Padre Manelli e modernismo

SE ESISTE IL nwo TUTTO è UN SUO SOTTOPRODOTTO: OVVIAMENTE  ANCHE islam SHARIA IL NAZISMO ED IL SUO MEDIO-EVO DI ORRORE, SONO STATI PIANIFICATI DAI FARISEI!
King my SALMAN ] non riceverai nessun altro tipo di avviso: QUESTO AVVISO è L'ULTIMO! ] io ho bloccato, intenzionalmente, ogni tipo di lavoro in youtube da due giorni e questo non ha un precedente in 8 anni! [ King my SALMAN ] certo, IO non commetterò la ingenuità di avvisarti ulteriormente! QUESTO è IL MIO ULTIMO AVVISO! [ Holy my JHWH santo KADOSH, KADOSH, KADOSH, ADONAI TSEBAIOT ] OK, King my SALMAN ] se mi chiama Benjamin Netanyahu? IO SARò COSTRETTO A FARTI MORIRE CARBONIZZATO! tu mi devi chiamare: subito!
King my SALMAN ] se mi chiama Benjamin Netanyahu? IO SARò COSTRETTO A FARTI MORIRE CArbONIZZATO! tu mi devi chiamare: subito!

Questa storia che spiare sia un reato? DEVE FINIRE! ] SPIARE è UNA ATTIVITà ASSOLUTAMENTE LEGALE PER UNO STATO, TUTTI DEVONO SPIARE TUTTI: LEGALMENTE, ANZI QUANDO GOVERNERò IO? SARà DEL TUTTO INUTILE SPIARE! [ ROMA, 7 NOV - Ci sono anche l'Italia e il Vaticano, fra gli Stati amici della Germania che sono stati spiati dal Bnd, i servizi segreti tedeschi. L'informazione, che aggiunge dettagli rilevanti a quanto emerso il mese scorso, è stata rilanciata dal sito inglese del settimanale tedesco Der Spiegel. Ctando proprie fonti, la rivista scrive che quelle di Italia e Vaticano sono fra le "rappresentanze diplomatiche" di cui sono stati monitorati "indirizzi e-mail, numeri di telefono e fax" in Germania.
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[ King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] LE MIE conclusioni SONO DI TIPO razionale: INTUITIVO E DEDUTTIVO, PERCHé, NOI NON SIAMO DEI MISTICI O DEI PROFETI. e quando Gesù rese il suo soffio vitale sulla Croce, così, in questo modo: fu effuso lo Spirito Santo su tutto il Genere umano! IO NON SONO IL PADRONE DELLO SPIRITO SANTO, perché, nessun uomo potrà avere un suo alibi: di fronte al giudizio di Dio! LO SPIRITO SANTO COME è STATO DATO A ME, COSì è STATO DATO A TUTTI: da Gesù sulla Croce, fu effuso lo Spirito SANTO, E SE CAMMINO IO SULLA VIA VIA DELLA VIRTù? POI, TUTTI DEVONO CAMMINARE SULL A VIA DELLA VIRTù ANCHE
[ King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] ovviamente, noi tre, noi siamo tre uomini di fede! e a motivo della nostra funzione politica: la nostra è una fede strategica e creativa: per le esigenze del Regno di Dio!
King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] Gesù non ha chiesto a nessuno di essere vendicato: Lui è l'agnello di Dio, ed è venuto per morire al posto nostro! LUI è salito volontariamente sulla Croce: e non ha posto un confine al suo amore: non ha posto dei vincoli e delle condizioni al suo amore.. allora, ditemi voi: perché, il Suo Spirito SANTO dovrebbe avere dei limiti e delle condizioni? ecco perché, io mi sono sempre opposto, a che, le persone debbano cambiare la loro religione! no! le persone devono cambiare il loro cuore di pietra, ed avere un loro cuore di carne, e questo può essere soltanto, il lavoro dello Spirito SANTO! Quindi il TEMPIO EBRAICO aprirà l'ERA NUOVA della SPIRITO SANTO!
King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] se, io dico che voi siete innocenti e non siete degli assassini, chi potrebbe contestare il mio giudizio? ECCO PERCHé LA MIA AUTORITà DEVE ESSERE UNA MONARCHIA ASSOLUTA! QUINDI I SALAFITI, daranno la colpa ai FARISEI, i Farisei daranno la colpa a SATANA, ed in questo modo, io non sarò costretto ad uccidere nessuno! perché, se le strutture del mondo non vengono riformate, poi, tutto il Genere umano certamente verrà massacrato, e noi perderemo così, non meno di 5 miliardi di morti ammazzati! ed il mondo che nascerebbe dopo la guerra mondiale? sarebbe ancora di più un mondo per satana!

King my SALMAN & Benjamin Netanyahu ] questo mondo creato da Farisei e Salafiti deve cambiare! Sharia, e SpA Banche CENTRALI Rothschild si devono immolare per la salvezza del Genere umano: tutti gli altri problemi nel mondo? sono soltanto un dettaglio organizzativo! MA NON MI FATE ASPETTARE ANCORA! [ WASHINGTON, 8 NOVembre La Fbi ha acconsentito a collaborare con le autorità russe nelle indagini per fare chiarezza sull'aereo precipitato nel Sinai, in Egitto. Lo riferisce il New York Times citando fonti americane. In particolare Mosca cerca aiuto per le analisi sui resti dell'Airbus A321-200, nel tentativo di determinare cosa lo abbia fatto precipitare. I resti sono disseminati in un'area di almeno otto miglia quadrate nel deserto e parti del velivolo sono state trasportate in Russia.

07/11/2015 India, giudici di Delhi: No al bando sulla carne di vacca [ è MEGLIO FAR VIVERE UNA VECCHIA MUCCA, PER FAR MORIRE UN UOMO DI FAME? ma è propio in questo modo, che, si esaltà la sacralità di questo animale: come una fonte di benedizione per la INDIA!

02/11/2015 ASIA, auguri, AUGURI per i tuoi 12 anni di AsiaNews: ] NON POSSIAMO CONTINUARE A SPERARE NELLA BONTà DELLE PERSONE, LA POLITICA DEVE DARE DELLE RISPOSTE PERCHé QUESTO MONDO MALEFICATO DAI FARISEI E DAI SALAFITI NON PUò PIù ANDARE! [ la persecuzione e la speranza. di Bernardo Cervellera. Nonostante nel mondo aumentino ignoranza, indifferenza e superficialità i tanti segni di amore e speranza resistono anche nelle situazioni più cupe: la madre irakena che dà alla luce il bambino nel campo profughi e sorride anche se non ha niente; la madre musulmana indonesiana che benedice suo figlio divenuto cristiano e prete; famiglie cristiane cinesi che accolgono bambini gettati via a causa della legge del figlio unico.
Roma (AsiaNews) - Col primo novembre 2015, il sito internet AsiaNews.it ha compiuto 12 anni. La rivista AsiaNews su carta era cominciata molto prima, nel 1986. L’agenzia on-line ha aggiornato e potenziato il messaggio già presente nella rivista: annunciare la verità e l’amore di Gesù Cristo ai popoli dell’Asia e allo stesso tempo costruire ponti fra l’oriente e l’occidente.
Pur essendo un’agenzia specializzata, continuiamo a rimanere stupiti dai circa 15mila visitatori unici che ogni giorno si collegano al nostro sito, per non parlare di tutti gli altri siti che condividono e rilanciano le nostre notizie. E questo non solo in Italia e in Europa, ma anche in America e soprattutto in Asia. Molti giornali, radio e tivu del Medio oriente, del subcontinente indiano e dell’oriente estremo diffondono le notizie e le esperienze che raccontiamo, partecipando in qualche modo alla nostra missione.
Rimane un punto di onore per noi il poter offrire quasi in tempo reale alle Chiese e alle società dell’Asia le parole di papa Francesco in inglese, cinese, spagnolo. Questa speditezza e precisione con cui diffondiamo le parole del papa e la testimonianza della Chiesa sono un modo particolare e importante di vivere l’invito di Francesco, della Chiesa “in uscita”. Questo “uscire” e dilatarsi del nostro lavoro trova sempre nuovi operai e collaboratori: vi sono missionari, vescovi e fedeli laici che si ispirano ai fatti di AsiaNews per comporre le loro omelie, o per pregare ogni mese per i cristiani perseguitati di cui la nostra agenzia dà notizia.
La persecuzione è quasi un segno dei tempi e non vi è situazione in Asia che non assista alle sofferenze, alle torture, al soffocamento dei cristiani. La nostra agenzia è sempre pronta a dare voce ai cristiani dell’Iraq, della Siria, dell’India, della Cina. Ma non dimentichiamo nemmeno altri gruppi etnici e religiosi che subiscono violenze: musulmani sunniti o sciiti, ahmadi, bahai, tibetani, uighuri, tribali, montagnards…
Denunciare le violenze contro cristiani e non cristiani non è sterile vociare, o uso ideologico, ma preghiera e domanda di impegno. Siamo ancora commossi per la gigantesca risposta venuta dai nostri lettori e amici all’appello per “Adotta un cristiano di Mosul”. In un anno sono stati raccolti circa 1,5 milioni di euro e questa somma, consegnata a vescovi e sacerdoti del Kurdistan, non viene da potenti organizzazioni, o ricchi finanziatori: essa viene dal dono anche piccolo di ogni persona che ha voluto patire almeno per un poco per alleviare le sofferenze di questi nostri fratelli e sorelle.
Le occasioni di fraternità sono state tante: i terremotati in Nepal, aiutando a ricostruire almeno qualche casa; gli studenti cinesi, ai quali si offre la possibilità di studiare all’estero; giovani sacerdoti indiani che devono affrontare situazioni di miseria estrema. E ora AsiaNews e il Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) si stanno attrezzando per rispondere alla richiesta di papa Francesco accogliendo quasi 100 migranti, siano essi profughi politici o no, vittime della guerra o della fame.
In un mondo segnato da così tante ferite non è possibile rimanere inerti. La nostra gioia è vedere che attraverso AsiaNews l’ignoranza, l’indifferenza, la superficialità sono vinti, creando nuovi legami di fraternità. Questo sguardo attento e partecipe ci fa vedere e comunicare anche i tanti segni di amore e speranza che resistono anche nelle situazioni più cupe: la madre irakena che dà alla luce il bambino nel campo profughi e sorride anche se non ha niente; la madre musulmana indonesiana che benedice suo figlio divenuto cristiano e prete; famiglie cristiane cinesi che accolgono bambini gettati via a causa della legge del figlio unico. AsiaNews vuole essere anche un segno di speranza nel facile pessimismo e nell’immobilismo che ci circondano. Cari Amici, continuate a sostenerci e partecipate a quest’opera e a questa missione, fino a farla diventare la vostra vocazione. AsiaNews è già stata un aiuto per alcuni giovani a indirizzarsi nella via del sacerdozio missionario. Saremmo felici che sempre più giovani offrano non solo qualcosa, ma tutto se stessi perché la liberazione di Cristo sia annunciata.
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] [ 14/10/2015. INDONESIA. Aceh, islamisti attaccano le chiese: un morto e quattro feriti. di Mathias Hariyadi. La folla composta da fondamentalisti ha incendiato una chiesa, perché considerata irregolare e priva dei permessi di costruzione. Il tentativo di darne alle fiamme una seconda ha innescato gli scontri con la popolazione locale. Diverse famiglie cristiane in fuga nel timore di nuove violenze. Nei prossimi giorni è prevista la demolizione di altri 10 luoghi di culto cristiani. Jakarta (AsiaNews) - È di un morto, quattro feriti e una chiesa incendiata il bilancio degli scontri confessionali registrati ieri nel distretto di Singkil, provincia di Aceh, nell’ovest dell’Indonesia, la zona più “islamica” del Paese musulmano più popoloso al mondo e soprannominata “La porta della Mecca”. Testimoni locali riferiscono che centinaia di musulmani hanno attaccato un primo luogo di culto cristiano perché “illegale” (e privo dei permessi di costruzione), dandolo alle fiamme. In seguito, la folla si è diretta verso una seconda chiesa, dando vita a scontri violenti che hanno provocato la morte di una persona e il ferimento di diverse altre. Da qualche settimana si registra un incremento della tensione ad Aceh, nel contesto di una crescente pressione esercitata dalla frangia fondamentalista islamica locale. La scorsa settimana un gruppo di manifestanti ha organizzato una dimostrazione di piazza chiedendo la demolizione di quelle che definiscono “chiese prive delle licenze”. In risposta, il governo locale ha acconsentito all’abbattimento ma avrebbe posticipato "troppo" l’inizio delle operazioni provocando il risentimento dei movimenti estremisti. Sono almeno 10 i luoghi di culto cristiani considerati “irregolari” perché privi dell’Imb (Izin Mendirikan Bangunan, il permesso di costruzione); l’inizio delle demolizioni era programmato per il 19 ottobre e si sarebbe concluso nel giro di due settimane. Alle chiese risparmiate - 14 in tutto - vengono concessi sei mesi per regolarizzare la propria posizione. Husein Hamidi, capo della polizia di Aceh, riferisce che “dopo aver bruciato la chiesa, la folla - composta in maggioranza da membri del Muslim Youth Forum - ha cercato di attaccarne un’altra ma ha incontrato l’opposizione dei cristiani”. In seguito agli scontri fra estremisti e abitanti del villaggio di Dangguran (sotto-distretto di Gunung Meriah), aggiunge il funzionario, “un uomo è stato ucciso dopo aver ricevuto un proiettile in testa” e altri quattro sono rimasti feriti. Secondo alcune fonti la polizia avrebbe operato diversi arresti, ma non vi sono al momento conferme ufficiali; intanto la situazione nel distretto - una enclave cristiana in un contesto a larghissima maggioranza musulmano - è tornata alla calma, anche se la tensione potrebbe precipitare nei prossimi giorni quando è prevista la demolizione di altre 10 chiese “illegali”. Alcune famiglie cristiane sarebbero già fuggite, nel timore di una escalation delle violenze. L'Indonesia, nazione musulmana più popolosa al mondo, è spesso teatro di attacchi o gesti di intolleranza contro le minoranze, cristiani, musulmani ahmadi o di altre fedi. Nella provincia di Aceh - unica nell'Arcipelago - vige la legge islamica (shari'a), in seguito a un accordo di pace fra Jakarta e Movimento per la liberazione di Aceh (Gam), e in molte altre aree (come Bekasi e Bogor nel West Java) si fa sempre più radicale ed estrema la visione dell’islam. La scelta di inasprire leggi, regolamenti, norme e comportamenti non ha incontrato i favori di una larga fetta della popolazione locale, costretta a modificare in modo repentino abitudini e costumi radicati nel tempo. Fra le decisioni contestate dai cittadini di Aceh, vi sono tutta una serie di divieti rivolti in particolare alle donne: indossare jeans e gonne attillate, viaggiare cavalcioni a bordo di motocicli, ballare in pubblico perché "alimentano il desiderio”, festeggiare il San Valentino. L’ultimo caso riguarda la decisione di introdurre un “coprifuoco” per le donne, in via ufficiale per ridurre le molestie sessuali.
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] [ 21/02/2014 INDONESIA. South Sumatra, centinaia di islamisti bloccano la costruzione di una chiesa protestante
13/06/2013 INDONESIA. Surabaya, estremisti assaltano una conferenza per la pace fra musulmani e cristiani
23/07/2012 INDONESIA. Aceh, i cristiani protestano per una chiesa bruciata. L’inerzia delle autorità
03/10/2011 INDONESIA, West Java: estremisti islamici e autorità chiudono una chiesa protestante
19/06/2012 INDONESIA. Aceh, centinaia di estremisti islamici attaccano una casa di preghiera cristiana
http://www.asianews.it/notizie-it/Aceh,-islamisti-attaccano-le-chiese:-un-morto-e-quattro-feriti-35577.html
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CHI è IN GRADO DI FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM CONTRO IL GENERE UMANO? ] 11/02/2015. ASIA. AsiaNews marks 12 years: Persecution and hope. Despite a worldwide increase of ignorance, indifference and superficiality, many signs of love and hope resist even in the most gloomy situations: the Iraqi mother who gives birth to her child in a refugee camp and smiles even though she has nothing; the Indonesian Muslim mother who blesses her son who became a Christian and a priest; the Chinese Christian families that welcome children thrown away because of the one-child law.
Rome (AsiaNews) - November 1, 2015, marks the 12th birthday of AsiaNews.it online news site. AsiaNews magazine had begun much earlier, in 1986. The online agency has updated and enhanced the magazine’s main  message: to proclaim the truth and love of Jesus Christ to the peoples of Asia and at the same time build bridges between the East and the West.
