno prendendo le cose e cercano di correre ai ripari con un'autodifesa impropria ed affannosa, ma penso che ormai sia per loro troppo tardi. Viene ad essi offerta la strada del dialogo, ma dovranno tener presente che il Papa non può cedere sui punti della fede. Egli pare ormai deciso a togliere dalla Chiesa quella "sporcizia" della quale parlava Papa Benedetto, ed a condurla sulla via di quel vero progresso della vita cristiana, che è stato voluto dal Concilio, al di là di resistenze anacronistiche anticonciliari e nella libertà dai rigurgiti modernisti, che falsamente si richiamano al Concilio.
[1] Mi permetto al riguardo di rimandare al mio libro La questione dell'eresia oggi, Edizioni Vivere In, Monopoli (Bari) 2008.
[2] Cf Summa Theologiae, I-II, q.19. aa.5-6.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
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il MODERNISMO ERESIA! ] http://tradizionalistacattolico.blogspot.it/2010/12/papa-pio-x-giuramento-antimodernista.html
Sacrorum Antistitum [giuramento antimodernista]
lunedì 6 dicembre 2010
San Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu Proprio Sacrorum Antistitum
Papa Pio X Io Walter fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.
Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.
Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.
Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.
Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.
Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.
Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.
Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.
Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano.
Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.
Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).
Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio. [ Stemma Papa Pio X ] Papa Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu proprio Sacrorum Antistitum
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http://www.riscossacristiana.it/home/edith-stein/
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la giurisdizione del Regno di Dio dice: che, Se un popolo abita in un territorio per 40 anni ed un giorno, poi, ha diritto giuridico di possesso su quel territorio! E POI, LO SANNO TUTTI, A NESSUN POPOLO PUò ESSERE NEGATA LA PROPRIA PATRIA, ALTRIMENTI, DIVENTANO I SATANISTI FARISEI TALMUD AGENDA ROTHSCHILD IL FMI SPA, IL CAZZO NEL CULO!
! Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, io NON HO DEI DUBBI, CIRCA, IL FATTO CHE, IL MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah, MI POSSA NEGARE LA MADIANA, PER FARE UNA PATRIA A TUTTI GLI eBREI DEL MONDO! LUI è MOLTO PIù BRAVO RAGAZZO, DI QUELLO CHE IO DICO, contro di lui! questo è il mio problema: "Come, tu potrai costringere i Rothschild e tutti i parassiti usurai, come loro, a lasciare il loro potere nel NWO, ed il loro sacerdozio all'altare di Satana JaBullOn, per venire a vivere nel deserto Egiziano-Saudita?
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/23/mopresunto-attentatoreproblemi-mentali_cb5777e1-d0fb-498e-826f-9851e21da7f3.html
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! Quella bambina di tre mesi che è stata uccisa: il suo vero nome è: Genere Umano! "PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE!". TEL AVIV, 23 OTT - Lamentava problemi mentali emersi dopo aver scontato un periodo di detenzione in Israele Abdel Rahman al-Shaludi, il ventenne palestinese ucciso a Gerusalemme da un agente della polizia israeliana dopo che con la sua auto aveva investito un gruppo di passanti, provocando la morte di una bebe' e il ferimento di altre 8 persone. Secondo la polizia israeliana si e' trattato di un attentato. La agenzia Maan ha appreso che al-Shaludi aveva fissato un appuntamento con uno psichiatra. LO VANNO DICENDO TUTTI NEL REGNO DI DIO: "TUTTI I MUSULMANI HANNO GRAVI PROBLEMI PSICHICI! "
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
My JHWH Holy -- quello che, io odio di questi satanisti farisei cabalisti luciferini talmud agenda FMI Banca MOndiale, Rothschild.. è che, loro si prendono sempre troppo tempo, e troppi cadaveri, per fare tutte le cose! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! gli atei evoluzionisti, le scimmie GENDER, non hanno nessun senso della logica, dal momento che, condannano a morte Israele, e tutto l'Occidente, per spianare la strada alla shariah, della LEGA ARABA, il peggiore nazismo CALIFFATO OTTOMANO della storia! Ma questa non è la agenda di questi coglioni sauditi salafiti spietati assassini.. NO! questa, è la agenda Rothschild talmud i satanisti DATAGATE NWO FMI SPA GMOS! Isis lapida uomo per adulterio in Siria. Due giorni dopo notizia su donna che ha subito stessa sorte. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce)
+ In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/22/confine-egitto2-militari-israele-feriti_d6a9b2db-b5bb-4019-88d1-d5c4cb82b139.html
al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. tu lo sai, le guerre sono utili, anche, per ridurre un forte incremento demografico! Quindi, se noi facciamo la mia FRATELLANZA UNIVERSALE, e la PACE UNIVERSALE: poi, voi non potete più pensare di fare: i poligami pedofili, che: devono fare morire, un 70% del popolo in guerra! come ha detto Erdogan alle sue cagne: "figliate! voi fate più figli!" e poi, lui va dicendo in giro, che, con 1.000.000 di soldati bene armati, lui deve conquistare Iraq, Siria, Israele, Egitto, Grecia, e tutti i balcani per rifare l'Impero Ottomano!
Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, QUESTO è SCIENTIFICO! L'UNICO MOTIVO PER LA CIA 666 DATAGATE 322 ROTHSCHILD, DI ENTRARE NEI MIEI BLOGGERS, è QUELLO DI DISATTIVAME LA FUNFIONE DI PUBBLICAZIONE AUTOMATICA, DEGLI ARTICOLI, ATTRAVERSO MAIL! quando io trovo disattivata questa funzione? POI, SOLTANTO LORO POTREBBERO ESSERE STATI!
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al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. CHI è STATO QUEL FIGLIO DI UNA TROIA DI ERDOGAN, CHE è VENUTO A DIRE A ME: "LA SICILIA è STATA NOSTRA: PER 8 SECOLI!" E POI, COME UN VIGLIACCO DI CODARDO CHE TI SPARA ALLE SPALLE, POI è FUGGITO, SPARITO? Tu non dire come Erdogan "la terra islamica!" come a dire: "che importa che abbiamo fatto il genocidio, dei popoli precedenti, poi, questa è casa nostra shariah, nazi, ed a casa nostra noi possiamo fare i nazisti shariah!"
TU NON FARE COME ERDOGAN, NON DIRE LE SUE PAROLE, PERCHé ERDOGAN STA PER MORIRE COME UN CANE, INSIEME TUTTI I SUOI 1000.000 di SOLDATI!! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
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Usa: un messaggio ai sacerdoti Celebra le "nozze" gay o vai in galera di Massimo Introvigne23-10-2014 Non dite che non ve l'avevamo detto. Su questo giornale spieghiamo da tempo che dove passano le leggi sull'omofobia, dove si riconoscono le unioni civili e i «matrimoni» omosessuali, dove si sostiene che i diritti degli omosessuali a non essere discriminati prevalgono su ogni altro diritto, è solo questione di qualche anno e poi si andranno a prendere e portare in prigione anche i preti e i pastori che si rifiutano di «sposare» persone dello stesso sesso. Oggi dobbiamo confessare ai lettori che ci eravamo sbagliati. Pensavamo fosse questione di qualche anno: ma si trattava di qualche mese. Negli Stati Uniti, che pure sono un Paese con una grande tradizione di rispetto per la libertà religiosa, ci siamo già arrivati. Il 13 maggio 2014 la Corte d'Appello Federale per il Nono Circuito ha ordinato allo Stato dell'Idaho di cominciare a celebrare «matrimoni» fra persone dello stesso sesso il 15 ottobre di quest'anno, in una delle tante decisioni in cui i giudici calpestano in nome dei diritti degli omosessuali la volontà delle autorità statali elette dai cittadini e degli stessi elettori che si sono espressi in senso contrario mediante referendum. Il 15 ottobre nell'Idaho gli omosessuali hanno cominciato a «sposarsi»: s'intende, in municipio. Ma bastava leggere le pubblicazioni LGBT per sapere che, vinta la battaglia con lo Stato, la loro lobby e i loro avvocati si preparavano a combattere quella successiva, con le Chiese e comunità religiose, per obbligare preti e pastori a «sposarli». Due giorni dopo la data del 15 ottobre, il 17 ottobre, due omosessuali hanno preso contatto con i coniugi Donald ed Evelyn Knapp, pastori della Chiesa del Vangelo Quadrangolare nella ridente cittadina di Coeur d'Alene, Idaho. Che la cittadina sia ridente non è una semplice