Despite being a focus news agency, we continue to be amazed by the approximately 15 thousand single visitors to our website each day, not to mention all the other sites that share and republish our news. And this not only in Italy and Europe, but also in America and especially in Asia. Many newspapers, radios and TV’s the Middle East, on the Indian subcontinent and the Far East spread the news and the experiences that we report, thus in some way participating in our mission. One of our greatest sources of pride is how we offer real-time reports of Pope’s Francis’ words to Churches and societies in English, Chinese and Spanish. This promptness and accuracy with which we spread the Pope's words and witness of the Church are especially important  if we are to respond to Francis’ invitation to be a “Church that goes forth”. This "going forth" and expanding our work always involves new collaborators and workers: there are missionaries, bishops and lay people who are inspired by AsiaNews to compose their sermons, or every month to pray for the persecuted Christians whose plight our news agency brings to the fore. Indeed, Persecution is almost a sign of the times and few situations in Asia are devoid of suffering, torture, the suffocation of Christians. Our agency is always ready to give voice to the Christians of Iraq, Syria, India, China. But we do not forget the plight of other ethnic and religious groups who are victims of violence: Sunni or Shia, Ahmadis, Baha'is, Tibetans, Uighurs, tribal Montagnards ... Our denunciation of violence against Christians and non-Christians is not sterile shouting, or for ideological gains, but a call for prayer and commitment. We are still moved by the huge response from our readers and friends to our call to "Adopt a Christian from Mosul."
In one year we have managed to collect about 1.5 million Euros, and this amount has been given to bishops and priests of Kurdistan,  does not come from powerful organizations or wealthy donors: it is the fruit of the small gift from each person willing to go without a little to alleviate the immense suffering of our brothers and sisters.
The opportunities of fraternity have been many: the earthquake victims in Nepal, helping to rebuild at least some homes; Chinese students, who are offered the opportunity to study abroad; young Indian priests who face situations of extreme poverty. And now AsiaNews and PIME (Pontifical Institute for Foreign Missions) are gearing up to respond to the request of Pope Francis welcoming nearly 100 migrants, whether or not political refugees, victims of war or famine.  In a world marked by so many wounds we cannot remain inert. Our joy is in seeing how, through AsiaNews, ignorance, indifference, superficiality lose out to new bonds of fraternity. This attentive and involved gaze help us to see and communicate the many signs of love and hope that resist even in the most gloomy of situations: the Iraqi mother who gives birth to her  child in a refugee camp and smiles even though she has nothing; the Indonesian Muslim mother who blesses her son who has become a Christian and a priest; the Chinese Christian families that welcome children thrown away because of the one-child law.  AsiaNews also wants to be a sign of hope in the easy pessimism and immobility that surrounds us. Dear friends, continue to support us and participate in this work and this mission, so that it becomes yours too. AsiaNews has already helped some young people on their journey towards the missionary priesthood. We would be happy that more and more young people offer not just something, but everything, even themselves, in announcing Christ’s liberating love.
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06/11/2015 CINA [ presidente Xi Jinping ] TU HAI ENORMI DEBITI DI GRATITUDINE VERSO DI ME! NON TI PUOI METTERE ANCHE TU NELLA MERDA NAZISTA DELLA LEGA ARABA SHARIA [ NON MI SEMBRA CI SIANO CAPI DI IMPUTAZIONE VALIDI PER LA SUA DETENZIONE! LIBERALO, E TROVA UNA SITUAZIONE PIù IDONEA AL SUO CASO! NOMINALO SINDACALISTA: I FUNZIONARI NON DEVONO MAI DIVENTARE DISPOTICI E VIOLATORI IMPUNIBILI DELLA LEGGE: SE, IL POPOLO NON SI SENTE RAPPRESENTATO DAI BUROGRATI QUESTO DIVENTA UN PROBLEMA PER LA FELICITà DEI CITTADINI!! IO CREDO CHE UNA OPPOSIZIONE DEMOCRATICA E PACIFISTA: DEBBA TROVARE UNA LEGITTIMAZIONE GIURIDICA NELLE ISTITUZIONI: MAGARI CON LA FORMAZIONE DI UN PARLAMENTO DI TIPO CONSULTIVO, O CON ORGANISMI ED ELEMENTI DI RAPPRESENTANZA! TUTTI SI DEVONO SENTIRE RAPPRESENTATI: PERCHé CITTADINI PACIFICI E PRODUTTIVI NON DEVONO SENTIRSI DEI CRIMINALI:  A MOTIVO DELLA LORO VITA VIRTUOSA: COSì COME AVVIENE IN TUTTA LA LEGA ARABA! NON TI PUOI METTERE ANCHE TU NELLA MERDA NAZISTA DELLA LEGA ARABA SHARIA [ 11/06/2015 CHINA. Buddhist cleric gets life for criticising party corruption, Known for his activism in favour of democracy and human rights since 1989, Wu Zeheng has already spent 11 years in prison for writing an open letter criticising the government. For human rights activist, “He is the victim of both religious suppression and political persecution”. ] [ 11/06/2015 THAILAND - CHINA. Thai police arrest two Chinese activists, fears for extradition. Human rights groups have launched a petition for the release of two members of the Chinese democracy movement. They are activist Dong Guangping, already previously arrested, and the political cartoonist Jiang yefei. Recently, some members of Falung Gong were brought to Myanmar and handed over to Chinese police...  Condannato all’ergastolo un leader buddista, criticava la corruzione del Partito. Wu Zeheng, attivista democratico noto sin dal 1989 per le sue attività pacifiche a favore dei diritti umani, aveva già scontato 11 anni di carcere per aver scritto una lettera aperta di critica al governo. Attivisti per i diritti umani concordi: “Un oltraggio, il religioso vittima di persecuzione religiosa e politica”. 06/11/2015. THAILANDIA. CINA. La polizia thai arresta due attivisti cinesi, crescono i timori di rimpatrio. Gruppi pro-diritti umani lanciano una petizione per la liberazione di due esponenti del movimento democratico cinese. Sono l’attivista Dong Guangping, già arrestato in passato, e il vignettista politico Jiang Yefei. Di recente alcuni membri della Falung Gong sono stati condotti in Myanmar e prelevati da poliziotti cinesi.
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CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST. Middle East Council of Churches appeals for pluralism and interreligious dialogue by Fady Noun. Meeting at Saint Mark’s Coptic Orthodox Centre in Cairo, MECC leaders addressed Arab and Muslim heads of state and political and religious leaders. Pluralism, they say, is "one of the most precious treasures of the East." They called for prayers for peace, an end to anti-Christian persecution, the election of Lebanon’s president and a solution to the Palestinian cause. Cairo (AsiaNews) – At a meeting held at the Saint Mark’s Coptic Orthodox Centre in Cairo, the Middle East Council of Churches (MECC) called on "Arab and Muslim heads of state and religious and political leaders in the world to work for the preservation of religious pluralism," saying that it is" the most precious treasure of the East." They also called for action against "the forces of darkness, destruction and extremism." Orthodox Patriarch of Jerusalem Catholicos Aram I, Syrian Catholic Patriarch Theophilos III, Lutheran Church in the Holy Land president Youssef III Younan, Munib Younan, and MECC working team were present at the meeting. In its final communiqué, the Council said  that its agenda included "various activities in the regions, commissions and programmes; the situation of refugees and populations forced to leave by the circumstances they face in the Middle East as well as the situation of Churches and dioceses in Syria and Iraq, particularly in the areas emptied of their Christian populations, a difficult situation that has overwhelmed them.” The MECC, the communiqué said, discussed in particular "the Christian presence in the East as well as outflows, abductions and persecution to which Christians are exposed”. It called on “Arab and Muslim heads of state and political and religious leaders in the world to work for the preservation of religious pluralism because it is the most precious treasure of the East and has characterised the Christian and Muslim civilisation." The statement goes on to say that the Council "expresses its thanks to all the Middle East states that have taken it upon themselves to welcome families evicted from their homes, provided them with what they need, in particular, schooling for their children."
CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ] [ With respect to Lebanon, the MECC called for the election of the country’s president "because of the important role this country plays, especially since it is the only country allotted to Christians in Asia." The Council pleaded for the unification of the Easter date, and noted that Islamic-Christian interfaith dialogue is "the essential pillar of relations with our partners and compatriots." Participants also thanked Pope Francis for the attention he gives to the region’s Christians. At the end of the meeting, the Council members prayed for the end of the war in Syria and Iraq; for peace in the Holy Land, especially in Jerusalem; for a just settlement to the Palestinian cause; for the martyrs of the Armenian Genocide; and for the end of Turkey’s occupation of Cyprus.
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ERDOGAN DEVE CESSARE la occupazione turca dell’isola di Cipro ] [ CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ]  06/11/2015. MEDIO ORIENTE. Dal Consiglio delle Chiese mediorientali un appello al pluralismo e al dialogo interreligioso. di Fady Noun
Riunito a San Marco dei copti-ortodossi al Cairo, i vertici del Cemo si rivolgono a capi di Stato e vertici politici e religiosi arabi e musulmani. Il pluralismo, avvertono, è “uno dei tesori più preziosi d’Oriente”. Preghiere per la pace, la fine delle persecuzioni anti-cristiane, l’elezione del presidente libanese e una soluzione alla causa palestinese.
Il Cairo (AsiaNews) - Il Consiglio delle Chiese del Medio oriente (Cemo), riunito nel centro di San Marco dei copti-ortodossi al Cairo, ha lanciato un appello “ai capi di Stato e ai vertici politici e religiosi mondiali, arabi e musulmani, perché si adoperino a difesa del pluralismo religioso”. Secondo i capi cristiani della regione, esso è “uno dei tesori più preziosi dell’Oriente”. Essi hanno anche invitato “ad affrontare le forze delle tenebre, della distruzione e dell’estremismo” attive nell’area. L’incontro ha riunito il catholicos Aram I, il patriarca ortodosso di Gerusalemme Teofilo III, il patriarca dei siro-cattolici Youssef III Younan, il presidente della Chiesa luterana in Terra Santa Mounib Younan e il gruppo di lavoro che costituisce il nucleo centrale del Cemo.
Nel comunicato finale, il consiglio precisa che l’ordine del giorno comprendeva “le sue varie attività a livello di regioni, commissioni e programmi, la situazione dei rifugiati e delle popolazioni spinte all’esodo a causa delle vicende che hanno caratterizzato il Medio oriente, oltre che la realtà delle Chiese e delle diocesi in Siria, in Iraq”. L’attenzione si è concentrata in particolare “sulle regioni svuotate della loro presenza cristiana, in questi giorni difficili che affliggono i cristiani”. Il Cemo, precisa il comunicato, ha esaminato in particolare “la presenza cristiana in Oriente e gli esodi, i sequestri e le persecuzioni alle quali sono esposti i cristiani”. “E chiedono - prosegue il documento - ai capi di Stato e ai leader politici e religiosi del mondo, arabi e musulmani, di adoperarsi a difesa del pluralismo religioso, quale tesoro fra i più preziosi dell’Oriente e carattere distintivo della civiltà cristiana e musulmana”.
ERDOGAN DEVE CESSARE la occupazione turca dell’isola di Cipro ] [ CHI RIUSCIRà A FERMARE LA AGGRESSIONE DELL'ISLAM SHARIA CONTRO IL GENERE UMANO? QUESTA ISLAMICA è UNA INFESTAZIONE DEMONIACA PEGGIORE DI HITLER! 11/06/2015. MIDDLE EAST.  ] Il comunicato aggiunge che il consiglio “rivolge i propri ringraziamenti a tutti gli Stati del Medio oriente che si sono adoperati per accogliere le famiglie cacciate dalle proprie abitazioni, e hanno assicurato loro il necessario e, in particolare, la possibilità di frequentare la scuola ai loro figli”. Inoltre, il Cemo ha rinnovato l’appello per l’elezione di un nuovo presidente della Repubblica in Libano “vista l’importanza della carica nel Paese, soprattutto perché è l’unica carica riservata ai cristiani in tutta l’Asia”. Il Cemo plaude inoltre all’unificazione della data in cui si celebra la Pasqua, e sottolinea che il dialogo interreligioso islamo-cristiano è “il pilastro essenziale nei rapporti fra i nostri partner e compatrioti”. Le personalità riunite nell’assemblea hanno infine ringraziato papa Francesco per l’attenzione che riserva sempre ai cristiani della regione. A conclusione dei lavori, il Consiglio ha pregato per la fine della guerra in Siria e in Iraq, per la pace in Terra Santa, e in particolare a Gerusalemme, per una giusta soluzione alla causa palestinese, per i martiri del genocidio armeno e per la fine dell’occupazione turca dell’isola di Cipro.



Tra i gesuiti vicini a Pio x vanno ricordati inoltre lo storico Ilario Rinieri77 (1853-1941), il sociologo Giulio Monetti78 (1874-1948) e il padre Giuseppe Chiaudano79 (1858-1915), superiore della Provincia piemontese della Compagnia dal 1903 al 1910. Quando nel 1913 il padre Salvatore Brandi (1852-1915) fu colpito da apoplessia, Pio x, che stimava la pietà e la dottrina del padre Chiaudano, lo nominò inaspettatamente rettore del collegio degli scrittori della «Civiltà Cattolica», ma il padre Chiaudano sopravvisse di poco a Papa Sarto. Gli successe il padre Enrico Rosa80 (1870-1938), allievo del padre Sante Schiffini81 (1841-1906), mentre ferveva la polemica sul sindacalismo cattolico.
Pio X non nascose la sua diffidenza verso la nuova linea della Compagnia di Gesù. Il padre Franz-Xaver Wernz (1842-1914), preposito generale della Compagnia, gravemente malato, il 31 luglio 1914 scrisse una lunga lettera protestando la fedeltà sua e dell'ordine e chiedendo direttive al Papa. Papa Sarto non rispose e in un colloquio confidenziale col nuovo «assistente d'Italia» manifestò le sue preoccupazioni per la linea delle riviste «Etudes» e «Stimmen aus Maria Laach» e per la persona del padre Wlodzimierz Ledochowski (1866-1942), «assistente» del padre Wernz e dall'11 febbraio 1915 suo successore come generale dell'Ordine82.

5. L'affermazione della «terza forza»
Tra modernisti e antimodernisti esisteva un «terzo partito»83 impersonata fino al 1913 dal cardinale Mariano Rampolla del Tindaro84 (1843-1913), Segretario di Stato di Leone XIII e mancato Papa nel conclave del 1903. Rampolla, nel 1901, aveva scelto come suoi collaboratori diretti mons. Giacomo Della Chiesa85 (1854-1922) e mons. Pietro Gasparri86 (1852-1934); il primo lo aveva nominato segretario della Congregazione per gli Affari ecclesiastici ordinari e Sostituto alla Segreteria di Stato; il secondo, segretario della Congregazione degli Affari ecclesiastici straordinari. Pio X, dopo aver nominato segretario di Stato il card. Merry del Val, aveva allontanato dalla Segreteria di Stato entrambi i protetti del cardinal Rampolla, il primo sostituito da mons. Nicola Canali (1874-1961), il secondo da mons. Raffaele Scapinelli di Legniguo (1858-1933). Dopo il 1908, la Segreteria di Stato, diretta da un cardinale Segretario comprendeva due sezioni, alla prima delle quali, la congregazione per gli Affari ecclesiastici straordinari, vennero affidati i compiti propri della Segreteria di Stato, mentre la seconda si occupava degli Affari interni. Dal cardinale Segretario di Stato Merry del Val dipendevano monsignor Canali, sostituto della Segreteria di Stato, a cui erano affidati gli Affari ecclesiastici ordinari e monsignor Scapinelli di Legniguo, segretario della sezione degli Affari ecclesiastici straordinari, coadiuvato fino al 1911 dal sottosegretario Umberto Benigni; una terza sezione si occupava dei brevi pontifici.
Mons. Gasparri fu creato cardinale nel concistoro del 6 dicembre del 1907 per assumere il compito di stendere la nuova codificazione del diritto canonico; mons. Della Chiesa, nell'ottobre del 1907, fu nominato a sua volta arcivescovo di Bologna, dove attese per ben sette anni la sua elevazione al cardinalato, avvenuta il 25 maggio del 191487. Pio X morì il 3 agosto 1914; appena tre mesi dopo il conferimento della porpora, il 3 settembre 1914 mons. Della Chiesa venne eletto a sorpresa al soglio pontificio: «I retroscena del Conclave, ormai noti abbastanza nei circoli romani – scrive Buonaiuti a Houtin il 17 settembre 1914 – mostrano indubbiamente che l'elezione del card. Della Chiesa ha voluto rappresentare l'indicazione di un governo ecclesiastico che fosse l'antitesi perfetta del regime di Pio X»88.
Quattro mesi dopo la morte di Pio X, mons. Eudoxe Mignot (1842-1918), arcivescovo di Albi, fece pervenire al cardinal Ferrata, primo segretario di Stato del neoeletto Benedetto XV, un Memoriale in cui attaccava duramente il movimento di reazione antimodernista promosso da san Pio X e invitava la Santa Sede ad una politica di «riconciliazione» con i modernisti89. Il 13 ottobre 1914, nominando, dopo il cardinale Ferrata, il cardinale Pietro Gasparri suo Segretario di Stato90, Benedetto XV manifestò la sua decisa volontà di mutare l'orientamento del pontificato piano91, tornando alla linea di governo «rampolliana» abbandonata da Pio X.
Benedetto XV in accordo con il cardinale Gasparri smantellò il Sodalitium pianum92 e tese la mano, senza successo, a Buonaiuti93. Dopo la morte di Benedetto XV, l'ultima battaglia tra la tendenza ecclesiastica antimodernista che si richiamava a Pio X e la linea moderata impersonata dal card. Gasparri si svolse nel corso di un conclave che, secondo quanto avrebbe confidato lo stesso Gasparri, fu «uno dei più contrastati nella storia»94. Il cardinale arcivescovo di Milano Achille Ratti venne eletto Papa il 6 febbraio del 1922 con il nome di Pio XI. L'aspro dibattito che aveva contrapposto il modernismo all'antimodernismo andò estinguendosi. Si aprì una stagione di apparente tregua in cui il modernismo parve inabissarsi e l'antimodernismo dissolversi.
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Dialogo col modernismo – di P. Giovanni Cavalcoli, OP. By admin On 13 ottobre 2013. di P. Giovanni Cavalcoli, OP già commentato alcuni aspetti della nuova intervista rilasciata dal Papa a Scalfari a Casa Santa Marta ed avevo promesso di toccare altri due punti emersi in quell'incontro: la questione del modernismo e quella della coscienza. agenzia ZENIT del 1° ottobre scorso riporta, tra le parole del Papa, un accenno interessantissimo al "modernismo", che invece non compare nel testo pubblicato da Repubblica del medesimo giorno e da L'osservatore Romano del 2 ottobre, dove invece al suo posto appare l'espressione "cultura moderna", che è altra cosa, anche se non senza rapporto col fenomeno del modernismo, che è un approccio eretico alla cultura moderna a suo tempo condannato, come è noto, da S.Pio X, mentre i Papi del postconcilio hanno sempre – salvo rarissime eccezioni – evitato di usare la parola "modernismo", carica di drammatiche risonanze, ed hanno fatto presente molte volte come il confronto critico con la cultura moderna sia impellente dovere della Chiesa di oggi stimolata in ciò dal Concilio Vaticano II.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
 Il problema dell'assenza o presenza della parola "modernismo" appare all'interno di un brano delle parole del Papa riportato in modo diverso nelle fonti citate. Presento le due versioni parallele (ZENIT e Repubblica-OR), che non sono del tutto uguali; ma è difficile sapere quale è la fonte fedele. Si comprende altresì che entrambe intendono riferire la stessa sezione dell'intervista perché, al di là delle evidenti somiglianze, nei due casi l'ultima frase è addirittura la stessa, come possiamo vedere:
 Da Repubblica e da L'Osservatore Romano:
 I padri conciliari sapevano che aprire alla cultura moderna significava ecumenismo religioso e dialogo con i non credenti. Dopo di allora fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare.
 Da ZENIT:
 Si rinvigorisce allora l'invito dei padri conciliari ad aprirsi al modernismo, nel senso di proseguire sulla via dell'"ecumenismo religioso" e del "dialogo con i non credenti". Dopo il Vaticano II – ha constatato – "fu fatto molto poco in quella direzione. Io ho l'umiltà e l'ambizione di volerlo fare".
 Come si spiega questa differenza? Che cosa veramente ha detto il Papa? Io qui, prendendomi tutta la responsabilità e con modestia, avanzo un'ipotesi, che applica un principio ben noto ai critici: la cosiddetta lectio difficilior: proprio la lezione più difficile ed insolita è quella che ha maggior probabilità di essere il vero pensiero dell'Autore, perchè suppone nell'ascoltatore l'attitudine a recepire quanto di nuovo è venuto dall'oratore: la novità desta infatti l'attenzione in chi ascolta e stimola quindi di più a registrarla, che non le cose risapute o di carattere ordinario. Per questo la notizia di una novità sorprendente è più credibile di quella che riporta cose usuali o scontate.
 Per questo trovo più credibile il testo di ZENIT che non quello delle altre due fonti, le quali, per l'imbarazzo che può suscitare la parola "modernismo", possono aver ritenuto opportuno tralasciarla sostituendola con quella più innocua e scontata di "cultura moderna", per il vantaggio che può venire all'attuale modernismo, il quale per evidenti motivi, preferisce tenersi celato ed ha sempre avuto l'interesse a non riconoscersi tale, preferendo l'autonomina di "progressismo" assai meno compromessa ed anzi lusinghiera, e che tanto successo gli ha procurato.
 Ora non è da escludersi una forte presenza modernista in Repubblica, ed inoltre, per indizi in mio possesso, oserei avanzare l'ipotesi di un'infiltrazione modernista moderata persino ne L'Osservatore Romano.
 Ciò però che può giocare a favore del testo Repubblica-OR è che l'articolista di ZENIT sembra riferire solo ad sensum e mette tra graffette solo alcune espressioni del Papa, mentre la parola "modernismo" è fuori: il che può far pensare ad un'inesattezza dell'articolista o ad una sua arbitraria interpretazione delle parole del Papa, cose che purtroppo ogni tanto capitano nei giornalisti.
 Se tuttavia il Papa non l'ha pronunciata, resta finissima l'interpretazione dell'articolista, perchè coglie in modo straordinariamente intelligente l'impostazione pastorale dell'attuale Papa, lanciato in una formidabile impresa di recupero mediante il dialogo di quanto di valido c'è nella cultura moderna e quindi nello stesso modernismo, il quale, per quanto sia un'eresia, tuttavia, come avviene sempre nelle stesse eresie[1], non è privo di un aspetto di verità, che è appunto il tentativo, benchè fallito, di assumere nel cattolicesimo gli aspetti validi del mondo moderno.
 Che interesse potrebbero aver avuto i modernisti ad evitare il riferimento al modernismo? Il Papa aveva fatto una mossa abilissima e sorprendente col citarlo e nel modo col quale lo aveva citato: un modo rispettoso che ovviamente non potrà dimenticare S.Pio X. Questo non era accaduto nei precedenti Papi del postconcilio, i quali, quelle pochissime volte che avevano citato il modernismo, lo avevano fatto nel senso negativo di S.Pio X. Ma questo Papa, lo sappiamo, non cessa di sorprenderci. Analogamente egli ha citato positivamente la teologia della liberazione, ma senza dimenticare la condanna pronunciata dal Beato Giovanni Paolo II.
 Questa volta il riferimento al modernismo, se è autentico, è semplicemente favoloso e denota una improvvisa e geniale svolta nella pastorale del Papato nei confronti di questo pericolosissimo fenomeno, vera iattura della Chiesa di oggi, fenomeno del quale già il Maritain, seguìto poi da molti altri studiosi, si era accorto nel 1966 e contro il quale aveva messo in guardia, problema che i Papi finora non sono riusciti a risolvere. Si era adottata la misura di non parlarne, senza apprezzabili risultati. Ora Papa Bergoglio mette le carte in tavola e se anche non ha pronunciato la parola, ormai è chiara la sua linea, che ZENIT ha capito benissimo, vorrei dire profeticamente.
 Papa Francesco ha cominciato, a quanto pare, ad affrontare l'enorme problema del modernismo col suo stile caratteristico del dialogo. Come S. Francesco, Papa Bergoglio è capace di dialogare anche con i lupi, quei lupi che da decenni devastano l'ovile di Cristo, perché i pastori mercenari sono scappati, per non dire dei pastori che sono diventati lupi, quei lupi che hanno spaventato anche Papa Benedetto, il quale pure all'inizio del suo pontificato aveva chiesto preghiere affinchè non avesse avuto paura dei lupi. Non sono bastate le preghiere o siamo davanti ad un misterioso piano della Provvidenza che vuole vincere i forti con la forza dei deboli? Ricordiamoci la vittoria del Crocifisso. Ricordiamoci il Magnificat. Certo il cristiano è un agnello in mezzo ai lupi, ma, come diceva il Card.Biffi, "poveri lupi"!
 Anche i santi comunque possono fuggire in ritirata strategica: Gesù stesso forse non scappò quella volta che volevano gettarlo giù dal monte nella sua cara Nazaret? (Cf Lc 4 16-30). Se poi sono cacciati o danno le dimissioni, questo non depone contro il loro coraggio, anzi ne è una conseguenza. Papa Bergoglio non vuole pastori attaccati al denaro, ma soltanto al gregge di Cristo. Più che annusare i soldi, devono annusare le pecore.
 Una delle insidie più pericolose e fascinose che vengono dal modernismo, un'insidia "moderna", è la tematica dell'io e della coscienza. Al riguardo il Maritain, riferendosi alla cultura moderna, parlava dell'"avvento dell'io". E difatti Scalfari non si smentisce, parlando dell'io cartesiano, principio dell'immanentismo moderno, quell'i'io cartesiano, come riferisce lo stesso Scalfari, che gli fece perdere la fede. Ma avrebbe potuto citare anche Lutero.
 Papa Bergoglio è tornato sul tema della coscienza con espressioni che sanno apparentemente di relativismo e soggettivismo, ma che, bene intese, sono in perfetta linea con il realismo e l'oggettività dei valori tradizionalmente insegnati dalla Chiesa.
 Dice Scalfari al Papa: "Lei, Santità, l'aveva già scritto nella lettera che mi indirizzò. La coscienza è autonoma, aveva detto, e ciascuno deve obbedire alla propria coscienza. Penso che quello sia uno dei passaggi più coraggiosi detti da un Papa".
 Risponde il Papa: "E qui lo ripeto. Ciascuno ha una sua idea del Bene e del Male e deve scegliere di seguire il Bene e combattere il Male come lui li concepisce. Basterebbe questo per migliorare il mondo".
 Osservo che dire che ciascuno ha la sua idea del bene e deve seguire quella, non esclude che esista un'idea universale ed oggettiva del bene, che però dev'essere applicata e concretizzata in ciascun caso secondo il legittimo punto di vista e le esigenze proprie di ciascuno.
 Inoltre dovrebbe essere evidente che quando il Papa dice che bisogna seguire la propria coscienza, fa riferimento alla coscienza in buona fede, la quale, anche se oggettivamente sbaglia senza saperlo, resta innocente e deve essere seguita, come riconosce lo stesso S.Tommaso[2].
 Questo ha voluto dire il Papa e non altro. Egli si è già pronunciato contro il soggettivismo, che è invece la pretesa del soggetto o io individuale di essere il principio primo ed assoluto della propria o altrui condotta. Il cogito cartesiano, caro a Scalfari, è principio di soggettivismo. Ciò fa scomparire la nozione di bene comune, sulla quale tanto insiste il Papa, crea un bellum omnium contra omnes, viene fuori l'homo homini lupus di Hobbes, e alla fine si nega l'esistenza di Dio – l'io al posto di Dio – come sommo e saggio ordinatore della condotta morale.
 E' chiaro quindi che l'"autonomia" della coscienza, di tipo cartesiano, della quale parla Scalfari, non coincide affatto con l'autonomia come la intende Papa Bergoglio, autonomia che evidentemente non è assoluta, ma occupa cristianamente uno spazio limitato di azione e di iniziativa che gli è concesso dal Creatore.
 Il Papa non entra nella questione di una concezione giusta o sbagliata del bene, determinabile in base a un criterio oggettivo ed universale. Egli semplicemente suppone la percezione del bene e sostiene la libertà da parte di ciascuno di realizzarlo secondo il proprio punto di vista, le proprie preferenze e le proprie possibilità, diverse da individuo a individuo.
 Alla domanda di Scalfari se concepisce un'"unica idea del bene", il Papa si accorge che Scalfari non fa una questione metafisica sull'essenza universale del bene, ma entra nella questione pratica politico-morale se è legittima una pluralità di concezioni del bene.
 Il Papa risponde abilmente riconoscendo senza difficoltà l'esistenza e la legittimità di questa pluralità secondo le modalità sopra espresse. Come ho detto, Papa Bergoglio lascia qui nell'ombra, ma non esclude affatto l'universalità metafisica del Bene, e quindi l'unicità del Bene divino, grande lascito di Platone, fondamento del monoteismo, e la conseguente oggettività della legge morale, costante insegnamento della Chiesa, né quindi nega – come potrebbe? – un Bene sommo che sia il Bene unico per tutti, benchè fruito e goduto in modo diverso da ciascuno.
 Caratteristica del bene, però, è la concretezza e la singolarità, a differenza del vero, che è sempre universale ed astratto, come già notava Aristotele. Questo lo diceva con la massima chiarezza un S.Tommaso, campione dell'universalità, ma sommo realista. Una morale o un governo ecclesiale o politico che, in nome di un falso universalismo o una falsa unità (pensiamo al comunismo), misconoscesse questa autonomia o libertà della coscienza dei singoli, sarebbero disastrosi per la salvezza dell'uomo e il bene della comunità. Questo sottintende il Papa.
 Conclusione. Finora al termine modernismo si è dato un senso totalmente negativo, più o meno accentuato. S.Pio X, come è noto, lo chiamava la "somma di tutte le eresie". Da qui un certo alone di disagio e di tensione che circonda da quasi un secolo questa fatidica parola, che è diventata una specie di tabù anche per il triste ricordo di eccessi compiuti con zelo indiscreto e a volte crudele nell'operare la repressione del dannoso e traumatico fenomeno. Oggi i modernisti si rifanno contro i cattolici delle angherie subìte dai loro predecessori, con la differenza che se prima questi erano castigati dai cattolici, oggi sono i poveri cattolici a soffrire sotto i colpi degli eretici.
 Papa Francesco, con la sua evangelica semplicità, mette le carte in tavola e noi siamo invitati a trattare serenamente della grave questione con senso di responsabilità: raccogliamo il suo input sulla scia del Concilio e del principio del dialogo, senza per questo dimenticare gli errori condannati da S.Pio X.
 Occorre trovare il positivo anche nei fenomeni più aberranti, sull'esempio di Cristo che non spezza la canna fessa e non spegne il lucignolo fumigante o, se volete, mutatis mutandis, sull'esempio dei gatti, i quali trovano qualcosa di buono da mangiare anche nel bidone delle immondizie. Qualcosa del genere il Papa lo ha fatto con la teologia della liberazione.
 Sono convinto che i modernisti si stanno accorgendo della piega che stanno prendendo le cose e cercano di correre ai ripari con un'autodifesa impropria ed affannosa, ma penso che ormai sia per loro troppo tardi. Viene ad essi offerta la strada del dialogo, ma dovranno tener presente che il Papa non può cedere sui punti della fede. Egli pare ormai deciso a togliere dalla Chiesa quella "sporcizia" della quale parlava Papa Benedetto, ed a condurla sulla via di quel vero progresso della vita cristiana, che è stato voluto dal Concilio, al di là di resistenze anacronistiche anticonciliari e nella libertà dai rigurgiti modernisti, che falsamente si richiamano al Concilio.
[1] Mi permetto al riguardo di rimandare al mio libro La questione dell'eresia oggi, Edizioni Vivere In, Monopoli (Bari) 2008.
[2] Cf Summa Theologiae, I-II, q.19. aa.5-6.
http://www.riscossacristiana.it/dialogo-col-modernismo-di-p-giovanni-cavalcoli-op/
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il MODERNISMO ERESIA! ] http://tradizionalistacattolico.blogspot.it/2010/12/papa-pio-x-giuramento-antimodernista.html
Sacrorum Antistitum [giuramento antimodernista]
lunedì 6 dicembre 2010
San Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu Proprio Sacrorum Antistitum
Papa Pio X Io Walter fermamente accetto e credo in tutte e in ciascuna delle verità definite, affermate e dichiarate dal magistero infallibile della Chiesa, soprattutto quei principi dottrinali che contraddicono direttamente gli errori del tempo presente.
Primo: credo che Dio, principio e fine di tutte le cose, può essere conosciuto con certezza e può anche essere dimostrato con i lumi della ragione naturale nelle opere da lui compiute (cf Rm 1,20), cioè nelle creature visibili, come causa dai suoi effetti.