nota di colore. Gode di una straordinaria posizione su un lago che offre numerosi angoli pittoreschi e romantici, e subito alle spalle ci sono alte montagne coperte dalla neve per parecchi mesi. Celebrata da tante canzoni, Coeur d'Alene è una meta amata dai turisti, ma soprattutto da un tipo di turista particolare. A Coeur d'Alene si va per sposarsi, e per farsi fotografare vestiti da sposi con lo sfondo dei suoi panorami mozzafiato. Una causa relativa a matrimoni a Coeur d'Alene ha dunque tutte le carte in regola per diventare un caso nazionale. Quanto alla Chiesa del Vangelo Quadrangolare, è una delle maggiori denominazioni del protestantesimo pentecostale, presente tra l'altro anche in Italia. Per chi fosse stupito dall'aggettivo «quadrangolare» e pensasse a dottrine bizzarre, precisiamo che il nome della comunità fa riferimento ai quattro Vangeli e ai quattro ruoli di Gesù Cristo che salva, battezza nello Spirito Santo (dopo tutto si tratta di pentecostali), guarisce e regna.
I coniugi Knapp sono anziani pastori di questa comunità – stanno per celebrare le loro nozze d'oro, giacché sono sposati da quarantasette anni – molto conosciuti e rispettati a Coeur d'Alene. La Chiesa del Vangelo Quadrangolare rifiuta il «matrimonio» omosessuale, come tantissime altre Chiese e comunità religiose. Quando dunque ricevono la richiesta di «sposare» due uomini, i due pastori rifiutano in nome della loro dottrina. A questo punto scende in campo il sindaco Steve Widmyer, il quale fa parte di un partito indipendente di sinistra, Balance North Idaho, che a sorpresa ha sconfitto sia i repubblicani, egemonici dello Stato, sia i democratici in diverse elezioni comunali celebrate nel 2013. Che sia il sindaco a muoversi induce a riflettere, perché si tratta di una strategia ormai internazionale degli attivisti LGBT: contare sulla politica e sulla magistratura, ma corteggiare e cercare di fare intervenire anche i sindaci, come avviene in Italia in modo spettacolare in questi giorni con primi cittadini che violano la legge e sfidano i prefetti trascrivendo «matrimoni» omosessuali celebrati da italiani all'estero.
In molti Stati americani i sindaci hanno poteri di polizia e possono effettivamente mandare in prigione chi viola i loro ordini. Il sindaco ha dunque fatto notificare ai coniugi Knapp un ordine che ingiunge loro di celebrare subito il «matrimonio» fra i due omosessuali. Diversamente dovranno pagare una multa di mille dollari per ogni giorno di ritardo nella celebrazione del «matrimonio». Inoltre saranno arrestati e sconteranno 180 giorni di carcere, sempre per ogni giorno di ritardo. Come il sindaco – che dev'essere più forte in matematica che in tema di libertà religiosa – ha spiegato, questo significa che se i due anziani pastori dovessero mantenere il loro rifiuto per un mese, cioè trenta giorni, dovrebbero poi pagare trentamila dollari di multa e rimanere in prigione quattordici anni, dunque verosimilmente trascorrere in galera tutto il tempo che resta loro da vivere.