Secondo: ammetto e riconosco le prove esteriori della rivelazione, cioè gli interventi divini, e soprattutto i miracoli e le profezie, come segni certissimi dell'origine soprannaturale della religione cristiana, e li ritengo perfettamente adatti a tutti gli uomini di tutti i tempi, compreso quello in cui viviamo.
Terzo: con la stessa fede incrollabile credo che la Chiesa, custode e maestra del verbo rivelato, è stata istituita immediatamente e direttamente da Cristo stesso vero e storico mentre viveva fra noi, e che è stata edificata su Pietro, capo della gerarchia ecclesiastica, e sui suoi successori attraverso i secoli.
Quarto: accolgo sinceramente la dottrina della fede trasmessa a noi dagli apostoli tramite i padri ortodossi, sempre con lo stesso senso e uguale contenuto, e respingo del tutto la fantasiosa eresia dell'evoluzione dei dogmi da un significato all'altro, diverso da quello che prima la Chiesa professava; condanno similmente ogni errore che pretende sostituire il deposito divino, affidato da Cristo alla Chiesa perché lo custodisse fedelmente, con una ipotesi filosofica o una creazione della coscienza che si è andata lentamente formando mediante sforzi umani e continua a perfezionarsi con un progresso indefinito.
Quinto: sono assolutamente convinto e sinceramente dichiaro che la fede non è un cieco sentimento religioso che emerge dall'oscurità del subcosciente per impulso del cuore e inclinazione della volontà moralmente educata, ma un vero assenso dell'intelletto a una verità ricevuta dal di fuori con la predicazione, per il quale, fiduciosi nella sua autorità supremamente verace, noi crediamo tutto quello che il Dio personale, creatore e signore nostro, ha detto, attestato e rivelato.
Mi sottometto anche con il dovuto rispetto e di tutto cuore aderisco a tutte le condanne, dichiarazioni e prescrizioni dell'enciclica Pascendi e del decreto Lamentabili, particolarmente circa la cosiddetta storia dei dogmi.
Riprovo altresì l'errore di chi sostiene che la fede proposta dalla Chiesa può essere contraria alla storia, e che i dogmi cattolici, nel senso che oggi viene loro attribuito, sono inconciliabili con le reali origini della religione cristiana.
Disapprovo pure e respingo l'opinione di chi pensa che l'uomo cristiano più istruito si riveste della doppia personalità del credente e dello storico, come se allo storico fosse lecito difendere tesi che contraddicono alla fede del credente o fissare delle premesse dalle quali si conclude che i dogmi sono falsi o dubbi, purché non siano positivamente negati.
Condanno parimenti quel sistema di giudicare e di interpretare la sacra Scrittura che, disdegnando la tradizione della Chiesa, l'analogia della fede e le norme della Sede apostolica, ricorre al metodo dei razionalisti e con non minore disinvoltura che audacia applica la critica testuale come regola unica e suprema.
Rifiuto inoltre la sentenza di chi ritiene che l'insegnamento di discipline storico-teologiche o chi ne tratta per iscritto deve inizialmente prescindere da ogni idea preconcetta sia sull'origine soprannaturale della tradizione cattolica sia dell'aiuto promesso da Dio per la perenne salvaguardia delle singole verità rivelate, e poi interpretare i testi patristici solo su basi scientifiche, estromettendo ogni autorità religiosa e con la stessa autonomia critica ammessa per l'esame di qualsiasi altro documento profano.
Mi dichiaro infine del tutto estraneo ad ogni errore dei modernisti, secondo cui nella sacra tradizione non c'è niente di divino o peggio ancora lo ammettono ma in senso panteistico, riducendolo ad un evento puro e semplice analogo a quelli ricorrenti nella storia, per cui gli uomini con il proprio impegno, l'abilità e l'ingegno prolungano nelle età posteriori la scuola inaugurata da Cristo e dagli apostoli.
Mantengo pertanto e fino all'ultimo respiro manterrò la fede dei padri nel carisma certo della verità, che è stato, è e sempre sarà nella successione dell'episcopato agli apostoli (1), non perché si assuma quel che sembra migliore e più consono alla cultura propria e particolare di ogni epoca, ma perché la verità assoluta e immutabile predicata in principio dagli apostoli non sia mai creduta in modo diverso né in altro modo intesa (2).
Mi impegno ad osservare tutto questo fedelmente, integralmente e sinceramente e di custodirlo inviolabilmente senza mai discostarmene né nell'insegnamento né in nessun genere di discorsi o di scritti. Così prometto, così giuro, così mi aiutino Dio e questi santi Vangeli di Dio. [ Stemma Papa Pio X ] Papa Pio X – Giuramento Antimodernista - Motu proprio Sacrorum Antistitum
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http://www.riscossacristiana.it/home/edith-stein/
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la giurisdizione del Regno di Dio dice: che, Se un popolo abita in un territorio per 40 anni ed un giorno, poi, ha diritto giuridico di possesso su quel territorio! E POI, LO SANNO TUTTI, A NESSUN POPOLO PUò ESSERE NEGATA LA PROPRIA PATRIA, ALTRIMENTI, DIVENTANO I SATANISTI FARISEI TALMUD AGENDA ROTHSCHILD IL FMI SPA, IL CAZZO NEL CULO!
! Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, io NON HO DEI DUBBI, CIRCA, IL FATTO CHE, IL MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah, MI POSSA NEGARE LA MADIANA, PER FARE UNA PATRIA A TUTTI GLI eBREI DEL MONDO! LUI è MOLTO PIù BRAVO RAGAZZO, DI QUELLO CHE IO DICO, contro di lui! questo è il mio problema: "Come, tu potrai costringere i Rothschild e tutti i parassiti usurai, come loro, a lasciare il loro potere nel NWO, ed il loro sacerdozio all'altare di Satana JaBullOn, per venire a vivere nel deserto Egiziano-Saudita?
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/23/mopresunto-attentatoreproblemi-mentali_cb5777e1-d0fb-498e-826f-9851e21da7f3.html
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! Quella bambina di tre mesi che è stata uccisa: il suo vero nome è: Genere Umano! "PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE!". TEL AVIV, 23 OTT - Lamentava problemi mentali emersi dopo aver scontato un periodo di detenzione in Israele Abdel Rahman al-Shaludi, il ventenne palestinese ucciso a Gerusalemme da un agente della polizia israeliana dopo che con la sua auto aveva investito un gruppo di passanti, provocando la morte di una bebe' e il ferimento di altre 8 persone. Secondo la polizia israeliana si e' trattato di un attentato. La agenzia Maan ha appreso che al-Shaludi aveva fissato un appuntamento con uno psichiatra. LO VANNO DICENDO TUTTI NEL REGNO DI DIO: "TUTTI I MUSULMANI HANNO GRAVI PROBLEMI PSICHICI! "
C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
My JHWH Holy -- quello che, io odio di questi satanisti farisei cabalisti luciferini talmud agenda FMI Banca MOndiale, Rothschild.. è che, loro si prendono sempre troppo tempo, e troppi cadaveri, per fare tutte le cose! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce. N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
Lorenzo Scarola · Teologico dell'Italia Meridionale
PRESTO QUESTO ABOMINIO Islam ABOMINIO FINIRà DI ESISTERE! gli atei evoluzionisti, le scimmie GENDER, non hanno nessun senso della logica, dal momento che, condannano a morte Israele, e tutto l'Occidente, per spianare la strada alla shariah, della LEGA ARABA, il peggiore nazismo CALIFFATO OTTOMANO della storia! Ma questa non è la agenda di questi coglioni sauditi salafiti spietati assassini.. NO! questa, è la agenda Rothschild talmud i satanisti DATAGATE NWO FMI SPA GMOS! Isis lapida uomo per adulterio in Siria. Due giorni dopo notizia su donna che ha subito stessa sorte. C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana, Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana, Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas, Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas, Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce)
+ In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
http://www.ansa.it/sito/notizie/mondo/mediooriente/2014/10/22/confine-egitto2-militari-israele-feriti_d6a9b2db-b5bb-4019-88d1-d5c4cb82b139.html
al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. tu lo sai, le guerre sono utili, anche, per ridurre un forte incremento demografico! Quindi, se noi facciamo la mia FRATELLANZA UNIVERSALE, e la PACE UNIVERSALE: poi, voi non potete più pensare di fare: i poligami pedofili, che: devono fare morire, un 70% del popolo in guerra! come ha detto Erdogan alle sue cagne: "figliate! voi fate più figli!" e poi, lui va dicendo in giro, che, con 1.000.000 di soldati bene armati, lui deve conquistare Iraq, Siria, Israele, Egitto, Grecia, e tutti i balcani per rifare l'Impero Ottomano!
Benjamin Netanyahu, spesso soprannominato Bibi, QUESTO è SCIENTIFICO! L'UNICO MOTIVO PER LA CIA 666 DATAGATE 322 ROTHSCHILD, DI ENTRARE NEI MIEI BLOGGERS, è QUELLO DI DISATTIVAME LA FUNFIONE DI PUBBLICAZIONE AUTOMATICA, DEGLI ARTICOLI, ATTRAVERSO MAIL! quando io trovo disattivata questa funzione? POI, SOLTANTO LORO POTREBBERO ESSERE STATI!
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al MIO FRATELLO, Abd Allah bin Abd al-Aziz Al Saud, Re dell'Arabia Saudita Abdullah. CHI è STATO QUEL FIGLIO DI UNA TROIA DI ERDOGAN, CHE è VENUTO A DIRE A ME: "LA SICILIA è STATA NOSTRA: PER 8 SECOLI!" E POI, COME UN VIGLIACCO DI CODARDO CHE TI SPARA ALLE SPALLE, POI è FUGGITO, SPARITO? Tu non dire come Erdogan "la terra islamica!" come a dire: "che importa che abbiamo fatto il genocidio, dei popoli precedenti, poi, questa è casa nostra shariah, nazi, ed a casa nostra noi possiamo fare i nazisti shariah!"
TU NON FARE COME ERDOGAN, NON DIRE LE SUE PAROLE, PERCHé ERDOGAN STA PER MORIRE COME UN CANE, INSIEME TUTTI I SUOI 1000.000 di SOLDATI!! C. S. P. B. Crux Sancti Patris Benedecti Croce del Santo Padre Genere Umano" Benedetto. C. S. S. M. L. Crux Sacra Sit Mihi Lux. Croce sacra sii la mia Luce, N. D. S. M. D. Non draco sit mihi dux. Che il dragone non sia il mio duce V. R. S. Vadre Retro satana. Allontanati satana! N. S. M. V. Non Suade Mihi Vana. Non mi persuaderai di cose vane, S. M. Q. L. Sunt Mala Quae Libas. Ciò che mi offri è cattivo, I.V. B. Ipsa Venena Bibas. Bevi tu stesso i tuoi veleni, ESORCISMO (Al segno + ci si fa il segno della croce) + In nomine Patris, et Filii et Spiritui Sancto, Croce del Santo Padre Benedetto. Croce Santa sii la mia Luce e non sia mai il dragone mio duce. Va indietro satana! Non mi persuaderai di cose vane. Sono mali le cose che mi offri, bevi tu stesso il tuo veleno. Nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo +. Amen!
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Usa: un messaggio ai sacerdoti Celebra le "nozze" gay o vai in galera di Massimo Introvigne23-10-2014 Non dite che non ve l'avevamo detto. Su questo giornale spieghiamo da tempo che dove passano le leggi sull'omofobia, dove si riconoscono le unioni civili e i «matrimoni» omosessuali, dove si sostiene che i diritti degli omosessuali a non essere discriminati prevalgono su ogni altro diritto, è solo questione di qualche anno e poi si andranno a prendere e portare in prigione anche i preti e i pastori che si rifiutano di «sposare» persone dello stesso sesso. Oggi dobbiamo confessare ai lettori che ci eravamo sbagliati. Pensavamo fosse questione di qualche anno: ma si trattava di qualche mese. Negli Stati Uniti, che pure sono un Paese con una grande tradizione di rispetto per la libertà religiosa, ci siamo già arrivati. Il 13 maggio 2014 la Corte d'Appello Federale per il Nono Circuito ha ordinato allo Stato dell'Idaho di cominciare a celebrare «matrimoni» fra persone dello stesso sesso il 15 ottobre di quest'anno, in una delle tante decisioni in cui i giudici calpestano in nome dei diritti degli omosessuali la volontà delle autorità statali elette dai cittadini e degli stessi elettori che si sono espressi in senso contrario mediante referendum. Il 15 ottobre nell'Idaho gli omosessuali hanno cominciato a «sposarsi»: s'intende, in municipio. Ma bastava leggere le pubblicazioni LGBT per sapere che, vinta la battaglia con lo Stato, la loro lobby e i loro avvocati si preparavano a combattere quella successiva, con le Chiese e comunità religiose, per obbligare preti e pastori a «sposarli». Due giorni dopo la data del 15 ottobre, il 17 ottobre, due omosessuali hanno preso contatto con i coniugi Donald ed Evelyn Knapp, pastori della Chiesa del Vangelo Quadrangolare nella ridente cittadina di Coeur d'Alene, Idaho. Che la cittadina sia ridente non è una semplice nota di colore. Gode di una straordinaria posizione su un lago che offre numerosi angoli pittoreschi e romantici, e subito alle spalle ci sono alte montagne coperte dalla neve per parecchi mesi. Celebrata da tante canzoni, Coeur d'Alene è una meta amata dai turisti, ma soprattutto da un tipo di turista particolare. A Coeur d'Alene si va per sposarsi, e per farsi fotografare vestiti da sposi con lo sfondo dei suoi panorami mozzafiato. Una causa relativa a matrimoni a Coeur d'Alene ha dunque tutte le carte in regola per diventare un caso nazionale. Quanto alla Chiesa del Vangelo Quadrangolare, è una delle maggiori denominazioni del protestantesimo pentecostale, presente tra l'altro anche in Italia. Per chi fosse stupito dall'aggettivo «quadrangolare» e pensasse a dottrine bizzarre, precisiamo che il nome della comunità fa riferimento ai quattro Vangeli e ai quattro ruoli di Gesù Cristo che salva, battezza nello Spirito Santo (dopo tutto si tratta di pentecostali), guarisce e regna.
I coniugi Knapp sono anziani pastori di questa comunità – stanno per celebrare le loro nozze d'oro, giacché sono sposati da quarantasette anni – molto conosciuti e rispettati a Coeur d'Alene. La Chiesa del Vangelo Quadrangolare rifiuta il «matrimonio» omosessuale, come tantissime altre Chiese e comunità religiose. Quando dunque ricevono la richiesta di «sposare» due uomini, i due pastori rifiutano in nome della loro dottrina. A questo punto scende in campo il sindaco Steve Widmyer, il quale fa parte di un partito indipendente di sinistra, Balance North Idaho, che a sorpresa ha sconfitto sia i repubblicani, egemonici dello Stato, sia i democratici in diverse elezioni comunali celebrate nel 2013. Che sia il sindaco a muoversi induce a riflettere, perché si tratta di una strategia ormai internazionale degli attivisti LGBT: contare sulla politica e sulla magistratura, ma corteggiare e cercare di fare intervenire anche i sindaci, come avviene in Italia in modo spettacolare in questi giorni con primi cittadini che violano la legge e sfidano i prefetti trascrivendo «matrimoni» omosessuali celebrati da italiani all'estero.
In molti Stati americani i sindaci hanno poteri di polizia e possono effettivamente mandare in prigione chi viola i loro ordini. Il sindaco ha dunque fatto notificare ai coniugi Knapp un ordine che ingiunge loro di celebrare subito il «matrimonio» fra i due omosessuali. Diversamente dovranno pagare una multa di mille dollari per ogni giorno di ritardo nella celebrazione del «matrimonio». Inoltre saranno arrestati e sconteranno 180 giorni di carcere, sempre per ogni giorno di ritardo. Come il sindaco – che dev'essere più forte in matematica che in tema di libertà religiosa – ha spiegato, questo significa che se i due anziani pastori dovessero mantenere il loro rifiuto per un mese, cioè trenta giorni, dovrebbero poi pagare trentamila dollari di multa e rimanere in prigione quattordici anni, dunque verosimilmente trascorrere in galera tutto il tempo che resta loro da vivere.
Il sindaco sostiene che in tutto questo non c'è nessuna violazione della libertà religiosa, perché – a differenza di quanto avviene nella Chiesa Cattolica, ma con modalità comuni a molte denominazioni protestanti – i matrimoni nella comunità dei pastori Knapp non sono gratuiti, ma sottoposti al pagamento di una quota fissa. Inoltre, a richiesta, la chiesa si occupa anche dei fiori e della musica e, per regolarità fiscale, emette una fattura che parte da una società appositamente costituita. Si potrebbe pensare che questo metta al riparo almeno i cattolici, ma è evidente che la lobby LGBT vuole costruire un caso pilota: dopo di che sosterrà che anche nella Chiesa Cattolica chi si sposa normalmente fa un'offerta, che costituisce un pagamento mascherato, e naturalmente se li vuole paga i fiori e la musica.
Evangelicamente convinti che si debba obbedire a Dio piuttosto che agli uomini, i due pastori hanno rifiutato di «sposare» gli omosessuali, dichiarando che preferiscono andare in prigione. Fortunatamente, come sanno i lettori di questa testata, negli Stati Uniti esiste una grande e agguerrita organizzazione di giuristi e avvocati che si battono per la causa della libertà religiosa, della vita e della famiglia, l'Alliance Defending Freedom, molto temuta dalla lobby LGBT perché ha vinto il 75% delle cause in cui ha partecipato. Nello scorso mese di luglio, abbiamo pubblicato un'intervista esclusiva con il suo presidente, il cattolico Alan Sears, che di interviste non ne concede molte. L'Alliance Defending Freedom ha capito la posta nazionale in gioco nel caso di Coeur d'Alene e ha preso in mano il caso dei coniugi Knapp, notificando alla città dell'Idaho un atto di citazione, che ha anche reso pubblico, il quale ha già avuto come primo risultato quello di bloccare l'esecuzione dell'ordine del sindaco, per cui per il momento i due pastori pentecostali non andranno in prigione. La battaglia legale si annuncia lunga, e decisiva per la libertà religiosa negli Stati Uniti. Ha un parallelo in una grande città, Houston, in Texas, dove una strabiliante ordinanza del sindaco – come si vede, è proprio il momento dei sindaci – ha chiesto a una serie di pastori «sospetti» di registrare, far trascrivere e trasmettere al comune i testi di tutte le loro prediche dove si menzioni l'omosessualità, in modo che possa verificare se sono passibili di incriminazione secondo le leggi sull'omofobia. Anche qui, i pastori sono difesi dall'Alliance Defending Freedom.
Da noi non succederà? «Illusione, dolce chimera sei tu», cantava tanti anni fa Claudio Villa. Potreste preferire la versione di Aurelio Fierro, ma le cose non cambierebbero. Le lobby gay hanno già annunciato che dopo gli Stati anche le Chiese dovranno essere obbligate a «non discriminare» e a «sposare» gli omosessuali. Impossibile nei Paesi dove la Costituzione protegge la libertà religiosa? Ma in teoria nessuno Stato la protegge di più degli Stati Uniti, e guardate che cosa succede. Quanto all'Europa, la Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ci ha spiegato nel caso «Ladele» del 2013 relativo a una funzionaria di stato civile cristiana inglese che non voleva celebrare un'unione civile fra due persone dello stesso sesso, che il diritto degli omosessuali a non essere discriminati prevale sulla libertà religiosa. L'appello è stato rigettato e la sentenza è definitiva.
I preti in Italia sono protetti dal Concordato? Forse pensava lo stesso anche il cardinale Fernando Sebastián quando rilasciava con tranquillità un'intervista dove affermava che gli atti omosessuali sono una «forma deficiente» di espressione della sessualità. È vero, poteva usare un'altra parola: ma non voleva offendere, spiegava che «deficiente» significa etimologicamente mancante di qualcosa. Ma dopo tutto, avrà pensato, in Spagna c'è il Concordato, e io non sono neppure un semplice prete, sono appena stato nominato cardinale, sono amico del popolarissimo Papa Francesco e ho 84 anni. Il 6 febbraio 2014 il cardinale Sebastián è stato iscritto sul registro degli indagati per incitamento alla discriminazione degli omosessuali e omofobia. Rischia due anni di prigione. Non so voi, ma io comincerei a preoccuparmi. http://www.lanuovabq.it/it/articoli-usa-un-messaggio-ai-sacerdoticelebra-le-nozze-gay-o-vai-in-galera-10714.htm
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SCHEGGE DI VANGELO
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-sapienza-del-cuore-10727.htm
Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada cerca di trovare un accordo con lui, per evitare che ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all'esattore dei debiti e costui ti getti in prigione. Io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ultimo spicciolo.
(Lc 12,54-59)
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La castità non è più una virtù? Riflessioni sul Sinodo. di Enrico Cattaneo20-10-2014 Penso che non solo i Padri sinodali, ma anche tutti i cattolici e tutte le persone di buona volontà abbiano vissuto con molta sofferenza interiore il dilemma dibattuto al Sinodo tra l'essere fedeli alla parola di Cristo sul matrimonio e nello stesso tempo il venire incontro a tante situazioni di fragilità, di fallimento, di crisi della famiglia. Questa lacerazione interiore, presente certamente in tutti i Padri sinodali e in tutti gli altri partecipanti (coppie, religiosi e osservatori di altre confessioni), impedisce di classificare semplicisticamente le varie posizioni, contrapponendo i "conservatori" agli "aperti", i "rigidi" ai "misericordiosi".
Anche la relazione-sintesi della prima settimana, fatta dal card. Erdő, rifletteva questa lacerazione, e indicava delle possibili vie per affrontare i problemi della famiglia, tenendo salda la dottrina. Le cose positive presenti in questa relazione sono molte, però altre lasciano un senso di disagio. Tra le cose positive va sottolineato l'atteggiamento di fondo da assumere di fronte alla crisi dell'istituto familiare, ed è quello di presentare "il Vangelo della famiglia", e cioè tutta la bellezza del matrimonio e della famiglia cristiana, testimoniata da tanti sposi e da tante famiglie. Questa "bellezza", frutto della grazia, passa certamente per la via della croce, fino all'eroismo dell'amore oblativo. La relazione del card. Erdő toccava anche tante situazioni che sono più o meno direttamente in connessione con la famiglia, e cioè le convivenze (e quindi i rapporti prematrimoniali), le unioni di fatto, i matrimoni civili tra battezzati e la questione omosessuale.
Ora ci chiediamo: invece di prospettare soluzioni ambigue, che non fanno che disorientare i fedeli, perché non è stata detta nessuna parola sulla "bellezza della castità", come valore autenticamente umano e cristiano? O forse che la castità non è più una virtù? O forse che la Chiesa non ha più il coraggio di indicare ai giovani, ai fidanzati e anche alle coppie sposate, il valore della castità e della verginità per il Regno di Dio? Non sarebbe questo il vero messaggio profetico per il nostro tempo?
Del resto, i primi cristiani, che erano immersi in un mondo corrotto sotto tutti i punti di vista, si sono presentati proclamando da una parte la bellezza del matrimonio cristiano, monogamico e indissolubile, segno dell'unione di Cristo con la Chiesa, ma anche proponendo la superiore bellezza della verginità, abbracciata a motivo di Cristo e del Vangelo. Gesù non era vergine? E la Madre di Gesù, Maria, non è sempre stata proclamata "sempre vergine"? Certo, i tempi moderni esigono una presentazione adeguata alle problematiche di oggi. Ma è mai possibile che non esistano oggi teologi, pastori, medici, psicologi, sociologi, che sappiano illustrare la bellezza della castità come valore umano, e soprattutto la verginità per il Regno? Questo sarebbe il lavoro da fare, e speriamo che lo si faccia nell'anno della vita consacrata (novembre 2014-2015).
Che il Sinodo abbia del tutto ignorato questo aspetto, sembra una cosa sconcertante e preoccupante. Se la Chiesa non sa più proporre integralmente il messaggio evangelico sulla sessualità, allora significa che la mentalità del mondo è entrata pure nella Chiesa. E volendo andare un po' a fondo alla questione, c'è un motivo di questo offuscamento, che è avvenuto da quando si sono volute livellare tutte le vocazioni, tutti i carismi, dicendo che la scelta della verginità per il Regno non è "migliore" della scelta matrimoniale. Non dice Paolo di "aspirare ai carismi più grandi" (1Cor 12,13)? E non dice forse che chi si sposa "fa bene", ma chi non si sposa per essere tutto del Signore "fa meglio" (cf. 1Cor 7,32-38)? E non è stata sempre questa la posizione della Chiesa cattolica nei suoi duemila anni di storia? O Dio non è libero di dare i suoi doni, e di offrire all'uno cinque talenti, a un altro due e a un altro ancora uno solo? Toccherà poi a ciascuno fare fruttare al massimo il dono ricevuto, e su questo il Signore valuterà la santità della persona.
Tornando al Sinodo, dovrebbe essere chiaro che la crisi della famiglia è dovuta anche alla crisi della morale sessuale. Ora, invece di spruzzare un po' di acqua santa su situazioni oggettive di peccato (ed è stato notato come nella relazione-sintesi manchi proprio questo concetto), perché non fare anche nei riguardi della sessualità quella proposta positiva che si vuole fare per la famiglia? In altre parole, ci sono due "bellezze" evangeliche da presentare: la "bellezza della famiglia", scuola di oblatività, di fecondità e di comunione, e la "bellezza della castità", scuola di autodisciplina e di elevazione dell'amore umano e cristiano.
Se poi la riflessione sulla famiglia che andrà avanti fino al Sinodo ordinario dell'anno prossimo, si riducesse a copiare gli ortodossi per quanto riguarda la comunione ai divorziati risposati; a copiare i protestanti nel considerare il Vangelo come un ideale, lasciando alle coscienze dei singoli decidere nelle situazioni concrete; a copiare gli anglicani nell'intendere la sinodalità come un risolvere le questioni a forza di maggioranza, allora non si capisce dove stia quella "creatività" che è stata sollecitata da papa Francesco.
http://www.lanuovabq.it/it/articoli-la-castita-non-e-piu-una-virturiflessioni-sul-sinodo-10688.htm
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2 Cronache 36:19-23 UNIUS REI E IL TERZO TEMPIO EBRAICO!
19. I Caldei incendiarono la casa di Dio, demolirono le mura di Gerusalemme, dettero alle fiamme tutti i suoi palazzi, e ne distrussero tutti gli oggetti preziosi.    
19. They set fire to God's temple and broke down the wall of Jerusalem; they burned all the palaces and destroyed everything of value there.    
20. E Nebucadnetsar menò in cattività a Babilonia quelli ch'erano scampati dalla spada; ed essi furono assoggettati a lui ed ai suoi figliuoli, fino all'avvento del regno di Persia    
20. He carried into exile to Babylon the remnant, who escaped from the sword, and they became servants to him and his sons until the kingdom of Persia came to power.
21. (affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia), fino a che il paese avesse goduto de' suoi sabati; difatti esso dovette riposare per tutto il tempo della sua desolazione, finché furon compiuti i settant'anni.    
21. The land enjoyed its sabbath rests; all the time of its desolation it rested, until the seventy years were completed in fulfillment of the word of the LORD spoken by Jeremiah.    
22. Nel primo anno di Ciro, re di Persia, affinché s'adempisse la parola dell'Eterno pronunziata per bocca di Geremia, l'Eterno destò lo spirito di Ciro, re di Persia, il quale, a voce e per iscritto, fece pubblicare per tutto il suo regno quest'editto:    
22. In the first year of Cyrus king of Persia, in order to fulfill the word of the LORD spoken by Jeremiah, the LORD moved the heart of Cyrus king of Persia to make a proclamation throughout his realm and to put it in writing:    
23. "Così dice Ciro, re di Persia: L'Eterno, l'Iddio de' cieli, m'ha dato tutti i regni della terra, ed egli m'ha comandato di edificargli una casa in Gerusalemme, ch'è in Giuda. Chiunque tra voi è del suo popolo, sia l'Eterno, il suo Dio, con lui, e parta!"    
23. "This is what Cyrus king of Persia says: " 'The LORD, the God of heaven, has given me all the kingdoms of the earth and he has appointed me to build a temple for him at Jerusalem in Judah. Anyone of his people among you--may the LORD his God be with him, and let him go up.' "
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SHAHBATZ BATTI "un autentico martire della fede cristiana"
Voglio solo un posto ai piedi di Gesù.. "Shahbatz Batti – "Un autentico 'martire' della fede cristiana" Un anno fa nel mese di Marzo, e precisamente il 2, moriva martire il Ministro [pakistano] Shahbatz Batti. Era nato il 9 Settembre del 1968, in una famiglia cristiana originaria del villaggio di Kushpur. Dopo aver completato gli studi intraprende la carriera politica nel Pakistan People's Party [Partito Popolare Pakistano], lavorando a fianco di Benazir Bhutto fino all'assassinio della leader pakistana ( http://www.stpauls.it/domenica/1221do/1221dohp.htm#approf ).
Difensore dei deboli e degli emarginati, presidente dell'APMA (Alleanza delle minoranze di tutto il Pakistan), Ministro pakistano (unico cattolico) per la difesa delle minoranze religiose, del suo lavoro diceva: "Voglio solo un posto ai piedi di Gesù…. Tale desiderio è così forte in me che mi considererei privilegiato qualora Gesù volesse accettare il sacrificio della mia vita.".
I Talebani pakistani lo hanno ucciso il 2 marzo 2011, perché cercava di modificare la legge sulla blasfemia. Il cardinale Jean-Louis Tauran, presidente del Pontificio Consiglio per il dialogo interreligioso, nell'omelia pronunciata durante la Messa di suffragio ha detto: "Shahbatz ha fatto sì che Gesù incrociasse il suo sguardo e aprisse il suo cuore… ha avuto il coraggio di servire i suoi fratelli cristiani e non cristiani, di offrire i suoi servizi alla Chiesa, a rischio della propria vita. Dobbiamo rendere grazie a Dio per aver messo sulla nostra strada quest'autentico 'martire', cioè 'testimone', della fede cristiana.
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Alla luce dello spirito profetico che ispirò l'Incontro Interconfessionale di Assisi del 27 Ottobre 1986 che il Beato Giovanni Paolo II volle fortemente ( http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/1986/october/documents/hf_jp-ii_spe_19861027_prayer-peace-assisi_it.html ), leggo con viva speranza quanto riportato da AsiaNews il giorno successivo a quello del sacrificio di Shahbatz Batti (http://www.asianews.it/notizie-it/Assassinio-Bhatti,-domani-i-funerali-nel-Punjab.-La-condanna-dei-musulmani-20936.html ): "Mohammad Azam, leader della moschea Badshahi a Lahore, è "scioccato" dalla notizia della morte di Bhatti, che definisce 'un buon amico'. La guida musulmana sottolinea che 'la gente non ha più il diritto di esprimere le proprie opinioni', mentre si continua a definire 'democratico' il governo che regge il Paese. Azam chiarisce che 'quanti hanno rivendicato l'assassinio non sono musulmani, né esseri umani', perché 'l'islam è una religione di pace, che insegna a rispettare le minoranze'. Invocando il bisogno di tolleranza e armonia, egli conferma che aderirà 'alla tre giorni di lutto indetta dalla comunità cristiana'."
Nel mio piccolo, rileggendo le parole di Shahbatz, colgo il dono della capacità di guardare alla propria vita terrena come facente parte di una realtà e di un destino più grande e non come solo ciò che la vita terrena stessa può significare nel suo breve evolversi in un frammento di tempo…. Parole che sembrano passare come la vita di Shahbatz e di ognuno di noi, ma che invece restano nella storia di questa povera umanità come luci per il nostro cammino verso l'approdo sicuro dell'amore di Dio nella Vita Eterna.
http://www.comunitachiarini.org/category/speciali-ed-eventi
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Sinodo ed eucarestia. Il dibattito sui divorziati risposati e la documentata pratica di accostarsi alla Comunione in stato di peccato grave, rivelano quanto nel mondo cattolico si sia perduto - tra l'altro - il significato dell'Eucarestia.
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Sinodi virtuali e cessioni di sovranità
di Robi Ronza21-10-2014
La Sala Stampa vaticana ha perso (ancora una volta) la battaglia con i media non riuscendo a impedire che il Sinodo parallelo, governato dalla catena internazionale il cui principale anello italiano sono La Repubblica e Sky, prendesse il posto del Sinodo reale.