Il sindaco sostiene che in tutto questo non c'è nessuna violazione della libertà religiosa, perché – a differenza di quanto avviene nella Chiesa Cattolica, ma con modalità comuni a molte denominazioni protestanti – i matrimoni nella comunità dei pastori Knapp non sono gratuiti, ma sottoposti al pagamento di una quota fissa. Inoltre, a richiesta, la chiesa si occupa anche dei fiori e della musica e, per regolarità fiscale, emette una fattura che parte da una società appositamente costituita. Si potrebbe pensare che questo metta al riparo almeno i cattolici, ma è evidente che la lobby LGBT vuole costruire un caso pilota: dopo di che sosterrà che anche nella Chiesa Cattolica chi si sposa normalmente fa un'offerta, che costituisce un pagamento mascherato, e naturalmente se li vuole paga i fiori e la musica.
Evangelicamente convinti che si debba obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, i due pastori hanno rifiutato di «sposare» gli omosessuali, dichiarando che preferiscono andare in prigione. Fortunatamente, come sanno i lettori di questa testata, negli Stati Uniti esiste una grande e agguerrita organizzazione di giuristi e avvocati che si battono per la causa della libertà religiosa, della vita e della famiglia, l'Alliance Defending Freedom, molto temuta dalla lobby LGBT perché ha vinto il 75% delle cause in cui ha partecipato. Nello scorso mese di luglio, abbiamo pubblicato un'intervista esclusiva con il suo presidente, il cattolico Alan Sears, che di interviste non ne concede molte. L'Alliance Defending Freedom ha capito la posta nazionale in gioco nel caso di Coeur d'Alene e ha preso in mano il caso dei coniugi Knapp, notificando alla città dell'Idaho un atto di citazione, che ha anche reso pubblico, il quale ha già avuto come primo risultato quello di bloccare l'esecuzione dell'ordine del sindaco, per cui per il momento i due pastori pentecostali non andranno in prigione. La battaglia legale si annuncia lunga, e decisiva per la libertà religiosa negli Stati Uniti. Ha un parallelo in una grande città, Houston, in Texas, dove una strabiliante ordinanza del sindaco – come si vede, è proprio il momento dei sindaci – ha chiesto a una serie di pastori «sospetti» di registrare, far trascrivere e trasmettere al comune i testi di tutte le loro prediche dove si menzioni l'omosessualità, in modo che possa verificare se sono passibili di incriminazione secondo le leggi sull'omofobia. Anche qui, i pastori sono difesi dall'Alliance Defending Freedom.
Da noi non succederà? «Illusione, dolce chimera sei tu», cantava tanti anni fa Claudio Villa. Potreste preferire la versione di Aurelio Fierro, ma le cose non cambierebbero. Le lobby gay hanno già annunciato che dopo gli Stati anche le Chiese dovranno essere obbligate a «non discriminare» e a «sposare» gli omosessuali. Impossibile nei Paesi dove la Costituzione protegge la libertà religiosa? Ma in teoria nessuno Stato la protegge di più degli Stati Uniti, e guardate che cosa succede. Quanto all'Europa, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ci ha spiegato nel caso «Ladele» del 2013 relativo a una funzionaria di stato civile cristiana inglese che non voleva celebrare un'unione civile fra due persone dello stesso sesso, che il diritto degli omosessuali a non essere discriminati prevale sulla libertà religiosa. L'appello è stato rigettato e la sentenza è definitiva.
I preti in Italia sono protetti dal Concordato? Forse pensava lo stesso anche il cardinale Fernando Sebastián quando rilasciava con tranquillità un'intervista dove affermava che gli atti omosessuali sono una «forma deficiente» di espressione della sessualità. È vero, poteva usare un'altra parola: ma non voleva offendere, spiegava che «deficiente» significa etimologicamente mancante di qualcosa. Ma dopo tutto, avrà pensato, in Spagna c'è il Concordato, e io non sono neppure un semplice prete, sono appena stato nominato cardinale, sono amico del popolarissimo Papa Francesco e ho 84 anni. Il 6 febbraio 2014 il cardinale Sebastián è stato iscritto sul registro degli indagati per incitamento alla discriminazione degli omosessuali e omofobia. Rischia due anni di prigione. Non so voi, ma io comincerei a preoccuparmi. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-un-messaggio-ai-sacerdoticelebra-le-nozze-gay-o-vai-in-galera-10714.htm
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