Senza tornare sul Sinodo reale, già ampiamente descritto e commentato in queste pagine, intervengo qui su questo aspetto della questione, peraltro non secondario. A un osservatore motivato, e desideroso di ragionare con la propria testa, oggi Internet rende disponibile, fra le tante cose, anche l'originale della Relatio Synodi nonché il bellissimo intervento di Papa Francesco alla conclusione dei lavori dei padri sinodali. Chiunque quindi può misurare da sé la distanza tra la realtà del Sinodo e la caricatura che ne è stata fatta. Siccome però il grande pubblico non sa prendere una tale iniziativa, benché sia letteralmente alla portata di tutti, il proverbiale uomo della strada finirà  per credere al Sinodo de La Repubblica. Perciò a nostro avviso è della più grande importanza che, in tempo per il Sinodo ordinario in programma per il 2015, la Sala Stampa e la Santa Sede si attrezzino per evitare un'altra disfatta del genere. La Relatio Synodi è un documento in 62 punti in cui è condensato un dibattito organico e ricchissimo di spunti su un istituto come la famiglia che comunque - con buona pace di tutti coloro che ne auspicano irresponsabilmente la scomparsa - è la struttura sociale primaria e più diffusa ovunque nel mondo. Gli scioccherelli de La Repubblica, di Sky e delle loro rispettive galassie non hanno parlato d'altro se non dei temi toccati nei punti 52 (questione della comunione ai divorziati risposati), 53 (convivenze more uxorio) e 55 (eventuale "normalizzazione" dell'omosessualità), nessuno dei quali peraltro è passato nemmeno nella formulazione definitiva, non avendo ottenuto una sufficiente maggioranza di consensi. Proprio perché tale censura era del tutto prevedibile non ci si può non domandare perché la Sala Stampa non sia adeguatamente attrezzata per contrastarla. Con il suo imprevisto discorso alla fine dei lavori del Sinodo, papa Francesco è sceso in campo in modo magistrale. Quanti però verranno a saperlo in quelle vaste periferie culturali che si abbeverano solo alle opache galassie mediatiche di cui si diceva? A nostro avviso la Santa Sede deve farsi carico con urgenza di questo problema e risolverlo per tempo.
Proprio nei giorni del Sinodo sulla famiglia, il sindaco di Roma, Ignazio Marino, fra grandi squilli di trombe mediatiche ha "trascritto" nel registro della stato civile della sua città un certo numero di pseudo-matrimoni omosessuali celebrati all'estero. Se è vero (ossia se la trascrizione non è avvenuta su un quadernetto a parte) la trascrizione è semplicemente invalida e costituisce un reato. I Comuni infatti tengono i registri di stato civile su delega dello Stato e in tale veste il sindaco è ufficiale di governo. Siccome i cosiddetti matrimoni omosessuali non esistono per il nostro ordinamento, il sindaco che li trascriva fa un gesto illegale. Non è Alfano che li vieta, è la legge. Nell'area politica cui appartiene Ignazio Marino si fa un gran parlare della legalità, cui si dedicano convegni, fiaccolate e carovane. Se la legalità di cui ama tanto parlare non è a senso unico, ci si deve perciò attendere da don Ciotti una fiaccolata di protesta sotto il Campidoglio.
Siamo nella settimana in cui la "legge di stabilità", attuale nome d'arte della legge di bilancio, va alla firma del presidente della Repubblica e poi parte per Bruxelles. Il presidente della Repubblica ne parla bene, la legge è "pronta per la sua firma", ma finora la sua firma non c'è; e tutto resta in sospeso in attesa del giudizio della Commissione Europea, promesso entro il 30 novembre. Che cosa resta ancora della nostra sovranità se un elemento-chiave della sovranità stessa, ovvero le decisioni sulla spesa, più che dalla firma di Napolitano dipendono da quella di un commissario che non ha alcuna legittimazione democratica e che è nato in un piccolo paese ai confini del mondo abitato, la Finlandia, molto ordinatamente amministrato ma remoto dalle complessità e dalle tensioni di un paese come il nostro, una delle maggiori economie mondiali e tra queste l'unica ad essere bagnata solo dal Mediterraneo? Sarebbe ora di cominciare a domandarselo.
Per motivi fiscali ricevere in busta il Tfr (la vecchia liquidazione) conviene solo a pochissima gente, ma il governo se ne è accorto soltanto adesso. Ancora una volta insomma si è dimostrato che questo governo non dispone adeguatamente di tutte le "batterie" di esperti di fiducia mancando i quali sono più le volte che le cannonate di Renzi cadono in acqua di quelle in cui raggiungono il bersaglio. Se il premier non rimedia alla svelta a questa lacuna il suo governo finirà per disfarsi come un budino più per carenze interne che per urto dall'esterno. In sé e per sé nemmeno il milione di manifestanti che la Cgil gli ha promesso a Roma per il 25 ottobre deve fargli paura. È significativo e sintomatico che il 25 ottobre sia un sabato: giorno ideale, complice l'ottobrata romana, per la gita a Roma di frotte di pensionati in buona salute… attuale nocciolo duro dalla base cigiliellina. Simpatiche persone, che però non costituiscono una forza d'urto tale da impensierire il governo. Un milione di pensionati e di studenti in gita a Roma sono tanti in assoluto ma ben pochi relativamente a un paese di 60 milioni di abitanti. Più che la Cgil insomma Renzi ha buoni motivi per temere appunto la mancanza di un staff adeguato al suo progetto.
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sabato 2 giugno 2012. Vittorio Messori - Gesù. Per Diciotto Secoli Nessuno Dubitò della sua Esistenza
gesùIl progresso degli studi ha portato di recente anche a qualche fatto che interferisce proprio là dove ogni ipotesi mitologica ha evidentemente la base. E cioè l'indimostrabilità, sul piano storico, dell'esistenza di un uomo chiamato Gesù per insufficienza di notizie sicure in fonti non cristiane. Vediamo allora qualche particolare al proposito. Cominciamo osservando subito che da non molto è stato reso di dominio pubblico un antichissimo documento di cui riconosce l'importanza persino Augstein, il coordinatore della recente e demolitrice inchiesta giornalistica sul Cristo.
Si tratta della lettera che uno storico minore siriaco, non cristiano, un certo Mara Bar Sarapion scrisse nell'anno 73 al figlio studente ad Edessa. In questa lettera, il Bar Sarapion ricorda tra l'altro che i giudei avrebbero giustiziato il loro «saggio re», che aveva tentato di dare loro nuove leggi. Perciò (secondo lo scrittore siriaco) Israele è stata punita con la rapina del regno, il massacro di gran parte del popolo e la dispersione dell'altra parte per tutto il mondo.
Questa lettera non è ovviamente un argomento decisivo per risolvere la questione della esistenza storica di Gesù. La citiamo perché si tratta di uno dei documenti più recenti e meno noti, sebbene tra i più significativi: ne è possibile infatti la datazione precisa (non oltre il 73) e proviene da un autore sicuramente non cristiano. Dunque, già pochi decenni dopo la morte di Gesù, per tutto l'Oriente correva la notizia di un "Re dei giudei" e nuovo legislatore, ucciso da coloro che avrebbero dovuto diventare suoi sudditi.
È un'ulteriore e recente conferma, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la "leggenda" cristiana (se leggenda è) era già fissata con precisione già nella seconda metà del primo secolo. Ed è "mito" o "leggenda", checché ne dicano Engels e tanti altri, che proviene proprio da Israele.
A proposito di esistenza storica di Gesù va notato che, sin verso la fine del XVIII secolo, non venne mai in mente a nessuno di metterla in dubbio; nemmeno ai nemici più accaniti del cristianesimo. Nemmeno ai polemisti anti-cristiani più antichi, quelli che avevano a disposizione gli archivi imperiali ancora intatti.
È dal Settecento che si comincia a esagerare il silenzio delle fonti antiche su di lui. «Ma quali sarebbero queste numerose cronache romane che si sarebbero tanto sfogliate invano alla ricerca di una testimonianza sulla sua esistenza? - si è chiesto a ragione uno studioso tedesco - In effetti, quelle cronache non esistono. Tutta la tradizione storica sull'antico impero romano è andata perduta, ad eccezione di Tacito e di Svetonio. E tutti e due parlano di lui».
Oltre a Tacito (verso l'anno 115) e a Svetonio (circa l'anno 120) parla delle origini cristiane anche Plinio il Giovane. Ne parla anzi prima degli altri, verso il 112. Ancora più indietro un certo Thallus, un samaritano, autore di una cronaca che pare scritta a Roma verso il 60, polemizza con i credenti circa la natura delle tenebre che avrebbero accompagnato la morte di Gesù. La testimonianza di Thallus dunque (se la datazione è esatta, come molti ammettono) è dunque persino anteriore a quella già di estrema antichità di Bar Serapion.
Flavio Giuseppe, scrivendo verso il 93 le sue Antichità Giudaiche, parla di lui. E non solo nel celebre brano (il Testimonium Flavianum) di cui ci occuperemo subito. Molto importante è infatti la riga dove si accenna all'esecuzione di un Giacomo che Flavio Giuseppe definisce «il fratello di Gesù, il cosiddetto Cristo». Un accenno che non può essere una tarda interpolazione cristiana: questa con ogni probabilità non avrebbe parlato di fratello di Gesù ma di cugino, stante la polemica che già aveva dilaniato la chiesa a proposito di "fratelli e sorelle di Gesù". Né un pio falsario avrebbe certo definito il suo Dio come "il cosiddetto Cristo".
Che Flavio Giuseppe avesse parlato di Gesù era quasi del tutto sicuro. E per l'accenno al "fratello Giacomo" e per l'esistenza nelle sue Antichità di un brano sul Messia dei cristiani. In che modo, però, ne avesse parlato restava discusso. Infatti quel brano (il celebre Testimonium Flavianum, cioè la testimonianza di Flavio) dimostra uno scrupolo apologetico tale da tradire una mano cristiana. E cristiano Giuseppe non fu. Eppure parlava di «Gesù, uomo saggio, ammesso che lo si possa chiamare un uomo», diceva di lui che «faceva dei miracoli», scriveva delle sue apparizioni ai discepoli tre giorni dopo la morte «di nuovo vivo». Affermava, infine: «Egli era il Cristo».
Quasi tutti gli studiosi (cattolici compresi) affermavano dunque che, partendo probabilmente da un accenno autentico, un copista cristiano aveva adulterato il passo di Flavio Giuseppe.
Nel 1971, una scoperta forse decisiva è venuta dal prof. Shlomo Pinès dell'Università Ebraica di Gerusalemme. Come titolò il suo articolo il 14 febbraio del 1972 il quotidiano International Herald Tribune «Gli ebrei portano le prove storiche dell'esistenza di Gesù». Il prof. Pinès, infatti, notò per primo che del testo sul Cristo nelle Antichità si possedeva un'altra versione, diversa da quella giudicata inquinata delle edizioni classiche. Quella versione è contenuta in un'opera araba del x secolo, la Storia Universale di Agapio, vescovo di Hierapolis in Siria. Agapio riporta il Testimonium Flavianum senza quelle espressioni di fede che lo facevano rifiutare dagli studiosi. Ora, osserva tra l'altro Pinès, sembra incredibile che un vescovo cristiano abbia minimizzato il testo di Flavio Giuseppe, togliendogli (se c'erano) i termini lusinghieri su Gesù. Inoltre, varie testimonianze di autori antichi (Origene, Girolamo, Michele il Siriano) sembrano confermare che il professore ebreo contemporaneo avrebbe davvero scoperto la versione originale della testimonianza di Flavio. Se è così dice Pinès, «abbiamo qui la più antica testimonianza scritta, di origine non cristiana, che riguardi Gesù». È un'ipotesi che da molti studiosi, tra cui Daniélou, è stata considerata come estremamente probabile.
Ecco il brano di Flavio Giuseppe, così com'è riportato da Agapio, nella versione dell'Università Ebraica di Gerusalemme:
«A quell'epoca viveva un saggio di nome Gesù. La sua condotta era buona, ed era stimato per la sua virtù. Numerosi furono quelli che, tra i giudei e le altre nazioni, divennero suoi discepoli. Pilato lo condannò ad essere crocifisso e a morire. Ma coloro che erano divenuti suoi discepoli non smisero di seguire il suo insegnamento. Essi raccontarono che era apparso loro tre giorni dopo la sua crocifissione e che era vivo. Forse era il Messia di cui i profeti hanno raccontato tante meraviglie».
Decisive, a parere di molti, le testimonianze delle antiche fonti giudaiche. Queste polemizzano con Gesù, tentano spesso di presentarlo sotto una veste negativa, persino di diffamare la sua nascita. Ma in questo modo non gli negano, gli riconoscono anzi piena realtà storica. Klausner, studioso ebreo che esaminò i documenti del giudaismo su Gesù, ha scritto che «questi non negano nulla della storicità dei vangeli: soltanto li usano come fonte di scherno e di biasimo».
Altrettanto può dirsi dei polemisti pagani contro il cristianesimo nascente: tra quegli autori non c'è alcuno che alle diffamazioni innumerevoli aggiunga anche il dubbio sull'esistenza storica del fondatore del nuovo culto.
Comunque, tutto il complesso di testimonianze antiche basta soltanto a farci ragionevolmente certi di quella esistenza. L'intuizione pascaliana sui tre ordini di grandezza può aiutare a capire le ragioni della indifferenza degli storici ufficiali pagani nei suoi confronti. Nessuno di quegli scrittori avrebbe potuto occuparsi di lui se non per inciso. Essi parlano di coloro che furono "re" nell'ordine della forza e della sapienza. Le tracce che Gesù ha lasciato non sono quelle su cui si basa la storia ufficiale: palazzi reali, templi, monete con il suo nome e il suo profilo, segni di guerre e di conquiste.
Egli ha lasciato solo un elemento impalpabile, in apparenza insignificante: la sua parola, affidata a un gruppo di rozzi provinciali. Non è un caso, infatti, che le testimonianze antiche più che di lui parlino degli effetti "politici" della sua esistenza. Gli storici, cioè, non hanno colto il Cristo, confuso com'era nel torrente delle vicende orientali. Hanno notato invece il cristianesimo, che andava organizzandosi come vivace e inquietante "gruppuscolo" che era impossibile disperdere.
Tratto dal Libro "Ipotesi su Gesù"
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Halloween: non solo cretineria, ma anche trappola del demonio – di Michele Majno By Redazione On 23 ottobre 2014. Rieccola. Ogni anno si ripropone la cosiddetta "festa" di Halloween, la ripetizione di un rito pagano che ha radici antiche e inquietanti. Possiamo scrollar le spalle e considerarla solo come una delle tante idiozie imposte dalla moda. Ma c'è di peggio, molto di peggio. Riproponiamo ai nostri lettori un articolo di Michele Majno, pubblicato lo scorso anno su Riscossa Cristiana, soprattutto perché i genitori vigilino e tengano lontani i loro figli da "innocue festicciole" che possono essere l'anticamera di rovinose esperienze. Consigliamo anche la rilettura di un'intervista a Don Marcello Stanzione: APPELLO DI DON MARCELLO STANZIONE AI CATTOLICI: NON FESTEGGIATE HALLOWEEN! – di Mariateresa Conte
http://www.riscossacristiana.it/halloween-solo-cretineria-ma-anche-trappola-del-demonio-di-michele-majno/
Lei col demonio ci combatte quotidianamente. Qual è il più grande successo di Satana?
Padre Gabriele Amorth: Riuscire a far credere di non esistere. di Michele Majno
Halloween, Ad autunno inoltrato arrivano inevitabilmente due seccature: l'influenza e la festa di "Halloween". L'influenza si affronta facilmente e ormai è grande la diffusione della vaccinazione. Halloween è una cretinata e quindi inevitabilmente ha avuto successo. Non solo: essendo una cretinata, e considerando il livello dei nostri politici e amministratori locali, la "festa" di streghe, folletti e paccottiglia consimile si svolge anche con finanziamenti pubblici, "eventi" e, naturalmente, viene proposta anche ai bambini. ] [ Ma Halloween è solo una cretinata? No, c'è di peggio e c'è di che preoccuparsi. Vi proponiamo una rapida carrellata di pareri (tratti da articoli e interviste) su questa festa, che non ha nulla a che vedere con le nostre tradizioni. Sono pareri di persone serie, affidabili, esperte, e possono essere molto utili soprattutto per le famiglie, affinché si rifletta prima di consentire ai figli di partecipare a strane e contorte ritualità, in cui non mancano aspetti malsani e oscuri (o fin troppo chiari).
Padre Gabriele Amorth
"Halloween, una trappola del demonio, che le prova tutte": lo dice padre Gabriele Amorth, decano degli esorcisti nel mondo. Padre Amorth, qual è il suo giudizio su Halloween? "intanto, fa schifo e mi fa schifo. Si tratta di una roba pagana, anticristiana ed anticattolica, proveniente da terre nordiche ed esplosa negli Usa. Questa robaccia, pretende, e talvolta ci riesce anche, di mettere in secondo piano ed offuscare la Solennità di Tutti i Santi che celebriamo con gioia il primo novembre. E siccome, appunto, il suo scopo è quello di mettere intralcio alla santità, è una ideazione del demonio che intende scompaginare i piani di Dio. Halloween è una festa pagana". Una dimostrazione della scaltrezza del Nemico: "il diavolo cerca di mettere zizzania tra Dio e uomo, non tanto per ostilità verso l'uomo, quanto per voler offendere Dio, che è il suo bersaglio preferito, e talvolta, riesce in questo scopo, anche se verrà sconfitto per sempre".
È utile ricordare un ammonimento di Padre Amorth che, interrogato su quale fosse il più grande successo del demonio, rispose: "Riuscire a far credere di non esistere".
Don Marcello Stanzione
Il problema è a livello psicologico di massa, poiché si crea un'ondata di simpatia per delle realtà macabre. Pensiamo al bambino che vede da piccolo la festa di Halloween come una sciocchezza; è possibile che un giorno crescendo si avvicini veramente a queste situazioni spiacevoli. Vestire da fattucchieri, streghe e maghi è innanzitutto di poco gusto. La Chiesa sotto questo punto di vista, gioca un ruolo fondamentale; è necessario che tutti noi sacerdoti lavoriamo intensamente al fine di avvicinare i nostri parrocchiani a Dio.
Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna
In un'intervista ad Avvenire nel 2011 l'Arcivescovo ha parlato di ha parlato di «brutta resa al relativismo dilagante», con tanto di nota sull'edizione bolognese di Avvenire , per la manifestazione organizzata a suo tempo in piazza Re Enzo a base di zucche da intarsiare per Halloween dalla Coldiretti, associazione di area cattolica. La curia in tale circostanza invitò a usare le zucche «per la vellutata o il ripieno dei tortelli».
Mons. Cesare Nosiglia, Arcivescovo di Torino
«La festa dei Santi e la commemorazione dei fedeli defunti, tanto care alla tradizione anche familiare del popolo cristiano, da anni sono contaminate da Halloween. Tale festa non ha nulla a che vedere con la visione cristiana della vita e della morte e il fatto che si tenga in prossimità delle feste dei santi e del suffragio ai defunti rischia sul piano educativo di snaturarne il messaggio spirituale, religioso, umano e sociale che questi momenti forti della fede cristiana portano con sé. Halloween fa dello spiritismo e del senso del macabro il suo centro ispiratore».
Avv. Gianfranco Amato, presidente dei Giuristi per la Vita
Halloween, in realtà, è tutt'altro che un'innocua festicciola per bambini. Profondamente radicata nel paganesimo e nel satanismo, continua ad essere una pericolosa forma di idolatria demoniaca.
Trae origine da un'antichissima celebrazione celtica diffusa nelle isole britanniche e nel nord della Francia, con cui i pagani adoravano una delle loro divinità, chiamata Samhain, Signore della morte. Era considerata una delle feste più importanti, e dava inizio al capodanno celtico. La notte del 31 ottobre in onore del sanguinario dio della morte, veniva realizzato, sopra un'altura, un enorme falò utilizzando rami di quercia, albero ritenuto sacro, sul quale venivano bruciati sacrifici costituiti da cibo, animali e persino esseri umani.
Di quest'ultima crudele e sanguinaria usanza ne dà testimonianza lo stesso Giulio Cesare nel suo De Bello Gallico (libro VI, 16), così come Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia (XXX, 13), in cui parla di «riti mostruosi», e Tacito nei suoi Annales (XIV, 30), che definisce i sacrifici umani praticati dai druidi come «culti barbarici».
… Per comprendere quanto la Chiesa, fin dall'inizio dell'evangelizzazione dei popoli celti, fosse preoccupata di quella pericolosa "solennità" pagana, basta considerare che la Festa di Ognissanti fu spostata, in Occidente, al primo novembre, con tanto di vigilia la notte precedente, proprio per contrastare il culto satanico di Samhain.
… per il moderno satanismo, Halloween continua ad essere una festa privilegiata. E' uno dei quattro sabba delle streghe, delle quattro grandi "solennità" coincidenti con alcune delle principali festività pagane e dell'antica stregoneria. La prima e più importante è, appunto, quella di Halloween, considerata il Capodanno magico. La seconda "solennità" è quella di Candlemass, che si celebra la notte tra il 1° e il 2 febbraio ed è considerata la Primavera magica (per i cristiani è la ricorrenza della Presentazione del Bambino Gesù al tempio, chiamata anche popolarmente "Festa della Candelora"). La terza "solennità" è quella di Beltane, che si festeggia nella notte tra il 30 aprile ed il 1° maggio, chiamata anche la notte di Valpurga, e segna l'inizio dell'Estate magica. La quarta "solennità" è quella di San Giovanni Battista, che si svolge la notte tra il 23 e 24 giugno, ed è particolarmente attesa per mettere in atto malefici di malattia e di morte.
Com'è facile notare sono tutte celebrazioni notturne che si svolgono nel buio e nell'oscurità, a conferma della definizione evangelica di Satana come Principe delle Tenebre, e dei suoi seguaci come Figli delle Tenebre.
http://www.riscossacristiana.it/halloween-solo-cretineria-ma-anche-trappola-del-demonio-di-michele-majno/
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I NUOVI MARTIRI VITTIME DELLA CHIESA CATTOLICA, UN TRIBUNALE DELLA INQUISIZIONE AL CONTRARIO!
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – Elenco degli articoli pubblicati, in ordine decrescente
By admin On 1 ottobre 2013. IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
Elenco degli articoli fin qui pubblicati, in ordine decrescente
LA VERITÀ SUL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Cristina Siccardi
IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
IL COMMISSARIO NOMINA PADRE ALFONSO BRUNO SEGRETARIO GENERALE DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. ANALISI DEL QUESTIONARIO DEL VISITATORE APOSTOLICO, MONS. VITO ANGELO TODISCO – di Cristina Siccardi
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. QUANDO PADRE PIO E' COINVOLTO A SPROPOSITO – di Marco Bongi
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. POSITIVISMO GIURIDICO E POSITIVISMO TEOLOGICO – di Giovanni Turco
DAI GESUITI AI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. SINT UT SUNT, AUT NON SINT – di Roberto de Mattei
QUEGLI SVARIONI DEI FRANCESCANI DISSIDENTI CHE NON CONOSCONO S. FRANCESCO – di Mauro Faverzani
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. LEX DUBIA NON OBLIGAT – di Roberto de Mattei
FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA: ANCH'IO LI CONOSCO – di Alessandro Gnocchi
3515 LETTERE IN 7 GIORNI: SI E' CHIUSA CON GRANDE SUCCESSO LA CAMPAGNA IN SOSTEGNO DELLA MESSA TRADIZIONALE E DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. INTERVISTA A PADRE ALESSANDRO M. APOLLONIO, FI
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E LA DISINFORMAZIONE SUL WEB
QUELLA SBERLA AI FRANCESCANI NELLA CHIESA DI FRANCESCO. APPELLO – di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. IL DOLORE A CUI NON CI SI ABITUA – di Massimo Viglione
NOTA UFFICIALE DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA del 03-08-2013: UNA RISPOSTA A VATICAN INSIDER
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. FORTI CON I DEBOLI E DEBOLI CON I FORTI? – di Lorenzo Bertocchi
IL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. VIAGGIO ALLE FONTI… – di Pucci Cipriani
DA "CORRISPONDENZA ROMANA" UN'INIZIATIVA IN SOSTEGNO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E DELLA MESSA TRADIZIONALE
IL CASO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA. UN COMMENTO DI PADRE GIOVANNI CAVALCOLI
NEI TEMPI IN CUI SI PARLA TANTO DI SAN FRANCESCO D'ASSISI, VENGONO COLPITI FRANCESCANI CHE VIVONO IN MANIERA RADICALE LA REGOLA – di Corrado Gnerre
IL "CASO" DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Roberto de Mattei
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA E LA CRISI DELLA CHIESA: PERCHÉ NON SI PUO' TACERE – di Alessandro Gnocchi – Mario Palmaro
I FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA SULLA STRADA DEL MARTIRIO DEI SANTI DELLA CHIESA – di Cristina Siccardi
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LA VERITÀ SUL COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA – di Cristina Siccardi On 25 settembre 2013 di Cristina Siccardi
fonte: Corrispondenza Romana. Sul sito dei Francescani dell'Immacolata è uscito il comunicato dal titolo Presentazione dati visita apostolica, immediatamente riproposto su "Vatican Insider" da Andrea Tornielli, quale presunta conferma della infondatezza delle critiche mosse dai cosiddetti "tradizionalisti" alla legittimità etica e giuridica del commissariamento dei Francescani stessi e delle sue modalità di esecuzione; si tratta di un articolo che è tutto una requisitoria contro coloro che difendono non il commissariamento, come il vaticanista de "La Stampa", ma i Francescani stessi.
http://www.riscossacristiana.it/la-verita-sul-commissariamento-dei-francescani-dellimmacolata-di-cristina-siccardi/
Tanta euforia è giustificata? I dati forniti da padre Alfonso Bruno, portavoce e braccio destro del Commissario e, quindi, parte in causa ostile a padre Manelli ed alla santità dell'Ordine stesso di cui fa parte, smentiscono in maniera vigorosa la baldanza dell'articolo di Tornielli, dimostrando, invece, che la posizione di chi ha mosso critiche al giacobino operare della Pontificia Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e per le Società di vita apostolica gode del sostegno della maggioranza dei Francescani dell'Immacolata, quantomeno in tutti i punti citati da padre Bruno.
Alla domanda sullo stile di governo di padre Manelli ha risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 39%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario (cioè non ci sono problemi tali da giustificare la benché minima deroga alle norme interne dell'Istituto) il 16% (26% del 61%=16%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario (quindi ancora senza l'ingerenza della Pontificia Congregazione per i Religiosi) o dal Commissariamento il 45% (74% del 61%= 45%). Da questi dati risulta che la maggioranza dei Francescani dell'Immacolata ritiene, su questo punto, che il commissariamento sia del tutto ingiustificato.
I difensori del Commissariamento non riescono a raggiungere la maggioranza nemmeno dopo essere stati sommati a coloro che si limitavano a chiedere un Capitolo straordinario. Va sottolineato il fatto che le due voci che nel questionario di mons. Todisco erano distinte, vengono surrettiziamente accorpate, per far lievitare la percentuale del commissariamento. Anche sulla questione liturgica, dove maggiormente si concentrano gli entusiasmi dei sostenitori del golpe ecclesiale, i dati, sia pure con la manipolazione di associare i sostenitori del commissariamento ai richiedenti un Capitolo straordinario, ribadiscono che la maggioranza assoluta dei Francescani ritengono ingiustificato il commissariamento stesso. Tanto che sostiene: che tutto va sostanzialmente bene il 36%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario il 15% (23% del 64%=15%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal Commissariamento il 49% (77% del 64%=49%). Vera e propria débâcle subiscono i seguaci del commissariamento sui due temi più subdolamente calunniosi del questionario, vale a dire quelli riguardanti la formazione dei novizi e dei seminaristi ed i rapporti con le Suore Francescane dell'Immacolata.
Al primo quesito ha risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 48%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario il 14% (27% del 52%= 14%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal Commissariamento il 38% (73% del 52%=38%).
Al secondo quesito hanno risposto: che tutto va sostanzialmente bene il 47%; che esistono problemi risolvibili dal Capitolo Generale Ordinario l'8% (15% del 53%= 8%); che ci sono problemi risolvibili da un Capitolo Generale Straordinario o dal commissariamento il 45% (85% del 53%= 45%). Considerato che solo 140 dei circa 150 frati professi hanno risposto al questionario, meno del 25% dei frati ha chiesto il commissariamento! Ci domandiamo che cosa abbiano da esultare i portavoce, frati o laici che siano, del commissario Volpi: se si fosse trattato di elezioni politiche il commissario ed il suo segretario Bruno sarebbero tornati a casa ed il Governo sarebbe stato restituito al legittimo superiore generale.
http://www.riscossacristiana.it/la-verita-sul-commissariamento-dei-francescani-dellimmacolata-di-cristina-siccardi/
Ma, benché nel caso di specie diritto e volontà democratica coincidano, sappiamo che la Chiesa ed i suoi ordini non sono strutture democratiche e non basano i loro ordinamenti sul consenso, ma sulla giustizia, conseguente alla verità («la morale discende dal dogma»), e sulla divina volontà. La Congregazione per i Religiosi decise lo scorso 11 luglio il commissariamento dell'Ordine fondato da padre Stefano Manelli, figlio spirituale di san Pio da Pietrelcina, che nel 1965 riscoprì e meditò le Fonti Francescane e gli scritti di san Massimiliano Maria Kolbe. Fu così che la vigilia di Natale del 1969 chiese di avviare una nuova opera al Superiore generale dei Frati Minori Conventuali, padre Basilio Heiser, che assecondò l'istanza e venne stilata la Regola, nella quale i pilastri sono: preghiera, povertà, penitenza, lavoro di apostolato.
Dunque contemplazione vera e mortificazione francescana, che hanno trovato nella Santa Messa di sempre, liberalizzata da Benedetto XVI nel 2007, il naturale coronamento, come ha dimostrato il prof. Corrado Gnerre nel suo breve trattato, che costituisce la circolare di settembre 2013 de "Il Cammino dei Tre Sentieri", dedicata in modo speciale ai Francescani dell'Immacolata ed al loro martirio bianco (http://www.itresentieri.it/pdf/Circolare_206.pdf). Ecco che essa diviene la pietra d'inciampo per coloro che tale totalità di dedizione non sono in grado di raggiungere e si vedono costretti a ricorrere all'ingiusto commissariamento, nato dalla richiesta di cinque di loro: i padri Angelo Geiger, Peter Fehlner, Massimiliano Zangheratti, Michele Iorio, Antonio Santoro.
Questi cinque frati vengono ascoltati dal Visitatore apostolico, monsignor Vito Angelo Todisco, prima, e dal commissario, padre Fidenzio Volpi, dopo, oltre a godere dell'appoggio di padre Alfonso Bruno, nominato segretario generale dell'Istituto dal commissario lo scorso 5 settembre, divenuto, così, il capo dei frati collaborazionisti. Papa Francesco auspica un atteggiamento di «misericordia» e «tenerezza», e dichiara a "Civiltà Cattolica": «No all'ingerenza spirituale nella vita delle persone», descrive la Chiesa di oggi come «un ospedale da campo dopo la battaglia» e afferma: «Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite», perché «alla fine la gente si stanca dell'autoritarismo». Ma autoritarismo e prepotenza sono gli unici elementi che hanno caratterizzato e caratterizzano il "caso Francescani dell'Immacolata" come in moltissimi oggi possono testimoniare.
L'autorità deve essere fonte di unità: i figli (i frati) si riconoscono non nel potere giacobino e patrigno di un commissariamento illegittimo e brutale, bensì nell'autorità del padre (padre Manelli) e nella voce di Cristo che egli rappresenta e per la quale essi hanno scelto di entrare in questo Ordine, «ma non tutti» (Gv. 13,10). È questione di verità e di giustizia. Mons. Vito Angelo Todisco, "visitatore apostolico" per conto della Congregazione dei religiosi aveva inviato a tutti i Francescani, senza incontrarli personalmente, un burocratico e fazioso questionario, dove emergevano domande tendenti ad ingenerare dubbi su padre Stefano Maria Manelli. Ora, per "amore di trasparenza" sono state rese pubbliche non le risposte dei monaci, bensì, le percentuali, per di più aggregate nella maniera scorretta di cui dicevamo, ma la sociologia non potrà mai sostituirsi alle questioni dell'anima. Come abbiamo dimostrato, nemmeno le statistiche così manipolate riescono a coprire la generale ostilità dei Francescani dell'Immacolata a questo commissariamento: il baro non è riuscito a vincere nemmeno con un mazzo di carte truccato.
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Riscossa Cristiana. "I FRUTTI DEL CONCILIO". PADRE GIOVANNI CAVALCOLI SCRIVE A PIERO VASSALLO FEMMINICIDIO. COPERTURA IDEOLOGICA DI BEN ALTRI SFACELI – di Giovanni Lazzaretti. IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
By admin On 17 settembre 2013 Quattro studiosi hanno inviato in Vaticano un esposto contro il divieto ai frati dell'Immacolata di celebrare la messa in rito antico. "È una sanzione in palese contrasto con il motu proprio 'Summorum pontificum' di Benedetto XVI"
di Sandro Magister fonte: chiesa.espressonline.it   ROMA, 17 settembre 2013 – Il divieto imposto da papa Francesco ai frati francescani dell'Immacolata di celebrare la messa in rito antico continua a suscitare vivaci e diffuse reazioni.
Nel darne notizia, lo scorso 29 luglio, www.chiesa titolò così:
La prima volta che Francesco contraddice Benedetto
In realtà, quella libertà di celebrare la messa in rito antico che papa Joseph Ratzinger aveva assicurato a tutti col motu proprio "Summorum pontifiicum" oggi non ha più estensione universale, perché è stata revocata dal suo successore a una congregazione religiosa e conseguentemente anche ai fedeli che assistevano alle sue messe.
Con contraccolpi che investono l'intera Chiesa.
Molti amanti della tradizione temono infatti che questa restrizione apportata a un caposaldo del pontificato di Benedetto XVI diventi presto un impedimento più generale.
Così come, sul fronte opposto, altri invocano che la messa in rito antico sia relegata definitivamente al passato e salutano nel divieto imposto da papa Francesco ai francescani dell'Immacolata un primo passo in questa direzione.
I francescani dell'Immacolata hanno ubbidito. Ma c'è chi non si è arreso e ha inviato in Vaticano una critica serrata del decreto con cui la congregazione per i religiosi – con l'esplicita approvazione del papa – ha intimato ai frati il divieto di celebrare la messa in rito antico.
Gli autori di questa analisi critica sono quattro rinomati studiosi cattolici: Roberto de Mattei, storico e autore di una rilevante ricostruzione in chiave tradizionalista del Concilio Vaticano II, Mario Palmaro, filosofo del diritto, Andrea Sandri, esperto in diritto costituzionale, e Giovanni Turco, filosofo. I primi due insegnano all'Università Europea di Roma, il terzo all'Università Cattolica di Milano, il quarto all'Università di Udine.
I quattro – costituitisi in una commissione di studio denominata "Bonum veritatis" – hanno inviato il 14 settembre il loro esposto al cardinale João Braz de Aviz, prefetto della congregazione che ha emesso il decreto, quella per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica, e per conoscenza ad altri dirigenti vaticani: al segretario di Stato entrante Pietro Parolin, al cardinale Raymond L. Burke, presidente del tribunale supremo della segnatura apostolica, all'arcivescovo Guido Pozzo, segretario della pontificia commissione "Ecclesia Dei".
Nella lettera con cui accompagnano l'esposto, così i quattro motivano la loro iniziativa:
"L'analisi, da noi coordinata, è stata redatta da un gruppo di studiosi, di diverse discipline, che hanno avvertito in coscienza il dovere di offrire una riflessione sulla questione, in considerazione del suo interesse universale, consapevoli del diritto dei fedeli, sancito dal codice di diritto canonico (can. 212) di proporre ai pastori pareri riguardanti la vita della Chiesa. Essi riscontrano nel decreto una serie di gravi problemi che attengono al rispetto della legge naturale e del diritto canonico, nonché della 'lex credendi', e che hanno rilevanza per tutto il mondo cattolico. La loro gravità merita di essere considerata nella loro portata e nelle sue conseguenze".
Nella conclusione della lettera, i firmatari chiedono "un tempestivo intervento della Santa Sede per riconsiderare la questione nella luce della giustizia e dell'equità, nonché del bene spirituale di sacerdoti e fedeli".
Questo è il link al decreto che ha vietato la messa in rito antico ai francescani dell'Immacolata:
 "Il Santo Padre Francesco ha disposto…"
E questo è il testo integrale dell'analisi critica del decreto, scritta dai quattro studiosi:
 "Una sanzione in palese contrasto…"
Di essa, sono riprodotte qui di seguito le parti che direttamente riguardano il divieto di celebrare la messa in rito antico.

ANALISI DEL DECRETO DI COMMISSARIAMENTO DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA
di Roberto de Mattei, Mario Palmaro, Andrea Sandri, Giovanni Turco
Il decreto della congregazione per gli istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica dell'11 luglio 2013 […] è un atto di gravità tale da non potere essere considerato di mera rilevanza interna per i soli destinatari. […]
Il decreto impone ai frati francescani dell'Immacolata – contrariamente a quanto disposto dalla bolla "Quo primum" di san Pio V e dal motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI – il divieto di celebrare la messa tradizionale.
Ciò facendo priva di un bene di valore incommensurabile – la messa (celebrata in rito romano antico) – sia i frati, sia i fedeli che attraverso il ministero dei frati hanno potuto partecipare alla messa tridentina, sia tutti coloro i quali avrebbero potuto, in futuro, eventualmente parteciparvi.
Il decreto, perciò, non riguarda solo un bene – e con ciò, "il" bene – di cui sono privati (salvo espressa autorizzazione) i frati, ma anche un bene – e con ciò, "il" bene – spirituale dei fedeli, che mediante il ministero dei frati desideravano e desiderano accedere alla messa tradizionale.
Essi si trovano a subire – loro malgrado ed al di là di qualsivoglia colpa, quindi senza ragione – una sanzione in palese contrasto con lo spirito e con la lettera sia dell'indulto "Quattuor abhinc annos", sia della lettera apostolica "Ecclesia Dei", di Giovanni Paolo II, sia del motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI.
Tali documenti, infatti, sono palesemente mossi dalla finalità di soddisfare l'esigenza di partecipazione alla messa secondo il rito romano classico, da parte di tutti i fedeli che ne abbiano desiderio.
Pertanto il decreto evidenzia una obiettiva rilevanza per tutti coloro i quali – per le ragioni più diverse – apprezzano ed amano la messa latino-gregoriana. Tali fedeli attualmente costituiscono una parte cospicua, e certamente non trascurabile, dei cattolici, sparsi in tutto il mondo. Potenzialmente essi potrebbero coincidere con la totalità stessa dei membri della Chiesa. Il decreto colpisce obiettivamente anch'essi.
Parimenti colpisce tutti coloro i quali, anche acattolici – per diverse ragioni, come storicamente già emerso in occasione dell'appello presentato a Paolo VI nel 1971 – avessero a cuore la continuità della messa tradizionale. Il decreto (ben al di là, quindi, della vicenda relativa ad un Istituto religioso) palesa una rilevanza universale anche sotto questo profilo. […]
* Per quanto riguarda la proibizione della celebrazione della messa in rito romano antico (detta anche "forma straordinaria") si rilevano numerosi e gravi problemi posti dal decreto in parola, che evidenziano obiettivamente altrettante manifeste anomalie logiche e giuridiche.
Anzitutto, in merito a tale proibizione imposta ai frati francescani dell'Immacolata, derivante dalla imposizione ad essi della sola facoltà di celebrare in modo esclusivo secondo il nuovo messale (detto anche "forma ordinaria") salvo espressa autorizzazione, non si può non rilevare che essa risulta palesemente in contrasto con quanto disposto per la Chiesa universale tanto dalla bolla "Quo primum" di san Pio V (1570) quanto dal motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI (2007).
La bolla di san Pio V, infatti, stabilisce universalmente ed in perpetuo: "in virtù dell'autorità apostolica noi concediamo, a tutti i sacerdoti, a tenore della presente, l'indulto perpetuo di poter seguire, in modo generale, in qualunque Chiesa, senza scrupolo alcuno di coscienza o pericolo di incorrere in alcuna pena, giudizio o censura, questo stesso messale, di cui avranno la piena facoltà di servirsi liberamente e lecitamente, così che prelati, amministratori, canonici, cappellani e tutti gli altri sacerdoti secolari, qualunque sia il loro grado, o i regolari, a qualunque ordine appartengano, non siano tenuti a celebrare la messa in maniera differente da quella che noi abbiamo prescritta né d'altra parte possano venir costretti e spinti da alcuno a cambiare questo messale".
A sua volta, il motu proprio di Benedetto XVI stabilisce che "è lecito celebrare il sacrificio della messa secondo l'edizione tipica del messale romano promulgata dal beato Giovanni XXIII nel 1962 e mai abrogato". E precisa che "per tale celebrazione secondo l'uno o l'altro messale il sacerdote non ha bisogno di alcun permesso, né dalla Sede Apostolica, né dal suo ordinario".
Altresì il motu proprio afferma che "le comunità degli istituti di vita consacrata e delle società di vita apostolica, di diritto sia pontificio, sia diocesano, che nella celebrazione conventuale o 'comunitaria' nei propri oratori desiderano celebrare la santa messa secondo l'edizione del messale romano promulgato nel 1962, possono farlo". Analogamente dichiara che "ai chierici costituiti 'in sacris' è lecito usare il breviario romano promulgato dal beato Giovanni XXIII nel 1962".
Il medesimo motu proprio fissa inequivocabilmente che "tutto ciò che da noi è stato stabilito con questa lettera apostolica data a modo di motu proprio, ordiniamo che sia considerato come 'stabilito e decretato' e da osservare dal giorno 14 settembre di quest'anno [2007], nonostante tutto ciò che possa esservi in contrario".
Come è chiaro dai due testi summenzionati e dai loro connotati essenziali, la libertà di celebrazione della messa tridentina appartiene alla legislazione universale della Chiesa e configura un diritto per ciascun sacerdote.
Analogamente ne deriva un diritto per i fedeli aderenti a tale "tradizione liturgica". Quanto ad essi, infatti, il codice di diritto canonico riconosce: "I fedeli hanno il diritto di rendere culto a Dio secondo le disposizioni del proprio rito approvato dai legittimi pastori della Chiesa" (can. 214).
Perciò la proibizione, salvo autorizzazione, disposta dal decreto misconosce obiettivamente tale legislazione universale della Chiesa, deliberando – mediante un atto evidentemente da subordinarsi ad essa (sia per materia sia per forma) – in modo contrastante con la disciplina universale e permanente. La quale, in ragione delle sue origini apostoliche, gode – come argomentano illustri studiosi – del carattere dell'irreformabilità.
La proibizione della celebrazione della messa tridentina da parte del decreto risulta ingiustamente discriminante nei confronti del rito latino-gregoriano, il quale non solo risale dal Concilio di Trento a san Gregorio Magno e da questi alla tradizione apostolica ma, secondo l'inequivocabile apprezzamento del motu proprio "Summorum pontificum" di Benedetto XVI "deve essere tenuto nel debito onore per il suo uso venerabile e antico". Esso, infatti, è espressione della "lex orandi" della Chiesa. Pertanto un bene da custodire. Non un male da cui allontanare.
Inoltre, l'imposizione ai frati della sola celebrazione del nuovo messale, suppone una normativa di autorizzazione speciale nei confronti del messale latino-gregoriano, la quale è obiettivamente inesistente. O altrimenti ne introduce l'applicazione, a fronte di una legislazione di contenuto palesemente diverso ed opposto.
È chiaro, infatti, che il regime di autorizzazione di un atto o attività particolare presuppone una proibizione ordinaria, alla quale eventualmente si può derogare in casi straordinari (particolari e determinati). Ma questo (ovvero l'ordinaria interdizione) è escluso esplicitamente dalla legge della Chiesa, la quale dichiara come facoltà del sacerdote, da esercitarsi liberamente e senza alcuna autorizzazione, quella della celebrazione della messa tridentina.
Va rilevato, altresì, che l'interdizione (salvo espressa autorizzazione) di tale celebrazione evidenzia tre ulteriori obiettive anomalie del decreto.
Questo, infatti, stabilisce un regime di autorizzazione per la messa tradizionale, indicando genericamente come titolare della potestà autorizzativa le "competenti autorità". Ma, risultando abrogata la normativa prevista dall'indulto "Quattuor abhinc annos" e dalla lettera apostolica "Ecclesia Dei", non si intende quale sia precisamente l'autorità competente a rilasciare l'autorizzazione in parola. Tanto più che la competenza in tale materia prescinde certamente dalla congregazione degli istituti di vita consacrata, e sarebbe semmai da riferirsi alla commissione pontificia "Ecclesia Dei".
Risulta singolare, peraltro, che l'autorizzazione di cui al decreto sia da concedersi "per ogni religioso e/o comunità", quasi che a celebrare la messa non sia il singolo sacerdote, ma anche una comunità tutta intera, nel suo insieme (compresi eventualmente i frati non sacerdoti). Quasi che la comunità autorizzata possa autorizzare a sua volta, trasmettendo (come?) l'autorizzazione (da parte di chi?), proceduralmente (a quali condizioni?) al singolo celebrante.
A segnare una ulteriore anomalia del decreto vi è il fatto che tale regime di autorizzazione è temporalmente indeterminato. Non vengono, cioè, indicati i termini di applicabilità del regime di autorizzazione imposto ai soli frati francescani dell'Immacolata. Fino a quando sarà ad essi imposta la richiesta dell'autorizzazione? Fino ad un determinato giorno? Fino al conseguimento di un certo obiettivo? In perpetuo?
Al riguardo il testo del decreto nulla dice. Contrariamente alla necessità di determinatezza – ovvero di razionalità e di giustizia – di qualsivoglia provvedimento (difatti, anche una pena che coincida con l'intero arco della vita o che sia perpetua ha una sua determinatezza). Si tratta di una istanza di diritto naturale e di diritto canonico (cfr. can. 1319). Ignorata la quale si manifesta un evidente detrimento tanto del carattere retributivo, quanto del carattere medicinale di qualsivoglia provvedimento restrittivo (in questo caso, di una facoltà propria di ogni sacerdote).
D'altra parte, la proibizione della celebrazione della messa latino-gregoriana – pur riferita dal decreto come decisa dal papa – resta obiettivamente circoscritta nell'ambito di un decreto di una congregazione romana.
Ne consegue che – almeno quanto alla sua forma ed al vincolo che da essa deriva – non può che condividere i limiti del decreto medesimo e la sua necessaria sottomissione alla legislazione universale della Chiesa. Infatti, diversamente da una qualsiasi deliberazione disciplinare pontificia – tale "ex professo", se compiuta nell'ambito della sua potestà di giurisdizione, ovvero del "munus gubernandi", e secondo quanto legittimamente possibile in conformità al diritto divino positivo ed alle definizioni solenni ad esso relative – la disposizione in oggetto non può che restare circoscritta al decreto medesimo, nei limiti delle facoltà di una delle congregazioni romane.
In ogni caso, l'imposizione derivante dal decreto come qualsiasi deliberazione disciplinare di chicchessia non può non essere obiettivamente misurata dal diritto naturale – ovvero dalla giustizia – e dal diritto divino positivo, cui il diritto canonico, la disciplina e la giurisprudenza ecclesiatiche devono necessariamente conformarsi.
Infatti, come ha ricordato Benedetto XVI nel discorso in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario del tribunale della Rota romana del 21 gennaio 2012, "la 'lex agendi' non può che rispecchiare la 'lex credendi'".
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Il motu proprio del 7 luglio 2007 con cui Benedetto XVI ha liberalizzato la celebrazione della messa in rito antico:
"Summorum pontificum"
La lettera che papa Ratzinger ha accompagnato al motu proprio:
"Cari fratelli nell'episcopato…"
E la successiva istruzione della commissione pontificia "Ecclesia Dei" del 13 maggio 2011:
 "Universae ecclesiae"
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Su uno strano cambiamento avvenuto in alcune traduzioni ufficiali dell'originale latino del motu proprio di Benedetto XVI":
Il "Summorum pontificum" finalmente tradotto. Ma con una parola cambiata
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Il sito web dei francescani dell'Immacolata, in cui tra l'altro documentano che il loro fondatore e superiore generale padre Stefano Manelli "non ha mai imposto a tutte le comunità l'uso del 'Vetus Ordo', ma non vuole nemmeno che ne diventi l'uso esclusivo, e lui stesso ne ha dato l'esempio celebrando ovunque secondo l'uno o l'altro 'Ordo'":
Francescani dell'Immacolata
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One Response to IN DIFESA DEI FRANCESCANI DELL'IMMACOLATA PUNITI DA PAPA FRANCESCO – di Sandro Magister
    ITER PARA TUTUM scrive:   
    30 dicembre 2013 alle 21:24   
    Ieri parlando con un seminarista – molto più giovane di me – gli ho detto di studiarsi quanto accadde con Padre Pio da Pietrelcina, la sentenza definitiva ci fu il 16 giugno 2002 in Piazza San Pietro, ero presente anch'io e mentre Padre Pio diventava San Pio, Mons. Maccari non ci fece una bella figura.
    Gli ho detto anche che un giorno, che io non vedrò ma lui avendo solo 20 anni probabilmente arriverà a vedere, ci sarà un altro rito di canonizzazione, nel quale P. Fidenzio Volpi a sua volta non ci farà una bella figura.
    Le forze del Male lavorano incessantemente, ma c'è un limite, e la verità è come l'olio nell'acqua; per quanto si rimesti alla fine viene a galla.
    Alla fine ci fu giustizia per Padre Pio, dopo tante persecuzioni, ed alla fine ci sarà giustizia per Padre Manelli!